Analisi

Da Salvini a Conte, Mario Draghi fa crollare le interazioni social di chi lo appoggia

La minore polarizzazione delle posizioni penalizza gli account social del leader della Lega e dell’ex premier

di Marco lo Conte

Nella foto Mario Draghi nel corso della conferenza stampa (Roberto Monaldo / LaPresse)

3' di lettura

Non è stata la prima e non sarà senz’altro l’ultima sortita di un leader politico che invoca di allentare le misure di restrizioni. Le dichiarazioni di Matteo Salvini sulla riapertura dopo Pasqua di scuole e attività commerciali vanno incontro alla palpabile e diffusa stanchezza degli italiani per le misure anti-Covid. E che danneggiano non solo l’economia, ma anche la popolarità dei leader politici. Lo stesso leader della Lega ha subito un drastico crollo delle interazioni sui suoi account social, dall’insediamento del governo Draghi. Ma Salvini non è il solo: Conte, Renzi, Di Maio, persino Meloni hanno visto ridursi il numero di interazioni sui proprio account social, da quando si è insediato il Governo presieduto da Mario Draghi.

A fotografare questa tendenza FBBubbles, divisione strategie advocacy di FB&Associati, che ha preso in esame il trend delle interazioni di alcuni dei principali leader politici dall’inizio dell’anno, quantificando l’impatto dell’ingresso a Palazzo Chigi di Mario Draghi

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Dal grafico appare evidente come lo stile Draghi abbia messo fuori gioco una comunicazione molto polarizzata e divisiva come quella messa in campo dai leader italiani negli ultimi anni.

L’analisi qualitativa

Riguarda in modo eclatante chi guida partiti che sostengono il Governo, da Salvini a Renzi, ma non sfugge nemmeno Meloni che dall’opposizione vede dimezzata la interazione sui proprio account social nei primi due mesi dell’anno. Non sembra pagare, in termini di popolarità social, l’assenza di attacchi diretti al premier, accusato nel discorso in occasione del voto di fiducia di godere di un eccessivo “peso della sinistra nell'Esecutivo”. Con il risultato di lasciare al Fatto Quotidiano il ruolo di contraltare critico del governo Draghi. Mentre è ancora tutta da decifrare la parabola social dell’ex premier Giuseppe Conte che, in attesa della sua ridefinizione all’interno del MoVimento 5 Stelle, appare praticamente scomparso dalle conversazioni social.

Interazione non vuol certo dire consenso, anzi: giova ricordare che i commenti ai posti dei politici italiani sono in buona parte (e a volte in netta maggioranza) negativi. Rileva tuttavia come il cambio di passo a Palazzo Chigi coincida con un mutato trend nei contesti digitali dove i politici raccolgono il consenso. «Sfidare le forze politiche che lo sostengono - dice Annalisa Ferretti, responsabile Divisione Fb Bubbles e partner di Fb&Associati - su un dilemma apparentemente contrastante: trasformare in opportunità di consenso politico un processo che in realtà mette in crisi i posizionamenti identitari dei partiti stessi, con un esito tutt'altro che scontato. Il riassetto, anche nel posizionamento dei leader, è in corso, come dimostra anche il recente calo diffuso nelle interazioni con i post».

Quanto durerà la pax draghiana?

Sfida sottotraccia, che sarà interessante osservare nei prossimi mesi tra l’inquilino di Palazzo Chigi e le tattiche mediatiche dei leader che lo sostengono: nell’oscillazione tra il sostegno al Governo che dovrà gestire circa 200 miliardi di fondi europei e la ricerca di visibilità offerta dall’allontanamento dal battistrada indicato dal premier. Assente sui social (ma sempre più seguita la sua storica portavoce, Paola Ansuini) e poco incline alla grammatica di piattaforme come Facebook o Twitter, Draghi mostra di incidere anche in absentia, impattando in modo rilevante sugli altri leader politici che hanno visto una riduzione rilevante e in alcuni casi un vero e proprio crollo delle interazioni sul proprio account, dal momento dell'insediamento dell'ex numero uno della Bce a Palazzo Chigi.

Lasciando peraltro i social ai suoi ministri: lo studio di FBBubbles evidenzia come tra i più seguiti in testa e per distacco ci sia il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio, seguito a distanza dal Ministro della Cultura Dario Franceschini, quindi la Ministra per il Sud Mara Carfagna, il Ministro della Salute Roberto Speranza e la Ministra per gli Affari regionali Mariastella Gelmini. RIlevante l’assenza dei ministri della Lega, dettaglio singolare soprattutto se si pensa al massiccio utilizzo delle piattaforme da parte del partito e del leader Matteo Salvini.

Se 2 milioni sembrano pochi

Gli account della Presidenza del Consiglio sommano complessivamente circa 2 milioni di follower ma sono destinati a crescere sempre più nei prossimi mesi, in termini di attenzione e rilevanza, più che per interazione. In meno di un mese e messo Draghi e il suo team stanno raggiungendo l’obiettivo di modificare la qualità della comunicazione politica, avviata con il dichiarato cambio di stile («Parlare solo quando c'è qualcosa da dire e far parlare i fatti»). Il che, tuttavia, lascia spazio all’inserimento di altri soggetti che conquistano la scena mediatica, come nel caso di Walter Riccardi: nei giorni tra l'insediamento del nuovo Governo e il voto di fiducia da parte della Camere, la richiesta di inasprimento delle misure restrittive espressa dal consulente del Ministero della Salute ha conquistato la scena social e non solo.

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