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Da Samsung alla Borsa di Seul, l’impatto del coronavirus sulla Corea del Sud

Il coronavirus ferma la produzione Samsung in Sud Corea. Seul è tra le borse più capitalizzate dell’Asia emergente e vanta grandi società tecnologiche. Il mercato sconta un taglio dei tassi della banca centrale

di Marzia Redaelli


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(Reuters)

2' di lettura

Samsung ha chiuso un impianto a Gumi, nella Corea del Sud, perché un dipendente è risultato positivo al Coronavirus. La più grande società produttrice di smartphone al mondo ha precisato che il sito è piccolo e che rifornisce prevalentemente il mercato interno. Però lo stop può rallentare la produzione dei modelli di alta gamma.

Samsung è la maggiore società quotata a Seul. Il gruppo capitalizza oltre 28 miliardi di dollari Usa. Nell’economia coreana il settore tecnologico ha un peso importante, insieme a quello dell’auto. In borsa sono scambiate molte multinazionali come Lg (solamente la corporation capitalizza più di 10 miliardi, senza contare le varie divisioni), Huyndai (22 miliardi la parte dei componenti), Kia Motors (14 miliardi), Daewoo (3,7 miliardi).

Negli indici Msci, i più utilizzati dagli investitori, il listino completo valeva 1.201 miliardi a fine gennaio, pari al 16% delle borse emergenti asiatiche, staccata solamente dalla Cina (8.500 miliardi), poco distante dall’India (1.700 miliardi) e davanti all’altro avamposto dell’high tech, Taiwan (1.100 miliardi).

Già nei giorni scorsi la Corea valutava di alzare l’allarme coronavirus da arancione a rosso per via della rapida diffusione. Tra le notizie che continuano ad aggravare il bollettino medico, c’è anche quella di un intero reparto di un ospedale psichiatrico infetto.

Il paese ha un Pil di 1.600 miliardi, più o meno quello dell’Italia, ma vanta un sistema economico tra i più avanzati dell’area che fa da traino alle nazioni limitrofe. È, infatti, una delle 4 Tigri insieme a Taiwan, Singapore e Hong Kong. Per gli operatori finanziari, dunque, investire nella Piazza di Seul è anche un modo per puntare sullo sviluppo dell’Asia con un rischio controllato.

L’indice Kospi di Seul nell’ultima settimana ha perso il 3,6% e da inizio anno ha un saldo negativo (-1,5%), ma fino al 17 febbraio era in rialzo del 3%.

Gli economisti si attendono che la banca centrale coreana intervenga a supporto dell’economia e dei mercati nella riunione di giovedì 27 con un taglio dei tassi di interesse sui prestiti pronti contro termine, che stimano saranno portati al minimo storico dell’1%. Secondo gli esperti di Hsbc, la decisione non sarà unanime e non includerà una revisione della crescita, prevista per quest’anno al 2,4%.

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