alimentare

Da Sanpellegrino (Nestlé) sprint ad Acqua Panna in Usa

di Silvia Pieraccini

3' di lettura

Acqua Panna parte alla conquista dei Millennials americani, forte anche dell'appeal rappresentato dalla sua toscanità messa in evidenza sulla bottiglia (grazie a un accordo con la Regione che nel 2014 ha concesso l'uso sull'etichetta della parola ‘Toscana' e del giglio). E lo fa con la forza del Gruppo Sanpellegrino (Nestlè), che l'anno scorso ha stanziato 70 milioni di euro a sostegno del progetto di rilancio del marchio e del potenziamento produttivo dello stabilimento di imbottigliamento di Scarperia, in Mugello (Firenze).

«Investiamo su un nuovo posizionamento premium di Acqua Panna per conquistare quei consumatori giovani che amano le marche capaci di raccontare una storia», hanno spiegato i vertici del gruppo, Maurizio Patarnello ceo di Nestlè Waters, Federico Sarzi Braga presidente e amministratore delegato di Sanpellegrino e Stefano Marini direttore della divisione internazionale, riuniti a Scarperia per la Giornata mondiale dell'acqua.

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L'espansione sul mercato americano – dove già oggi Acqua Panna vende 35 milioni di bottiglie l'anno – guarda non solo alla ristorazione ma soprattutto al segmento ‘on the go', e dunque alla grande distribuzione, ai grocery, alle aree di servizio: per questo è stata ideata una nuova bottiglia in plastica, che sarà disponibile nei formati da 1 litro, 75, 50 e 33 centilitri. A metà maggio partirà la campagna di promozione negli Stati Uniti, declinata sulle tivvù, web e social network.

«L'obiettivo – spiega Sarzi Braga - è di raddoppiare i volumi di Acqua Panna venduti negli Usa entro il 2021, passando da 35 a 70 milioni di bottiglie. Nel complesso il marchio punta a salire nel giro di tre anni dai 330 milioni di bottiglie del 2018 a 400 milioni». Il rilancio partirà a fine anno anche in Italia, dove oggi Acqua Panna vende il 55% della produzione, con l'avvio della campagna di comunicazione.

Lo sviluppo commerciale si accompagna a quello industriale: nello stabilimento di Scarperia (dove lavorano 170 persone) sono già cominciati i lavori per l'installazione di una nuova linea hi-tech che produrrà 42mila bottiglie all'ora, e che sarà in funzione dal 1 luglio. Previsti anche lavori di potenziamento di un'altra linea che passerà da 30mila a 42mila bottiglie all'ora.

Sul fronte della sostenibilità ambientale, il Gruppo Sanpellegrino ha annunciato l'obiettivo di certificare con lo standard ‘Alliance for water stewardship' tutti i 100 stabilimenti nel mondo entro il 2025, tra cui quello di Acqua Panna entro il 2020. «Inoltre per ridurre l'impatto delle bottiglie di Acqua Panna – ha aggiunto Sarzi Braga - il gruppo ha già preso l'impegno di utilizzare entro il 2025 il 50% di Pet riciclato, che è il massimo consentito dalla legge».

All'impatto ambientale guarda anche il protocollo d'intesa sottoscritto oggi da Sanpellegrino, Regione Toscana e Comune di Scarperia e San Piero, che impegna il gruppo alimentare a individuare nuove soluzioni per il trasporto delle bottiglie, che oggi avviene tutto su gomma partendo dalle colline del Mugello: l'ipotesi è di studiare forme di intermodalità, magari dall'Interporto di Prato verso il porto di Livorno per i carichi diretti all'export.

«Entro pochi mesi ci confronteremo su proposte concrete sul tema dei trasporti», ha detto Rossi precisando che «nel mondo è forte la connessione tra la parola Toscana e l'idea di qualità, di bontà, di naturalezza e questo ci rafforza nel sostenere che è proprio sulla qualità che dobbiamo continuare a investire in questo e in altri ambiti». «Oggi proseguiamo con Acqua Panna il percorso di miglioramento del territorio del Mugello - ha aggiunto il sindaco di Scarperia, Federico Ignesti – che è importante per i residenti ma anche per le imprese che qui lavorano».

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