Il cicloviaggiatore

Da Sirmione a Chioggia, lungo le strade piene di arte del Lombardo-Veneto

Un percorso dolce che attraversa città e luoghi pieni di storia: da Sirmione a Venezia e le sua laguna passando per Veroni, Vicenza e Padova

di Manlio Pisu

5' di lettura

È un itinerario cicloturistico attraverso alcune delle principali meraviglie del Lombardo-Veneto. Il giro presenta una tale ricchezza di tesori artistici, storico-culturali ed eno-gastronomici che la componente turistica prende il sopravvento su quella ciclistica.

Il profilo altimetrico non rileva dislivelli degni di nota. È quasi tutto in pianura. Salite ce ne sono davvero poche e quelle poche sono leggere, anzi leggerissime.

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Dunque è un'impresa alla portata di tutti. Ideale per chi voglia avvicinarsi all'esperienza del cicloviaggio. Per giunta è un giro che si può fare senza toccare la macchina, facilmente raggiungibile in treno dal Norditalia e dall'Italia centrale.

Da un sito Unesco all'altro

Il punto di partenza è a Sirmione sul lago di Garda. Il percorso tocca città d'arte come Mantova, Verona, Vicenza e Padova, passando da un sito Unesco all'altro. Per chi abbia più tempo, prosegue sulla riviera del Brenta tra le ville del Palladio; passa per Venezia e attraverso le isole del Lido e di Pellestrina finisce a Chioggia, piccolo gioiello della laguna veneta.

In tutto, da Sirmione a Chioggia, sono circa 280 chilometri, da percorrere in cinque – sei giorni a piccole tappe per avere il tempo di fermarsi a visitare i luoghi.

Viaggio lento per viaggiatori curiosi. Molto remunerativo: poca fatica, tanta bellezza. Di cose da vedere ce ne sono a iosa.

La bici diventa un mero mezzo di trasporto per spostarsi lungo un tracciato in cui in cui il “piatto forte” è costituito dalle singole tappe più che dalla pedalata tra una tappa e l'altra. Anche perché le distese agricole della Val Padana sono sì interessanti, ma dal punto di vista ciclistico possono a tratti risultare un po' monotone.

Eppure la bici conferisce a questa esperienza un valore aggiunto. Le due ruote a pedali sono, infatti, uno strumento di immersione profonda nel territorio. Forniscono una chiave di lettura dei paesaggi alternativa, più interessante e più coinvolgente rispetto a quella che si può avere dall'abitacolo di una vettura.

Al riparo dal traffico motorizzato il silenzio della bici è di per sé ricreativo e meditativo.

Da Catullo a Maria Callas

La pedalata inizia da un posto incantevole che nei secoli ha fatto innamorare artisti e poeti: Sirmione, uno dei borghi più belli d'Italia, all'estremità di una sottile lingua di terra che dalla sponda Sud del Garda (Lombardia, provincia di Brescia) si insinua nel lago e si protende verso Nord, le Prealpi e Riva (Trentino).

Nel primo secolo a.C., sulla punta di questa penisola, Catullo, il poeta latino che ha messo in versi l'amore, aveva il suo “buen ritiro”. Sui resti di quella dimora in età imperiale fu poi costruita una villa sontuosa, impropriamente attribuita a Catullo.

Il Lombardo-Veneto a due ruote

Il Lombardo-Veneto a due ruote

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Da quei ruderi si può ammirare il Garda in tutto il suo splendore. Lo sguardo verso le montagne del Trentino offre uno spettacolo che rapisce.

Duemila anni più tardi anche Maria Callas, il più grande soprano del Novecento, scelse Sirmione per il suo “buen ritiro”. Da non perdere la Rocca Scaligera con il suo piccolo porto fortificato. Consigliabile un bagno caldo sul lago nelle piscine delle Terme di Catullo.

Da Sirmione un itinerario protetto porta a Peschiera, una delle roccaforti del quadrilatero militare costruito nell'Ottocento dagli austriaci a difesa del Lombardo-Veneto. Da qui inizia la ciclabile del Mincio, emissario del Garda, che in 44 chilometri porta a Mantova.

Raccomandabile una pausa pranzo a Borghetto, poche case nate intorno al patrimonio dei mulini ad acqua.

Dai Gonzaga si arriva a Romeo e Giulietta

I laghi di Mantova annunciano l'arrivo nella città di Virgilio e poi dei Gonzaga. Nell'Italia delle corti questa era una delle grandi capitali della Penisola, che raggiunse l'apice della sua magnificenza fra il Quattro e il Cinquecento.

Qui hanno lavorato alcuni dei più grandi artisti del Rinascimento italiano, come Andrea Mantegna e Giulio Romano, chiamati dai Gonzaga a costruire e adornare le loro splendide dimore: Palazzo Ducale e Palazzo Te.

La Camera degli Sposi a Palazzo Ducale è uno dei massimi capolavori di Mantegna così come a Palazzo Te Giulio Romano ha dato il meglio di sé nella impressionante Stanza dei Giganti. Gli amanti della lirica vorranno visitare la casa di Rigoletto in omaggio all'eroe verdiano.

Da Mantova la pedalata prosegue verso Verona. La rotta è tracciata da un'app di escursionismo, Komoot. L'algoritmo disegna con maestria un percorso di una cinquantina di chilometri su argini, stradine bianche poderali e strade della viabilità secondaria a bassa densità di traffico.

A perdita d'occhio campi coltivati, canali d'irrigazione, stalle e vigneti dove nasce l'amarone. Sul cammino spunta la villa settecentesca dei marchesi di Canossa a Grezzano di Mozzecane poco prima di Villafranca di Verona.

Ancora poco e si raggiunge la città dove Shakespeare ha ambientato il suo Romeo e Giulietta. L'ingresso è da Piazza Bra, brulicante di caffè e di vita sotto le imponenti mura plurimillenarie dell'anfiteatro romano dell'Arena. A pochi metri il magnifico Ponte Scaligero sull'Adige, Piazza delle Erbe, la casa di Giulietta.

Aida, guida d'eccezione

La tappa successiva è a Vicenza. Per uscire da Verona si prende, a Piazza Bra, l'Aida. Non è l'opera di Verdi, ma l'acronimo (Alta Italia da attraversare) di un itinerario cicloturistico firmato dalla Federazione amici della bicicletta, che ha “cucito” insieme tanti pezzi di ciclabili già esistenti, fino a farne un unico percorso dal Moncenisio a Trieste, passando tra l'altro per Torino, Milano, Brescia e Venezia.

Dal web si può scaricare un'App dedicata che fornisce su smartphone tracce Gpx affidabilissime. Ottima la segnaletica sul terreno. Aida è un'infrastruttura cicloturistica che avvicina l'Italia agli standard più evoluti di altri Paesi europei, come Austria, Svizzera, Germania. Seguendola, non ci si può perdere.

La pedalata procede gradevolmente nel Veronese attraverso i vigneti di Soave con lo sfondo dei monti della Lessinia. Il percorso corre ai piedi dei colli Berici, unico rilievo di questo cicloviaggio.

Tra Palladio, Giotto e Galileo

Dopo una cinquantina di chilometri si entra a Vicenza. Qui tutto ricorda Andrea Palladio, il grande architetto cinquecentesco che ha segnato per secoli l'architettura in Italia e all'estero.

In Piazza dei Signori la splendida basilica, centro della vita politica cittadina. Poco distante il Teatro Olimpico, il primo teatro coperto al mondo, capolavoro tuttora in attività. Nelle strade del centro innumerevoli palazzi nobiliari firmati dal Palladio e tutt'intorno le ville, le splendide ville palladiane, disseminate nella campagna veneta e concentrate lungo il fiume Brenta tra Padova e Venezia.

Oltre Vicenza Aida ci porta a Padova su un itinerario ben segnalato, che mette in rete varie ciclabili. Con una breve deviazione si può raggiungere Abano per un bagno termale a 37 gradi sotto i colli Euganei.

L'ingresso a Padova è dal Prato della Valle, una delle piazze più belle d'Italia a pochi metri dalla basilica di Sant'Antonio, luogo di pellegrinaggio che attira fedeli da tutto il mondo. A un passo da lì il Palazzo della Ragione, Piazza delle Erbe, Palazzo Bo, da 800 anni sede dell'Università di Padova.

Qui è nato il primo teatro anatomico del mondo (1595). Qui Galileo, sfidando i dogmi del pensiero dominante dell'epoca, insegnava che la terra non è piatta ma sferica. In questo ateneo nel 1678 per la prima volta una donna, Elena Lucrezia Cornero, ha potuto fregiarsi di una laurea.

Dove un tempo sorgeva l'anfiteatro romano oggi sorge la Cappella degli Scrovegni, famosa per gli affreschi trecenteschi di Giotto. Qui per la prima volta nella storia dell'arte cristiana un pittore ha osato rappresentare il bacio tra un uomo (Gioacchino) e una donna (Sant'Anna), i genitori di Maria e quindi nonni materni di Gesù.

A pochi passi da Piazza delle Erbe lo splendido Caffè Pedrocchi, locale storico d'Italia e fucina del nostro Risorgimento, è da 190 anni il salotto della città.

Aida prosegue verso Venezia, regalando una serie di ville palladiane tra le più famose, come la Malcontenta e Villa Pisani.

Poi - che dire? – Venezia. E ancora gli splendori del Lido con i grandi alberghi di inizio Novecento, le atmosfere del Tonio Kroeger di Thomas Mann care a Luchino Visconti, il Festival del Cinema. Poi la semplicità di Pellestrina, isola di pescatori. E infine Chioggia. Da lì in treno a casa.

Buona pedalata!

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