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Da smart working strutturale 93mila occupati in meno e chiusura per 21mila attività

Allo stesso tempo uno scenario di lavoro da remoto strutturale potrebbe generare un risparmio per il sistema imprenditoriale di circa 12,5 miliardi di euro l’anno

Smart working: 1 su 5 disposto a taglio stipendio

2' di lettura

Se da una parte lo smart working strutturale taglia i costi per le aziende e fa risparmiare le famiglie, dall’altra mette a rischio posti di lavoro. A fare il punto su questa modalità di lavoro sono le imprese italiane del commercio, del turismo e dei servizi, dell’artigianato e della piccola industria.

Secondo il dossier elaborato da Confesercenti, dal titolo “Cambia il lavoro, cambiano le città”, incentrato sugli effetti dello smart working su imprese, famiglie e società, uno scenario di lavoro da remoto strutturale avrà un impatto negativo, con la chiusura di quasi 21mila attività e la perdita di oltre 93mila occupati, in particolare nei pubblici esercizi e nella ricettività.

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Allo stesso tempo, la riduzione di personale in presenza può portare un sensibile risparmio per le imprese, dai costi sostenuti per l’acquisto e gli affitti dei locali a quelli del consumo di energia elettrica e gas, di trasporto e spostamento e tutto l'insieme dei costi indiretti. In particolare, uno scenario di lavoro da remoto strutturale potrebbe generare un risparmio per il sistema imprenditoriale di circa 12,5 miliardi di euro l’anno.

Con smart working strutturale 4,9 milioni di lavoratori non si spostano da casa

Con lo smart working, rileva l’indagine, la grande parte della riduzione di spesa si concentrerebbe nelle grandi città che hanno attività di terziario avanzato. Per questi centri si potrebbe assistere a una ripresa del turismo vacanziero ma ad una flessione strutturale dei flussi di tipo lavorativo: sono proprio le città più densamente abitate ad avere più attività che possono essere svolte da remoto (circa il 45%), mentre nelle città minori tale percentuale si attesta intorno al 20%. Complessivamente, in un regime di smart working strutturale, mediamente, circa 4,9 milioni di lavoratori al giorno non si sposterebbero più da casa. Di questi 1 milione che utilizzano un mezzo di trasporto pubblico.

Meno 9,8 miliardi spesa famiglie

Mobilità, ma non solo. Lo smart working influisce sulle abitudini di consumo e sulla tipologia di spesa per la famiglia. Chi lavora da remoto spende di più per la tecnologia per lavorare da casa; di meno per la cura della persona e per l’abbigliamento; inoltre, consuma un minor numero di pasti fuori, utilizza meno i trasporti e le attività ricettive ma allo stesso tempo aumenta la spesa per prodotti alimentari e utenze domestiche. Il bilancio tra maggiori e minori consumi, però è negativo: se diventasse strutturale, lo smart working porterebbe le famiglie a spendere -9,8 miliardi di euro l’anno rispetto ai livelli pre-pandemia Covid.

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