Mercato dell'arte

Da Sotheby's nuovo record per Dorazio, Fontana guida l'incanto

di Gabriele Biglia

Lucio Fontana, Concetto Spaziale. Attese, 1967

5' di lettura

L'asta primaverile di Arte Moderna e Contemporanea di Sotheby's che si è tenuta a Palazzo Serbelloni a Milano il 18 aprile ha totalizzato solo nella prima giornata di vendite ben 12.667.875 euro. Gli esperti di dipartimento ipotizzavano un realizzo compreso tra i 9.390.000 - 13.100.000 euro per entrambe le sessioni del 18 e 19 aprile. Ma l'incanto serale che visto passare di mano 39 su 45 offerti, ha superato le aspettative.
In catalogo erano presenti 92 opere di artisti appartenenti ad ogni corrente del ‘900. Lucio Fontana ha guidato e scandito il ritmo della vendita serale. Sul podio di Sotheby's è salito anche Piero Dorazio che ha bruciato ogni previsione di vendita superando il precedente record d'asta stabilito solo poche settimane fa a Palazzo Clerici da Christie's . Molto interesse da parte dei collezionisti anche per gli arredi dell'architetto e designer Osvaldo Borsani con il quale Fontana instaurò un fruttuoso sodalizio che portò alla realizzazione di molti interni progettati per le più prestigiose dimore dell'alta borghesia milanese.
L'incanto si è aperto con una scultura da tavolo in grés e smalti , “Senza titolo”, di Leoncillo (1915-1968), scultore tra i più richiesti in questo momento da collezionisti e galleristi avendo segnato recentemente un record di aggiudicazione per un suo lavoro in terracotta (283.500 euro da Christie's a Milano, incluse le commissioni). Tuttavia l'opera proposta da Sotheby's, stimata in catalogo 55-70.000 euro, è rimasta sotto la valutazione minima, fermandosi con un colpo di martello a 45.000 euro.
Diciotto i lavori previsti per le due sessioni di vendita creati da Lucio Fontana (1899-1968), in diversi materiali: tele, ceramiche, porcellane. L'artista argentino ha guidato l'incanto serale, determinando la maggior parte del fatturato dell'asta, con prezzi di aggiudicazione il più delle volte oltre alle aspettative. I 14 lavori passati sotto al martello fino ad ora hanno raccolto 6.934.500 euro (buyer's premium compresi). Il “Concetto spaziale” dorato (lotto n. 4) appartenente al ciclo degli olii, al martello ha raggiunto i 900.000 euro, rispetto alla valutazione stabilita dagli esperti di 350.000-450.000 euro (1.089.000 con le commissioni).

Top lot dell'asta è stato il “Concetto spaziale. Attese” a quattro tagli rosso del 1967, in copertina di catalogo, presentato con una forbice di valore di 1.000.000-1.5.000.000 di euro, lentamente, offerta dopo offerta, è giunto fino a quota 2.000.000, escluse le commissioni di vendita che portano l'importo a 2.409.000 euro. Prezzi di aggiudicazione sempre ragguardevoli anche per le opere in ceramica e porcellana di diversi periodi: dagli anni '30 alla fine degli anni '60. Il lotto numero 2, un “Concetto spaziale” in terracotta perforata e graffita del 1956 (36 x 72,5 cm.) è salito dopo una serie di rilanci in sala e ai telefoni a 260.000 euro (Stima: 150.000-200.000 euro).

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La collaborazione tra Borsani e Lucio Fontana. Successo per alcuni degli arredi disegnati dell'architetto e designer Osvaldo Borsani (1911-1985): la specchiera in legno intagliato e dorato del 1946 è stata acquistata per 50.000 euro al martello (stima: 5.000-7.000 euro). La mensola in legno dorato con piano in marmo che accompagna la specchiera, è salita a 20.000 euro (stima: 5.000-7.000 euro) e si presume sia stata acquistata allo stesso collezionista. Vere rarità dell'incanto di Sotheby's sono stati i lavori realizzati per l'interno di una dimora milanese a cui Fontana lavorò collaborando con lo studio di arredamento di Borsani. La grande decorazione per parete con stucchi dorati a motivi barocchi intitolata “Arlecchini”, creata da Fontana nel 1954, messa in vendita dalla stessa famiglia che la commissionò all'artista, è stata assegnata su commissione a 150.000 euro (stima: 300.000-400.000 euro); mentre il “Soffitto-Concetto spaziale”, realizzato in due forme in gesso e stucco e illuminazioni al neon (1952-54), è stato conteso da diversi collezionisti al telefono fino a 800.000 euro (stima: 300.000-400.000 euro). Se si aggiungono le commissioni di vendita l'opera ha superato il milione (1.029.000 euro).
L'Arte Povera. E' stata rappresentata al meglio in quest'asta da Pistoletto e Boetti: la serigrafia su acciaio lucidato a specchio di Michelangelo Pistoletto (n. 1933), “Palloncino giallo con sgabello” del 1982, è stata comprata per 489.000 euro con i diritti (stima: 400.000-600.000 euro). Molte offerte su commissione per l'arazzo di Alighiero Boetti (1940-1994) “Senza titolo” (lotto 6) con lettere dell'alfabeto a colori vivaci, tessuto a nel 1988: l'opera è stata assegnata per 481.000 euro con le commissioni (stima: 280.000- 350.000 euro).

Afro, Oltremare, 1969, Olio su tela, EST. 180,000 EUR — 250,000 EUR

La pittura Informale. Rappresentata in asta da una bella tela di Afro Basaldella (1912-1976) intitolata “Oltremare” (1969), esposta in passato alla Galleria del Milione e nella retrospettiva tenutasi al Palazzo Reale di Milano nel 1991, il dipinto, contraddistinto da delicati passaggi tonali di grigio accesi da una nota azzurra al centro della tela, è stato venduto per 210.000 al martello (stima: 180.000-250.000 euro).

Piero Dorazio, Eastern Spleen, 1959, Olio su tela, EST. 120,000 EUR — 180,000 EUR

Fari puntati su Piero Dorazio. Le aspettative riposte nelle due belle tele di Piero Dorazio, dipinte tra il 1958 e il 1959 , dopo il recente record di aggiudicazione, erano molto alte. L'opera “tessuta” a fitti fili reticolari di diversi colori intitolata “Estern Spleen”(Lotto 15) che aveva già 110.000 euro offerti su commissione, è salita a 230.000 al martello (stima: 120.000-150.000 euro).

Piero Dorazio, Un bel niente, 1958, Olio su tela, EST. 100,000 EUR — 150,000 EUR

Mentre il dipinto “Un bel niente”, esposto un anno dopo la sua realizzazione, nel 1959, a Londra alla New Vision Centre Gallery, è balzato subito a 200.000 euro per finire assegnato ad un collezionista privato al telefono per 400.000 euro (hummer price), da una stima di partenza di 100.000-150.000 euro (489.000 euro con le commissioni).
Si stanno visibilmente ridimensionando, invece, i prezzi di aggiudicazione delle tele estroflesse Enrico Castellani (1930-2017): la “Superficie bianca” del 1985 si è fermata al martello a 200.000 euro (stima: 180.000- 250.000 euro); mentre la “Superficie argento” del 2008, proveniente dalla collezione di Anna Fendi, è stata acquistata per 393.000 euro, compresi i diritti spettanti alla casa d'aste (stima: 300.000-400.000 euro).
Tra gli invenduti più significativi dell'incanto serale troviamo l'opera di Salvatore Scarpitta ( 1919-2007) composta da larghe fasce rosse avvolte su un telaio esposta alla seconda mostra personale che l'artista tenne alla Leo Castelli Gallery di New York (stima: 350.000- 450.000 euro). Senza offerte e rimasta anche la tela tarda di Giorgio de Chirico (1888-1978) dal sapore metafisico-surrealista intitolata “Mobili nella valle” (1968), realizzato quando il maestro aveva ormai ottant'anni, esposto alla Galerie Alexandre Iolas di Parigi (stima: 250.000- 350.000 euro). Tra le opere figurative in catalogo anche una piccola natura morta di Giorgio Morandi (1890-1964) del 1952, “Fiori”, fresca sul mercato, rimasta dal 1968 nelle mani dello stesso proprietario, assegnata ad un privato in sala per 321.000 euro, compresi i diritti (stima: 200.000-250.000 euro).

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