la festa 2020

Da Soul della Pixar (che non uscirà in sala) al Totti-day: Roma scommette sul cinema

I nostri consigli in vista della Festa del Cinema 2020: dal biopic su David Bowie ai film di Ozon e Vinterberg, in arrivo tramite Cannes, fino al documentario (solo online) di Werner Herzog

di Eugenio Bruno

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I nostri consigli in vista della Festa del Cinema 2020: dal biopic su David Bowie ai film di Ozon e Vinterberg, in arrivo tramite Cannes, fino al documentario (solo online) di Werner Herzog


5' di lettura

Roma scommette sul cinema. Per 11 giorni l’Auditorium Parco della Musica (e altre 10 sale sparse per la capitale) ospiteranno la quindicesima edizione della Festa del cinema. Elo faranno in piena pandemia. Tra termoscanner, accesso alle sale solo con biglietto (o accredito) e prenotazione via web, tappeto rosso a distanza e a numero chiuso le novità non mancano. E la posta è alta. La speranza del direttore Antonio Monda è di ripetere il successo dell’ultimo Festival di Venezia rispettando le peculiarità della kermesse capitolina: conciliare cultura alta e opere popolari. Dall’ultima fatica della Pixar (Soul, che si vedrà solo in streaming) al documentario di Alex Infascelli su Francesco Totti, dal biopic su David Bowie agli ultimi lungometraggi di Ozon e Vinterberg provenienti da Cannes fino al documentario Fireball: Visitors from darker worlds del maestro Werner Herzog (disponibile solo online sulla piattaforma della Festa), almeno sulla carta, gli spunti d’interesse non mancano. Vediamo i principali in questa piccola guida al day by day.

Giovedì 15

Il piatto forte (e anche unico) è la presentazione di Soul di Pete Docter, già premio Oscar per Up e Inside out. E se la scelta di aprire la selezione ufficiale di 24 film con un film d’animazione sembrava di per sé interessante lo diventa ancora di più dopo che la Pixar ha scelto di distribuirlo solo online (sulla piattaforma Disney+) a partire dal 25 dicembre. Tra le proteste degli esercenti, già fiaccati dalla crisi, che perderanno un altro pezzo forte della programmazione in sala, peraltro in un periodo di “altissima stagione” per il cinema.

Venerdì 16

Neanche 24 ore e lo scenario cambia completamente. Due le opzioni principali a disposizione del pubblico. Da un lato, Supernova di Harry Macqueen che porta in giro per l’Inghilterra Colin Firth e Stanley Tucci in un viaggio in camper segnato dall’amore e dalla malattia; dall’altro, il documentario Time di Garrett Bradley che ci racconta l’odissea di Fox Rich e del marito Rob G. Rich, condannato a 60 anni di galera per una rapina, e che lo stesso Monda ha indicato tra i fiori all’occhiello della manifestazione. Senza dimenticare l’incontro ravvicinato (con annesso Premio alla carriera) con Steve Mc Queen che dopo il folgorante esordio di Hunger si è consacrato con 12 anni schiavo tra i migliori filmaker contemporanei e presenta nella capitale tre episodi della sua serie tv Small Axe sulla comunità caraibica londinese a cavallo tra i ’60 e i ’70..

Sabato 17

Roma è pronta a omaggiare il romano e romanista Francesco Totti che sarà all’Auditorium per presentare il documentario di Alex Infascelli sulla sua vita in campo e fuori. Tra immagini di repertorio, interviste al Capitano e frammenti familiari il film è un appuntamento molto atteso dai tifosi giallorossi. Ed è già prevedibile che non mancheranno le polemiche a proposito del suo rapporto tormentato con “mister” Luciano Spalletti. Per i supporter delle altre squadre o per i semplice appassionati di cinema le due alternative più interessanti portano agli adolescenti di Été 85 del regista e sceneggiatore francese François Ozon, che era stato selezionato per Cannes prima che la pandemia facesse saltare la kermesse transalpina, e ai ragazzi di Le Eumenidi di Gipo Fasano, che sceglie i Parioli per la sua trasposizione della terza tragedia dell’Orestea.

Domenica 18

Il Totti-day prosegue anche domenica. Alle 16.30 è previsto l’incontro ravvicinato con l’ex numero 10 dei capitolini. Ma il calcio è protagonista anche sullo schermo grazie a Tigers di Ronnie Sandahl che segue una promessa sedicenne del calcio svedese alle prese con il difficile salto al professionismo, con tutto quello che comporta in termini di sacrifici e compromessi da prendere o lasciare. Mentre tocca a Palm Spings di Max Barbakow portarci al di là dell’oceano per assistere a un’opera che ha fatto molto parlare di sè all’ultimo Sundance.

Lunedì 19

Protagonista si annuncia l’Italia. Dalla periferia napoletana di Fortuna, opera prima (e di fiction) di Nicolangelo Gelormini alla Ostia criminale di Stefano Pistolini che racconta, in un documentario, come la mafia abbia allungato i suoi tentacoli negli ultimi 15 anni sull’ex mare di Roma. Nel mezzo Gianfranco Rosi, che il 24 ottobre chiuderà la Festa con l’atteso Cosa sarà e che il 19 sarà protagonista di un incontro ravvicinato.

Martedì 20

Era il 1998 quando il cinema faceva la conoscenza di Franka Potente, attrice tedesca protagonista di Lola corre di Tom Tykwer. Ventidue anni dopo, con Home, l’attrice tedesca passa dietro la macchina da presa in una storia di colpa, condanna e redenzione. Sempre nel ’98 un giovane regista danese, nato alla scuola di Lars Von Trier e del Suo Dogma 95, illuminava il festival di Cannes con Festen. E proprio via Cannes arriva la sua ultima fatica, l’alcolico Another round. Ma lo stesso giorno è attesa sugli schermi anche la lesbo-story ottocentesca di Ammonite con Kate Winslet e Saoirse Ronan.

Mercoledì 21

Ce n’è un po’ per tutti i gusti. Si va dall’esordio alla regia della figlia d’arte Susanne Lindon - il padre Vincent è stato premiato a Cannes nel 2015 per La legge del mercato - che con Seize printemps ha già colpito Toronto al gioco di spie The courier di Dominic Cooke che è stato applaudito al Sundance fino alla sporca guerra siriana vista con gli occhi del francese 9 jours a Raqqa. Senza dimenticare, tra gli eventi speciali, Francesco sulle sfide che ancora attendono il pontificato di Papa Bergoglio.

Giovedì 22

Esordio sui generis quello di Alessandro Tonda con la coproduzione italo-belga di The Shift. Attraverso la storia di due giovani terroristi. Eden e Abdel che irrompono in una scuola di Bruxelles muniti di cintura esplosiva torniamo con la mente ai fatti che negli anni scorsi hanno insanguinato l’Europa. Mentre con El olvido que seremos Fernando Trueba ci porta nella Colombia degli anni ’70 in piena lotta per i diritti umani.

Venerdì 23

Italia di nuovo sotto i riflettori. Nel pomeriggio grazie ai fratelli Damiano e Fabio D’Innocenzo che nell’incontro ravvicinato ripercorrono la loro breve e folgorante carriera: dall’esordio nel 2018 con La terra dell’abbastanza, candidato a 4 David di Donatello e vincitore di un Nastro d’argento, all’Orso d’argento dell’ultima Berlinale con Favolacce; nel mezzo la collaborazione alla sceneggiatura di Dogman di Matteo Garrone. La sera tocca invece a Matteo Rovere che dopo il successo de Il Primo re presenta le prime due puntate della serie tv Romulus.

Sabato 24

Anche quest’anno il film di chiusura è italiano. Stavolta tocca a Francesco Bruni con Cosa sarà interpretato da Kim Rossi Stuart e Lorenza Indovina. Ma a incuriosire sono anche i Manetti Bros che presentano le prime sequenze del nuovo Diabolik. Poi la proclamazione del film vincitore del Premio del pubblico Bnl che sarà proiettato anche domenica 25, quando toccherà a Gabriele Salvatores, con il documentario girato durante il lockdown Fuori era primavera riportarci con la mente e gli occhi allei vicende drammatiche dei mesi scorsi. Sperando che il passato per una volta non ritorni.

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