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Da Steve Jobs a Papa Francesco: tutte le citazioni nel discorso di Giorgia Meloni

Nell’ampio passaggio dedicato ai giovani, la neo-premier ha spaziato da Roger Scruton, teorico del conservatorismo europeo, al fondatore della Apple

Meloni: "Io «underdog», stravolgerò ancora i pronostici con l'aiuto di una valida squadra"

3' di lettura

Da Steve Jobs a Montesquieu, passando per il teorico del conservatorismo Robert Scruton e Papa Francesco. Sono eterogenee le citazioni fatte da Giorgia Meloni nel suo discorso alla Camera, il primo come presidente del Consiglio.

Fin dalle prime battute è risuonato il richiamo alle «donne che hanno osato, per impeto, per ragione o per amore». Tra queste Meloni ha scelto di citare Cristina Trivulzio di Belgioioso, nobildonna che partecipò al Risorgimento, Rosalie Montmasson («testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia») e Alfonsina Strada («che pedalò forte contro il vento del pregiudizio»). Poi è stata la volta di Maria Montessori e Grazia Deledda («che con il loro esempio spalancarono i cancelli dell'istruzione alle bambine di tutto il Paese»).

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E ancora Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini, Oriana Fallaci, Ilaria Alpi, Mariagrazia Cutuli, Fabiola Giannotti, Marta Cartabia, Elisabetta Casellati, Samantha Cristoforetti e Chiara Corbella Petrillo.

«Grazie! Grazie per aver dimostrato il valore delle donne italiane, come spero di riuscire a fare anche io», ha scandito Giorgia Meloni.

Il passaggio sulla «povertà dilagante che non possiamo ignorare» ha visto Meloni citare questa frase di Papa Francesco: «La povertà non si combatte con l'assistenzialismo, la porta della dignità di un uomo è il lavoro».

Subito dopo, parlando delle morti sul lavoro, Meloni ha ricordato Giuliano De Seta, lo studente diciottenne ucciso da uno stampo d’acciaio durante uno stage scolastico: «Cito lui - ha detto - per ricordare tutte le vittime» morte in un luogo di lavoro.

Più avanti, nell'ampio passaggio dedicato ai giovani, la neo-premier ha spaziato da Roger Scruton, filosofo britannico esponente del conservatorismo europeo («l’ecologia è l'esempio più vivo dell'alleanza tra chi c'è, chi c'è stato, e chi verrà dopo di noi»), al fondatore della Apple Steve Jobs.

«Ai ragazzi che scenderanno in piazza contro di noi - ha detto Meloni - ricordo una frase di Steve Jobs, “siate folli, siate affamati”. Vorrei aggiungere, siate liberi. Perché è nel libero arbitrio la grandezza dell'essere umano».

Dedicata alla liberta anche la citazione, inserita nel discorso, del filosofo Montesquieu: «La libertà è quel bene che fa godere di ogni altro bene».

Poi una nota biografica e il richiamo a italiani importanti che hanno scritto la storia della lotta alla mafia. «Ho iniziato a fare politica a 15 anni – ha detto Meloni – il giorno dopo la strage di Via D'Amelio, nella quale la mafia uccise il giudice Paolo Borsellino, spinta dall'idea che non si potesse rimanere a guardare, che la rabbia e l'indignazione andassero tradotte in impegno civico. Il percorso che mi ha portato oggi a essere Presidente del Consiglio nasce dall'esempio di quell'eroe».

E ancora: «Magistrati, politici, agenti di scorta, militari, semplici cittadini, sacerdoti. Giganti come Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Rosario Livatino, Rocco Chinnici, Pio La Torre, Carlo Alberto Dalla Chiesa, Piersanti Mattarella, Emanuela Loi, Libero Grassi, Don Pino Puglisi, e con loro un lunghissimo elenco di uomini e donne che non dimenticheremo. La lotta alla mafia ci troverà in prima linea. Da questo Governo, criminali e mafiosi non avranno altro che disprezzo e inflessibilità».

L'ultima citazione è dedicata a Enrico Mattei, imprenditore, partigiano, politico e dirigente pubblico della Democrazia Cristiana, di cui giovedì 27 ottobre ricorrerà il sessantesimo anniversario della morte. «Un grande italiano che fu tra gli artefici della ricostruzione post bellica, capace di stringere accordi di reciproca convenienza con nazioni di tutto il mondo».

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