EDILIZIA

Da Stress ed Ekoru il prototipo delle pareti prodotte in fabbrica

La casa 4.0

di Vera Viola

3' di lettura

Le chiamano “Case sartoriali”, per indicare che sono come abiti cuciti su misura. Si realizzano in fabbrica intere pareti in muratura e, in cantiere, non resta che assemblare. Una grande innovazione per la filiera dell’edilizia, tutta made in provincia Napoli, unica di questo tipo nel mondo.

Parliamo del progetto DigiBeton che prevede la prefabbricazione digitale di componenti edilizi in GasBeton. Capofila del programma di ricerca è Stress, il distretto tecnologico per le costruzioni sostenibili che opera per l’innovazione nella filiera delle costruzioni aggregando imprese e mondo della ricerca. Anche il programma DigiBeton è frutto di una collaborazione pubblico-privato. Il partner privato dell’iniziativa è la Ekoru del gruppo veneto Bacchi acquisita nel 2014 come ramo d'azienda di RDB HEBEL S.p.A., Altri partner sono Tecnosistem Spa, l’Università di Napoli Federico II e il Consorzio Tre.

Loading...

Il progetto di ricerca DigiBeton ha avuto come focus l'industrializzazione e la posa in opera degli elementi di chiusura verticale, con mattoni o blocchi in “calcestruzzo aerato autoclavato” noto con il nome di GasBeton. Le pareti costruite in fabbrica arrivano in cantiere, già provviste di tracce per gli impianti e con le chiusure d’ambito (finestre, porte-finestre, ecc): insomma, pronte per essere montate con pilastri e solai.

L’obiettivo finale, che può dirsi centrato, è industrializzare la costruzione di pareti, che oggi avviene in modo totalmente manuale, attraverso un sistema automatizzato in fabbrica. La nuova tecnologia consente di annullare le imprecisioni in cantiere e l'errore umano delle lavorazioni. Il primo dimostratore tecnologico è stato realizzato presso la sede di Ekoru, azienda di Volla, in provincia di Napoli. Si tratta di una casetta di 5x5 mt che ha rappresentato un luogo di “studio” per le applicazioni. E a breve partiranno i lavori per la realizzazione della casetta bifamiliare costruita secondo gli stessi sistemi innovativi. Le pareti innovative saranno in vendita da febbraio 2022. Intanto EKoru, che ha clienti in Spagna e Austria, ha già ricevuto richieste della nuova tecnologia made in Campania.

Il valore del progetto di trasferimento tecnologico DigiBeton è di 1.621.011,50 euro. Gli investimenti in R&S del gruppo EKORU negli ultimi 5 anni ammontano a 8 Milioni.

«ll progetto DIGIBETON – dice Ennio Rubino, presidente di Stress – sintetizza la mission del nostro Distretto che, attraverso le attività di ricerca e il know-how maturato, punta a fornire un supporto alla trasformazione del comparto in un'ottica industriale attivando azioni di dimostrazione e diffusione sul territorio regionale per trasferire conoscenze tecnologiche e risultati ai contesti produttivi ed alle aziende operanti nella filiera delle costruzioni». Aggiunge: «Prevediamo che nel lungo termine, all'incirca nel 2050, ci saranno catene di fabbriche interconnesse e sincronizzate in cui si produrranno componenti edilizi e impiantistici complessi nonché interoperabili che saranno messi a sistema in cantieri interamente automatizzati e robotizzati».

«Oggi nei cantieri troviamo molta innovazione sui materiali – -dice Claudio Bacchi dell’omonimo gruppo , - Con questo progetto abbiamo migliorato la filiera dell'edilizia, l'attività pesante, quella dell'uomo, l'abbiamo industrializzata e arriviamo così a montare in cantiere delle case come se fossero dei mattoncini lego. I vantaggi sono molteplici: la precisione nella costruzione, nella miscela per il cemento, nella consistenza del calcestruzzo».

Per Andrea Prota, Direttore del Dipartimento di Strutture per l'Ingegneria e l'Architettura dell'Università di Napoli Federico II «Il progetto DigiBeton rappresenta un esempio concreto di implementazione di innovazione “breakthrough” nell'ambito della transizione verso Industria 4.0 del settore delle costruzioni. La sinergia con il Dipartimento di Strutture per l’Ingegneria e l’Architettura ed il Distretto Stress ha permesso di guidare la transizione dalla concezione tradizionale di parete in mattoni alla gestione di un processo progettuale e di produzione interamente digitali ed industrializzati». E conclude: «I risultati più promettenti riguardano molteplici aspetti, tra i quali: riduzione dei costi, miglioramento della qualità dei prodotti, flessibilità del cantiere, riduzione dei materiali adoperati in relazione ad una possibile ottimizzazione multifunzionale e, ad ampio spettro, una maggiore sostenibilità».

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti