cinema

Da Tarantino a Garrone, grandi autori prossimamente in sala

Una panoramica sui registi che saranno grandi protagonisti dei prossimi mesi al cinema, a partire proprio dall'autore di «Pulp Fiction».

di Andrea Chimento


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Quentin Tarantino (Afp)

2' di lettura

Parlando dei registi più chiacchierati di quest'anno, non si può che partire da Quentin Tarantino , autore americano che non ha bisogno di presentazioni e che nel 2019 ha portato al Festival di Cannes il suo nuovo lungometraggio, «C'era una volta a… Hollywood».
Venticinque anni dopo il trionfo con «Pulp Fiction» e dieci dopo «Bastardi senza gloria», Tarantino è tornato sulla Croisette e il suo film, che si preannuncia tra i più attesi della seconda metà dell'anno, verrà proiettato nelle sale italiane il 19 settembre.
Dagli Stati Uniti arriva anche un altro ottimo regista come James Gray, che poco dopo «C'era una volta a… Hollywood» sarà sugli schermi di casa nostra con «Ad astra». Gray ha realizzato nella sua carriera alcune opere di grande livello, forse fin troppo sottovalutate, come «I padroni della notte» e «Two Lovers».

Altrettanto attesa è Greta Gerwig, alla sua nuova prova da regista dopo «Lady Bird»: con il nuovo adattamento di «Little Women», la regista e attrice statunitense punta direttamente agli Oscar.
Sarebbe una carriera troppo lunga da riassumere quella di Woody Allen, il cui ultimo film «Un giorno di pioggia a New York» arriverà finalmente nei nostri cinema a inizio ottobre, dopo le nuove accuse sul passato del regista che hanno ritardato (se non addirittura “boicottato” negli Stati Uniti) l'uscita di un film pronto da diverso tempo.
Un altro degli autori americani più importanti di sempre è Martin Scorsese, di cui attendiamo trepidanti «The Irishman», nuovo gangster-movie del regista di «Quei bravi ragazzi», targato Netflix, con due attori monumentali come Al Pacino e Robert De Niro.
Nel 2020 sarà poi il turno di un altro regista americano dello stesso livello: Steven Spielberg con «West Side Story», remake del capolavoro di Robert Wise e Jerome Robbins del 1961.
Andando in Europa, per rimanere tra i grandi della storia del cinema, bisogna subito citare Roman Polanski, che torna dietro la macchina da presa con «L'ufficiale e la spia», incentrato sull'affare Dreyfus.
Una piccola parentesi la meritano anche due importanti autori asiatici come il taiwanese Ang Lee, che firma «Gemini Man» con Will Smith, e il giapponese Hirokazu Kore-Eda, reduce dalla Palma d'oro a Cannes nel 2018 con «Un affare di famiglia» e pronto ad aprire la nuova Mostra di Venezia con «The Truth», film con Catherine Deneuve e Juliette Binoche.
Per quanto riguarda il cinema italiano, svettano Matteo Garrone con «Pinocchio» e Paolo Sorrentino con la sua nuova serie «The New Pope», ma sono molto attesi anche Pietro Marcello («Martin Eden»), Gianni Amelio («Hammamet») e Mario Martone («Il sindaco del Rione Sanità»). Senza dimenticare poi Gabriele Mainetti, chiamato a una prova importantissima con «Freaks Out», e Nanni Moretti («Tre piani»), che saranno nei nostri cinema nel 2020.

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