ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùMuseo archeologico nazionale

Da Taranto un viaggio virtuale nella Magna Grecia

Iniziative lanciate dal MarTa nella «Notte europea dei ricercatori»: visitatori virtuali, appassionati di storia e archeologia possono “girare” su 6mila metri quadrati di superficie

di Domenico Palmiotti

Gli acrobati, III sec. A.C., Museo archeologico di Taranto (Gettyimages)

3' di lettura

Un progetto già operativo per avere la fruizione dei reperti archeologici visto che il Museo ora è chiuso causa restrizioni Covid. Ed uno di prospettiva per migliorare e rendere più attrattiva questa fruizione quando il Museo sarà riaperto al pubblico. Sono le due iniziative lanciate dal MarTa, il Museo archeologico nazionale di Taranto, nella giornata, edizione 2020, distinta come «Notte europea dei ricercatori». Il MarTa, uno dei maggiori riferimenti internazionali per la storia e la civiltà della Magna Grecia, è già fruibile con un tour virtuale 3D direttamente sulla propria pagina web.

Realizzato con una tecnologia leader nell’ambito dei percorsi in 3D, il tour – afferma la direttrice Eva Degl’Innocenti – «Posiziona il MarTa tra i Musei all’avanguardia del mondo con una vetrina che mette a disposizione dell’utenza l’intero suo patrimonio». Visitatori virtuali, appassionati di storia ed archeologia ed internauti possono “girare” su 6mila metri quadrati di superficie e fare un viaggio attraverso ventimila anni di storia «considerato che tra il terzo e quarto secolo avanti Cristo, Taranto è stata una capitale culturale che ha influenzato Roma e il bacino mediterraneo», osserva Degl’Innocenti.

Loading...

«Grazie a questa tecnologia – prosegue – si può mostrare lo spazio ricostruito in 3D in modo facile e veloce, direttamente a distanza, con un computer, smartphone o tablet. L’ex convento degli Alcantarini, sede del nostro Museo, diventa quindi una casa di vetro e mettiamo in connessione il virtuale e il reale, non dimenticando mai che tutto questo patrimonio, per continuare ad essere valore, ha bisogno di gambe di uomini e donne su cui poter continuare a camminare e produrre anche benessere sociale ed economico». In tal senso è stata lanciata una iniziativa con la quale, dice Degl’Innocenti, si chiede ai cittadini di essere «veri e propri ambasciatori del MarTa attraverso la call to action #ilmartasonoio».

Il tour in 3D, a sua volta, è collegato ad una piattaforma di crowfunding internazionale. «Questo patrimonio culturale – spiega la direttrice – deve tornare ad essere valore spendibile qui e quando arriverà anche un piccolo contributo sulla piattaforma che rende accessibile il tour, non si tratterà di finanziare il Museo, ma quello che il MarTa riuscirà a riportare sul territorio attraverso progetti fino alla possibilità di campagne di studio e di ricerca».L’altro progetto, invece, vede l'apporto di Infratel (società di Invitalia, in house del Mise, attuatrice del piano banda ultra larga varato dal Governo) e della start up To Be.

Consiste ai visitatori in presenza, attraverso l'utilizzo della tecnologia Li-Fi e onde luminose, la ricezione di contenuti multimediali interattivi collegati ai reperti del Museo di Taranto. Spiega Francesco Paolo Russo, ceo di To Be: «È una tecnologia di sesta generazione che sfrutta la luce visibile, ma anche quella non visibile in alcuni casi, per estrarre dati e informazioni. Quello che facciamo – afferma – è modulare molto velocemente la frequenza luminosa. Questo genera accensione e spegnimento del bulbo led, impercettibile all’occhio umano. È quello sfarfallio che capita notare quando scattiamo una foto col telefonino. Questo viene standardizzato». La tecnologia Li Fi, sostiene Russo, può essere applicata in tanti contesti «ma dove stiamo lavorando di più sono i beni culturali. Le performance del Li Fi sono velocità, sicurezza informatica, basso impatto energetico ed elettromagnetico perché non causa interferenze».

Per Marco Bellezza, ceo di Infratel Italia, col nuovo progetto il Museo di Taranto, quando tornerà con i visitatori in presenza, «permetterà di avere una esperienza diversa, migliore e aumentata della fruizione». Sempre in questo ambito, annuncia Bellezza, «a metà di dicembre finiremo le attività a Castel del Monte, ricreando arredi e ambienti del Museo e del Castello e guidando i visitatori nelle varie parti del Castello. Questo è stato possibile grazie ad un protocollo di intesa tra Mise e Parco dell'Alta Murgia». «Questo modello – conclude l’ad di Infratel Italia – a proposito della tecnologia Li Fi – lo vorremmo portare come progettualità del Recovery Fund dopo averlo testato sul campo. Ed è una cosa che può essere sperimentata anche in altre realtà museali».

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti