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Da Tim esclusiva al fondo Kkr dopo offerta per 40% fibra

Il private equity Usa partner finanziario per lo sviluppo della rete in fibra in Italia a seguito della presentazione di un'offerta non vincolante in vista dell'auspicata integrazione con Open Fiber

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L’ad di Tim, Luigi Gubitosi

Il private equity Usa partner finanziario per lo sviluppo della rete in fibra in Italia a seguito della presentazione di un'offerta non vincolante in vista dell'auspicata integrazione con Open Fiber


2' di lettura

Tim ha concesso un periodo di esclusiva al fondo americano di private equity Kkr, in qualità di partner finanziario per lo sviluppo della rete in fibra in Italia a seguito della presentazione di un'offerta non vincolante per l'acquisto di circa il 40% della rete secondaria fibra/rame di Tim ed in vista dell'auspicata integrazione con Open Fiber. E’ quanto si legge in una nota del gruppo di telecomunicazioni italiano.

Tim è stata in contatto per diverse settimane con alcuni dei più importanti fondi infrastrutturali, per accelerare il dossier rete unica in fibra, destinato a creare una infrastruttura di rete unica in fibra auspicata da più parti. La scelta sarebbe derivata anche per l'intenzione di KKR di investire eventualmente, con una quota di minoranza nella “rete secondaria” (dai cabinet fino alle abitazioni) che ha valutato tra i 7/7,5 miliardi.

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Open Fiber e il ruolo di Enel
Open Fiber, partecipata al 50% da Enel e al 50% da Cdp Equity, è un operatore infrastrutturale impegnato a realizzare la rete a banda ultralarga in fibra ottica. Il ceo di Enel Francesco Starace ha ribadito che il gruppo non ha intenzione di cedere la sua quota.

L’alleanza con KKR passaggio intermedio importante
«Gli ostacoli al deal con OF sarebbero ancora diversi (regolamentari, negoziali) - è il commento di Equita Sim - ma il dossier avrebbe un`inattesa accelerazione e l`ingresso di KKR costituirebbe un passaggio intermedio comunque positivo, in quanto potrebbe fare emergere un ulteriore asset (oltre a Inwit e ai data centers) su cui c'é disallineamento tra multipli del gruppo e multipli degli asset controllati. Una valutazione dell`asset rete a 10 volte il rapporto Enterprise Value/ebitda farebbe emergere circa 3,5 miliardi di extra valore per il gruppo, oltre ad aprire a ipotesi di consolidamento che consentirebbero sinergie di capex»

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