Asia e Oceania

Da Tokyo a Taormina, focus sulle donne. Boschi presenta il G7 delle Pari Opportunita'

dal nostro corrispondente Stefano Carrer

4' di lettura

Dopo gli interventi del premier Shinzo Abe - che ha annunciato un finanziamento di 50 milioni di dollari al Women Enterpreneurs Finance Iniziative della World Bank - e della figlia del presidente americano, Ivanka Trump, la Sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi ha chiuso la World Assembly for Women (Waw!) di Tokyo illustrando il prossimo G7 delle Pari Opportunita', che si terra' a Taormina il 15 e 16 novembre. Nel suo primo viaggio (lampo) in Giappone, Boschi ha anche incontrato il capo di Gabinetto Yoshihide Suga e la ministra degli Interni e delle Pari Opportunita' Seiko Noda, mentre in ambasciata ha avuto modo di conoscere i rappresentanti della comunità imprenditoriale italiana in Giappone.

Verso il nuovo G7 di Taormina. “A Tokyo abbiamo portato l'esperienza del nostro Paese e in particolare l'impegno che ci attende a Taormina per il G7 delle Pari Opportunita' . Credo che fosse importante sottolineare come la sfida per le pari opportunità e per i diritti delle donne sia una sfida che deve vedere al fianco delle donne anche gli uomini: chiaramente ogni conquista e‘ una conquista per la societa' nel suo insieme, per la nostra democrazia, e non soltanto per le donne”, afferma Boschi. “Sappiamo che c'e' molto da fare, anzitutto per combattere ogni forma di violenza contro le donne, presupposto fondamentale di tutto il resto. Sicuramente affronteremo anche i temi della leadership femminile, sia in ambito economico sia politico: per contare bisogna esserci. Occorre anche che le donne abbiano ruoli importanti nella societa' e nella politica per poter incidere”, dice la prima donna italiana assurta al vertice del Sottosegretariato alla Presidenza del Consiglio. Tra parentesi la collega Seiko Noda, nel vederla, ne ha lodato (e meno male che e' una donna…) giovinezza ed eleganza, prima di dirle: “Potrebbe magari diventare lei la prima premier italiana?”. Cosa che ha indotto la Boschi a schermirsi recisamente (”Noooo, ma che dice? Per carità', non dica questo, che c'e' pure un rappresentante della stampa italiana che sta ascoltando...”). Niente commenti sulla politica italiana, se non strettamente attinenti al tema per il quale e' venuta in Giappone.

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Passi avanti”. Italia e Giappone, oltre ad avere problemi comuni di denatalità e invecchiamento della popolazione, non brillano nelle classifiche internazionali della parità di genere: l'Italia e' all'82esimo posto su 144 Paesi nell'ultimo Global Gender Gap Index pubblicato dal World Economic Forum , mentre il Giappone e' sceso addirittura di tre posizione al 114esimo posto nonostante il gran parlare di “Abenomics come Womenomics” (ha inciso il calo del numero di donne in politica, al governo e in parlamento, mentre il numero delle parlamentari italiane ha superato la media europea).
“Sicuramente abbiamo fatto un grandissimo lavoro in questi anni e lo dimostrano anche le statistiche uscite due settimane fa che hanno segnalato notevoli passi avanti del nostro Paese a livello internazionale, soprattutto in ambito europeo - sottolinea Boschi - Abbiamo lavorato moltissimo in questi tre anni e mezzo, con il governo Renzi e ora con il governo Gentiloni, sia nelle politiche di contrasto alla violenza sulle donne sia nelle politiche di contrasto allo sfruttamento di esseri umani attraverso la tratta. Abbiamo investito molte risorse anche per facilitare l'accesso delle donne al mondo del lavoro: non caso per la prima volta nel nostro Paese abbiamo raggiunto quasi il 50% di occupazione femminile. Ancora troppo poco, dobbiamo fare di più' ma e' un record dal 1977.

Abbiamo investito risorse per consentire una migliore conciliazione dei tempi vita-lavoro. E firmato di recente un decreto che stanzia ulteriori 55 milioni quest'anno e altrettanti l'anno prossimo per le aziende che consentano welfare aggiuntivo rispetto a quello gia' previsto dallo Stato, che sostenga donne o uomini che hanno figli e debba ricorrere ad asili nido, baby sitting e cosi' via”. Occorre fare di più, aggiunge, ma “c'e' consapevolezza dei risultati raggiunti fino a oggi” e “anche della centralità del nostro Paese nel rilanciare questi temi a livello internazionale per fare da impulso in modo che non cali mai l'attenzione sui diritti delle donne”.


Ivanka, star in Giappone. Ivanka Trump e' arrivata a Tokyo - trattata da star dai media locali - tre giorni prima dell'arrivo di suo padre, atteso domenica mattina alla base dell'aviazione Usa di Yokota per la prima tappa del suo primo e lungo viaggio asiatico. Inizialmente sembrava che la figlia maggiore dovesse accompagnare il presidente in Corea e Cina, ma - dopo la cena di stasera con il premier Abe nel ristorante di un nuovo tradizionale hotel giapponese nel centro di Tokyo, Hoshinoya - Ivanka tornerà negli States (forse per meglio controllare, da senior adviser, gli sviluppi della situazione politica durante la lunga assenza del padre).
Per migliorare davvero la situazione delle donne nella societa', ha detto, Usa e Giappone devono superare una “cultura tradizione e rigida di business” : “Il fatto e' che tutte le donne sono donne lavoratrici, sia che facciano ogni giorno le pendolari verso il luogo di lavoro sia che passino tutto il giorno con i bambini o con qualche combinazione di entrambe le attività”. Ci sono stati progressi, ha aggiunto, ma le Nazioni-guida non devono certo dormire sugli allori e “continuare a essere campioni delle riforme nei propri Paesi cosi' come agevolare l'ascesa femminile nelle economie restrittive”.

Womenomics. “Abenomics e' Womenomics”, ha concluso Ivanka con una lode al premier, notando l'incremento al 66% della percentuale delle donne occupate in Giappone in eta' lavorativa. Su questo parametro, il Giappone batte l'Italia, anche se va notato che in gran parte la nuova occupazione femminile nel Sol Levante e' precaria e scarsamente remunerata, nel contesto di un forte irrigidimento del mercato del lavoro (legato anche dalla scarsa immigrazione). L'economista che ha coniato il termine “Womenomics”, Kathy Matsui di Goldman Sachs, dopo aver condotto un panel ha sottolineato: “Noi crediamo che investire sulle donne rappresenti il miglior ritorno sull'investimento - ROI - possibile nel mondo d'oggi”.

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