Trasporti

Da Torino a Linate, gli aeroporti vuoti si trasformano in drive in per tamponi

Sono cinque gli scali in cui si fanno test aperti al pubblico. A Fiumicino il centro più grande d’Italia, altri punti ad Ancona e Verona

di Gianni Dragoni

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Sono cinque gli scali in cui si fanno test aperti al pubblico. A Fiumicino il centro più grande d’Italia, altri punti ad Ancona e Verona


4' di lettura

Gli aeroporti svuotati dal coronavirus si trasformano, in parte, in centri per i tamponi. Diversi scali italiani vengono utilizzati per test antigenici o molecolari aperti a tutti i cittadini e stranieri. Non parliamo dei test obbligatori fatti all’arrivo per i passeggeri provenienti da paesi a rischio, come Francia, Spagna, Gran Bretagna, Belgio, Olanda e altri, che sono disponibili in quasi tutti gli aeroporti.

Crollo del traffico

C’è chi li chiama «drive in», chi «drive through», ma sono la stessa cosa. Non è una riconversione, ma un servizio offerto al pubblico, di solito gestito dalle autorità sanitarie, in qualche caso da laboratori privati, per sfruttare gli enormi spazi desertificati dal crollo del traffico. Nei primi nove mesi dell’anno in tutti gli scali italiani c’è stato un calo del 69,6% dei passeggeri (scesi a 45,45 milioni) e del 56,2% per i movimenti aerei (scesi a 557.613 tra arrivi e partenze), secondo Assaeroporti. Da un’inchiesta del «Sole 24 Ore», chiedendo dati alle società di gestione e attraverso Assaeroporti, risulta che al momento sono cinque gli scali in cui tutti (e non solo i passeggeri in arrivo) possono fare i tamponi.

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Il primo drive in a Fiumicino

Il primo drive in per i test anti-Covid è quello aperto dal primo settembre scorso a Roma Fiumicino, nel parcheggio lunga sosta, collegato all’aerostazione da una navetta. Allestito dalla Regione Lazio, con i medici della Asl, volontari della Croce rossa, in collaborazione con Aeroporti di Roma. È il drive in più grande d’Italia. Qui chiunque può fare controlli con tamponi rapidi (test antigenico) o test molecolari gratuiti, aperto tutti i giorni. Inoltre il drive in può accogliere anche i passeggeri provenienti dai Paesi a rischio, il cui volo atterra dopo la chiusura del punto dedicato all’interno dell’aerostazione, di solito oltre le 20. La società di gestione mette a disposizione l’area gratuitamente.

I voli Covid screened

A Fiumicino si fanno anche i test in partenza sui due voli al giorno di Alitalia Roma-Milano Linate, definiti «Covid screened», sui quali ci si può imbarcare solo se si certifica che non si è positivi. È un test sperimentale che AdR ha introdotto insieme ad Alitalia e alla Regione Lazio per aprire la strada a test simili anche su voli internazionali e superare le quarantene. Ci sono trattative con alcune compagnie, ma ancora non ci sono le autorizzazioni delle autorità sanitarie per dare il via a nuovi voli con test prima della partenza.

A Linate la burocrazia ritarda i tamponi rapidi

Nello scalo cittadino di Milano Linate è prevista l’apertura da lunedì 21 novembre di una postazione drive through per fare tamponi rapidi e, in caso di necessità, tamponi molecolari aperta a tutti. C’è una tensostruttura allestita dall’Aeronautica militare dietro l’aerostazione, nell’ambito del programma chiamato «Drive through difesa», che prevede altri centri in Lombardia ma non negli aeroporti. Il servizio è gratuito organizzato in coordinamento con le autorità sanitarie, anche i medici sono militari. Il centro è già pronto ma, per problemi burocratici di autorizzazione dell’Ats di Milano (quindi la Regione Lombardia), l’apertura è stata ritardata rispetto allo scorso fine settimana. Altra cosa sono i test all’arrivo per i soli passeggeri dei voli sensibili, si fanno dentro l’aerostazione. Negli altri aeroporti lombardi, Malpensa e Bergamo, non c’è un servizio di tamponi aperto al pubblico.

A Torino tamponi anche per i volontari

La società di gestione, Sagat, ha detto che a giorni sarà aperto un “test point” in un terminal remoto aperto a tutti, a pagamento: test sierologico (costo 30 euro) o tampone rapido (35 euro). Se si è positivi, viene fatto il tampone molecolare senza costi aggiuntivi, perché rientra nei protocolli Asl. Questo servizio a pagamento è già attivo, su base volontaria, per i passeggeri che non hanno l’obbligo di tampone, in arrivo o in partenza. È stato introdotto per fini statistici di ricerca, con un protocollo d’intesa tra il gestore aeroportuale, Asl e AirMedical, la società che fa i test.

Ancona, servizio a pagamento per tutti

Al terminal arrivi di Ancona è attivo il servizio di tamponi veloci e molecolari sia per i passeggeri sia per gli esterni. Il servizio è a pagamento per tutti: 30 euro il tampone rapido, 75 euro il molecolare. È gestito dalla società Kos Group in accordo contrattuale con l’Asur, l’Azienda sanitaria unica regionale. I tamponi sono forniti da Innoliving. Il servizio è attivo dal lunedì al sabato, dalle 8:30 alle 17:30.

Verona, in arrivo il drive-in

A Verona c’è un servizio a pagamento nel terminal per i passeggeri in arrivo e in partenza. Si sta allestendo un drive in aperto a tutti, l’apertura è prevista nei prossimi giorni, dice la società di gestione Save.

A Venezia e Rimini ipotesi allo studio

Nello scalo del capoluogo veneto, anch’esso gestito da Save, «si sta valutando un servizio esterno di drive in». Per ora è previsto il tampone, gratuito, solo per i passeggeri dei voli provenienti dalle aree a rischio. Lo scalo di Rimini fa sapere di aver dato la disponibilità alla Protezione civile dell’Emilia Romagna, che ancora non ha attivato il servizio.

I parcheggi privati

Attenzione. Ci sono aziende private, tra cui un gestore di parcheggi, che pubblicizzano l’offerta di tamponi a pagamento per tutti in aree periferiche, nelle vicinanze di diversi scali italiani, ma senza spiegare bene che sono al di fuori del sedime aeroportuale. In questo articolo non sono citati perché si tratta di situazioni diverse. E va verificato se veramente il servizio pubblicizzato viene svolto effettivamente.

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