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Da Trump a Macron, passando per Putin: ecco chi seguono i potenti

di Andrea Malan

(LaPresse)

3' di lettura

Non sono un fanatico di Twitter ma da qualche giorno - occupandomi di auto e trasporti - ho dovuto iniziare a seguire i tweet di Donald Trump (@realDonaldTrump), che arrivano ormai quotidianamente sulle prime pagine dei giornali. Il presidente degli Stati Uniti “vanta” 22,5 milioni di follower, otto volte più di Matteo Renzi e dieci volte più dell'“amico” Vladimir Putin (che con 2,15 milioni arriva appena dopo i 2,29 milioni di Beppe Grillo), ma un misero quarto rispetto agli 83,6 milioni di cui dispone ancora (forse sullo slancio...) il suo predecessore Barack Obama.

Prima che arrivi un tweet di protesta di Trump, meglio mettere le mani avanti: il conto dei follower, si sa, è soggetto a troppe truffe (dall'acquisto dei follower alla creazione di account farlocchi) per trarne conclusioni di sorta.

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Che cosa seguono i potenti?
Qualche conclusione, almeno su come i siti dei potenti sono gestiti, si può trarre invece da un altro tipo di analisi: chi e cosa seguono i grandi del pianeta? Ovvero: l'account di Trump è seguito da 22,5 milioni di persone (fisiche, giuridiche o finte), ma quante ne segue lui?

L'account @realDonaldTrump, quello personale che aveva anche in campagna elettorale, è follower di 41 persone/aziende, di cui quasi metà contengono il nome Trump. Ci sono la moglie Melania, la figlia Ivanka, il figlio Donald Trump Jr. con la moglie Vanessa, l'altro figlio Eric Trump con la moglie Lara; per le cose che devono dirsi, non possono dirsele a cena - o al massimo scambiarsi qualche messaggio? Poi, come è già emerso chiaramente, Trump non ha intenzione di abbandonare i suoi business; ecco quindi che segue i tweet di Trump Golf, Trump Waikiki, Trump Vegas Hotel e Trump Hotel Chicago, oltre naturalmente alla Trump Organization e al suo avvocato Michael Cohen (che forse per gli affari importanti usa mezzi di comunicazione più riservati....). In lista ci sono anche due siti del network televisivo preferito - la Fox - e quello di uno dei suoi anchormen più popolari, Bill O'Reilly. Ma ogni tanto bisogna anche occuparsi di politica, ed ecco che compaiono l'account del vice presidente Mike Pence e quello del capo dello staff Reince Priebus. Trump ha ereditato dai suoi predecessori l'account @Potus (President of the United States), che ha 14 milioni di follower e (spoiler alert) lancia gli stessi tweet dell'altro.

Le strane scelte di Putin
Abbiamo parlato sopra di Vladimir Putin, il quale ha due siti diversi: uno in russo (con i già citati 2,15 milioni di follower e solo due siti seguiti) e uno in inglese, con circa 500mila follower e 16 account seguiti. Il Putin anglofono segue il venezuelano Hugo Chavez (morto), l'ex presidente argentina Cristina Kirchner e la brasiliana Dilma Rousseff (destituita). I casi sono due: o essere seguiti da lui porta sfortuna (attento, Jacob Zuma!) o qualcuno dovrebbe svegliarsi ad aggiornare la lista... nella quale compaiono, come a far numero, anche il ministero della Difesa di Mosca e perfino lo stesso sito di Putin in russo.
Anche il presidente cinese XiJinping ha apparentemente un sito in inglese, con 620 follower e18 account seguiti... ma il fatto che metà di questi ultimi siano iraniani fa sorgere qualche dubbio sulla sua autenticità. In ogni caso il tweet è uno solo, del 21 marzo 2016: “Welcome! I officially join Twitter. I want to say Happy Birthday, Twitter!”. I politici, del resto, sono molto occupati e spesso non hanno tempo di seguire altri cinguettii: Angela Merkel, per esempio, segue con il suo account “politico” @AngelaMerkelCDU solo 5 persone/enti, di cui due sedi locali della CDU (e ha poco più di 2mila follower....).

Questione di età
In confronto ai big del globo finora citati, Matteo Renzi è l'unico davvero dedicato al mezzo, visto che segue oltre 600 persone/enti di ogni tipo, forma e colore: siti politici (del PD e degli altri partiti) e media soprattutto, ma anche il papa, squadre di calcio, numerose aziende, vari account legati a Firenze, account stranieri e presumibilmente anche i tweet di amici. Con un dubbio: se l'account è gestito fisicamente da uno staff, che diavolo gli interesserà sapere cosa fanno i conoscenti del datore di lavoro?

Il 42enne Renzi è comunque un politico digitale quasi dalla nascita e in parte la differenza con gli altri personaggi citati è una questione di età; come dimostra, per citare solo un caso, il numero di siti (oltre 500) cui presta attenzione il 39enne Emmanuel Macron, candidato indipendente alle prossime elezioni presidenziali francesi (senza contare i 632mila del 55enne Obama). Ma se l'età non agevola un uso disinvolto del mezzo, non impedisce di capirne e sfruttarne l'utilità: altrimenti il 70enne Trump, il presidente più vecchio mai eletto negli Stati Uniti, non lo avrebbe cavalcato con successo fino alla Casa Bianca.

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