Verso la riapertura dei negozi

Da un’azienda romana il kit fai-da-te per una sanificazione garantita al 100%

In vista delle riaperture del 18 maggio Chimic Lab lancia un prodotto specifico per negozi e aziende che vogliono sanificare i locali e accertare l’assenza del coronavirus e di batteri sulle superfici interessate

di Eugenio Bruno

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(ANSA)

In vista delle riaperture del 18 maggio Chimic Lab lancia un prodotto specifico per negozi e aziende che vogliono sanificare i locali e accertare l’assenza del coronavirus e di batteri sulle superfici interessate


2' di lettura

Una delle parole d’ordine legate alla Fase 2 è «sanificazione». Tutte le attività commerciali e le aziende che hanno riaperto i battenti dal 4 maggio, così come quelle che lo faranno da lunedì 18, sono tenute a pulire e disinfettare gli ambienti lavorativi due volte al giorno. Da un’azienda romana specializzata in analisi chimiche e microbiologiche arriva un kit-test per la ricerca sulle superfici della carica batterica e dell’eventuale virus Sars-Cov-2. Così da garantire al 100% - spiegano - la riuscita del trattamento.

Il prelievo fai-da-te

L’innovazione proposta da Chimic Lab sta nell’offrire in un unico kit un ciclo analitico completo, che comprende sia il tampone per determinare la presenza o meno del nuovo coronavirus nella specifica zona campionata, sia altri 3 tamponi per la carica batterica, necessari a validare il metodo utilizzato per la pulizia e la disinfezione. Insieme ai 4 tamponi, infatti, l’azienda invia a domicilio anche le istruzioni per procedere a una corretta sanificazione secondo le linee guida dell’Istituto superiore di sanità.

I punti di forza del kit
In una nota la Chimic Lab pone l’accento sull'unione di due differenti analisi: «La logica si basa infatti sul principio che, per quanto sia importante andare a ricercare, a campione, il virus Sars-Cov-2 sulle superfici, non c'è un nesso tra la sua assenza e la fattispecie di una superficie perfettamente sanificata. Difatti una qualsiasi area potrebbe essere sporca ma non ospitare alcun virus. Il tampone che ricerca la carica batterica totale - sottolinea il documento - qualora passato su superfici non correttamente trattate, indicherebbe invece l'erronea esecuzione della pulizia e disinfezione, dando modo all'azienda di ripeterla con maggiore cura». Eliminare anche i batteri, oltre che l’eventuale traccia del virus, significa sottrarre al Sars-Cov-2 l’habitat naturale in cui può proliferare.

Il fattore prezzo
Il kit viene posto sul mercato a un costo definito dai suoi stessi produttori «calmierato». Un argomento a cui commercianti e imprenditori, reduci da oltre due mesi di ferma obbligata dell’attività, sono parecchio sensibili di questi tempi. Il prodotto che viene messo sul mercato è infatti “chiavi in mano”: consente di svolgere in autonomia un’operazione di pulizia e sanificazione che secondo l’Inail va realizzata due volte al giorno. Tra l’altro, l’obbligo di rivolgersi a una ditta specializzata scatta solo dopo la scoperta di un caso di contagio di Covid-19 all’interno del luogo di lavoro.

La strumentazione per le analisi
Una volta catalogati e inseriti in una busta refrigerata i campioni raccolti possono essere inviati - tramite corriere - in laboratorio dove verranno analizzati con la cosiddetta “PCR-Real time”. Una strumentazione - racconta Nella Tucci della Chimic Lab - che è nata sulle ceneri della Pcr utilizzata negli anni Ottanta per analizzare gli Ogm. «A oggi - spiega - la tecnologia è andata avanti e permette di rintracciare, oltre agli Ogm, anche batteri e virus su alimenti, acqua e superfici. Infatti con la Pcr-Real time i laboratori possono processare i tamponi entro le 24 ore e determinare ad esempio la presenza/assenza del Sars-Cov-2». In caso di esito negativo sia al coronavirus che alla carica batterica l’azienda otterrà il certificato di «corretta sanificazione» da affiggere nei locali.

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