Abbigliamento vela

Da Vam Investments nuovi capitali per rilanciare la storica Slam

Risorse per 10 milioni di euro attraverso l’acquisizione di ramo d’azienda , la famiglia Negri resta partner, il nuovo ad sarà Enrico Chieffi

di Raoul de Forcade

2' di lettura

Arrivano circa 10 milioni di euro e un nuovo ad, Enrico Chieffi, per rilanciare la Slam, storica azienda genovese di abbigliamento per la vela, che vanta, tra i clienti, anche il team di Bmw Oracle racing, vincitore dell’America’s cup nel 2010 e l’equipaggio che ha portato alla vittoria Groupama nella Volvo Ocean Race del 2012.

Acquisto di ramo d’azienda

A puntare sul rilancio della Slam che, con circa 100 addetti, da qualche anno naviga in acque difficili dal punto di vista economico, è la Vam Investments, holding di private equity controllata da Francesco Trapani (ex ceo di Bulgari), guidata dal ceo e azionista Marco Piana e partecipata da Tages. Vam ha assorbito gli asset di Slam, con un’operazione, spiega Piana, «di acquisizione di ramo d’azienda» che è stata perfezionata tramite la newco Slam.com. «Il veicolo utilizzato – chiarisce Piana – è capitalizzato con 10 milioni di euro. Nel bilancio 2019 Slam contava perdite per vari milioni (6,9, ndr). Noi pensiamo, quindi, di partire in break even, per arrivare già nel 2022-2023 agli utili».

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L’intesa con la famiglia Negri

Il precedente proprietario della Slam, cioè la Finsea di Luigi Negri, peraltro, non esce di scena completamente. «L’accordo con la famiglia Negri – afferma Piana – è di non rendere pubblica l’entità dell’operazione ma Finsea resta come partner», anche se l’intera operatività è in mano a Vam. Al timone della nuova Slam è stato chiamato Chieffi, già olimpionico, campione mondiale di vela nelle classi Star e 470 nonché tattico del Moro di Venezia nell’America’s cup a del ’92 (vinse la Louis Vuitton cup), e successivamente manager in Nautor’s Swan (di cui resta senior advisor) con Leonardo Ferragamo .

Piano strategico e e-commerce

«Per la Slam – dice Chieffi – non abbiamo ancora elaborato un vero piano industriale; ma uno strategico sì. Intendiamo riportare le vendite a 40 milioni di euro come erano nel 2010, mentre oggi sono scese a 20 milioni, con un picco negativo di 12 l’anno scorso, a causa della pandemia. L’obiettivo è di rinforzare la rete italiana e internazionale dell’azienda e vedremo come sviluppare quella commerciale. Pensiamo in particolare all’e-commerce, visto che Slam offre un prodotto giovane e indirizzato allo sport, che riteniamo perfetto per le vendite online. Intendiamo inoltre efficientare la struttura produttiva e organizzativa. Cercheremo di diventare più forti dove già lo siamo, nella vela ad esempio, e aggiungere nuovi punti di forza. Ci rivolgeremo al mondo dello sport, dell’avventura e dell’outdoor nel senso più ampio. Abbiamo una relazione privilegiata con la One Ocean Foundation (iniziativa italiana per la salvaguardia degli oceani, ndr) e proseguiremo l’impegno dell’azienda sul versante sociale, stando vicino a ragazzi con disturbi psichici».

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