La ricerca

Da Venezia al sud Italia, così le aziende criminali muovono denaro sporco

Secondo un'indagine dell'Università di Padova il capoluogo lagunare guida la classifica delle imprese ad alta infiltrazione mafiosa: si tratta di realtà mediamente grandi con debiti alti ma buone performance

di Barbara Ganz


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Il film Faccia d'angelo narra l'ascesa e la distruzione del Toso, boss della mala del Brenta liberamente ispirato alla figura di Felice Maniero (Elio Germano, foto).

4' di lettura

Imprese mediamente grandi, con un indebitamento elevato e performance superiori: sono le caratteristiche delle società criminali, indagate da un gruppo di economisti d’azienda dell’università di Padova (Antonio Parbonetti, Michele Fabrizi e Francesco Ambrosini).

Un metodo finora unico in Italia, con il quale gli studi economici si mettono al servizio della legalità, per capire quali sono gli effetti del radicamento della criminalità. Sotto esame sono finite 160 operazioni di Polizia giudiziaria ormai concluse, che hanno portato a identificare quasi 2mila aziende collegate a condannati per reati di stampo mafioso (calcolando a sud sostanzialmente solo la Calabria), di cui 1.229 situate al Centro Nord.

Il primo settore per presenza di infiltrazioni mafiose risulta essere l’edilizia (26,5% del totale), seguita dal commercio (17,3%), dalle attività immobiliari (11,1) e professionali (8,6%) e dall’agricoltura (5,7%); seguono la ristorazione e la logistica.

Le dimensioni non sono piccole, ma l’indebitamento è elevato anche se l’Ebitda (cioè il margine operativo lordo, un indicatore della valutazione redditività aziendale) indica buone performance.

Che cosa accade quando un’azienda sana opera avendo, fra le concorrenti, una azienda connessa alla mafia? «L’effetto della presenza di una economia criminale è misurabile nel momento in cui il legame viene reciso - spiega Parbonetti - Questo permette, nel giro di un anno, alle aziende non criminali di migliorare la propria performance dal +10 fino al +20%. Aumenta anche il costo del lavoro e si riduce sensibilmente il costo delle materie prime; in altri termini, si liberano risorse per fare investimenti e nuove assunzioni. Le aziende liberate da una concorrenza sleale pagano anche più tasse rispetto a prima». Non solo: «Altre ricerche indicano come la presenza della criminalità organizzata riduca la qualità della classe politica: quello che accade è che si danneggia la democrazia senza alcun beneficio economico, anzi».

Il radicamento
A Nordest sono state censite 660 aziende criminali, di gran lunga prevalenti in Veneto (386). Anche Emilia Romagna e Lombardia hanno numeri elevati, «tanto che la mappa quasi si sovrappone a quella del nuovo triangolo industriale: c'è da pensare che l’economia più florida di alcuni territori nasconda insidie e sia un fattore di attrazione per i fenomeni mafiosi. Nel caso del Nordest, poi, c’è una vicinanza anche geografica ad alcuni Paesi che, sebbene europei, hanno una legislazione meno restrittiva in ambito societario e finanziario».

Un caso particolare è Venezia, che con 215 è la prima nella lista delle aziende criminali censite: «Ci sono fattori come la presenza di un porto e il grande afflusso turistico che si prestano ai traffici e alla pulizia del denaro sporco», sottolinea il docente. La bassa numerosità a Verona e Vicenza, al contrario, fa pensare che non tutti i reati siano ancora venuti a galla.

L’indagine sui bilanci delle imprese ha mappato ricavi e investimenti: «L'evidenza è che le regioni del Nord servano per sviluppare guadagni, che poi in parte tornano alle terre di origine delle famiglie mafiose. A Nord il 32% delle imprese criminali detiene il 14% della liquidità, mentre a Sud il 35% delle aziende possiede il 54% della liquidità. Gli investimenti, poi, dopo lo spostamento delle risorse tramite false operazioni commerciali, tornano a Sud, dove il 35% delle aziende detiene il 65% delle immobilizzazioni».

Le caratteristiche
Che forma assumono le aziende criminali? Se a Sud prevalgono imprese individuali e società di persona, al Centro Nord spiccano società di capitali (il 91% di quelle censite).

Ma c’è un’altra caratteristica che deve fare riflettere; Tutto il meccanismo - immettere risorse da attività criminale nel circuito economico, spostarle, reinvestirle - richiede elevate professionalità e una articolazione. Basti pensare all’ultima operazione condotta in Veneto, pochi giorni fa: la cosiddetta operazione “Camaleonte”, seguita della “Avvoltoio” sfociata in un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a seguito di indagini dirette dalla Procura Distrettuale Antimafia di Venezia nei confronti di un uomo, calabrese, accusato del reato di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Le vittime erano imprenditori operanti nel territorio veneto, nei confronti dei quali sarebbero stati operati recuperi forzosi di crediti, ovvero imposta la mancata riscossione di titoli di credito legittimamente spettanti ai beneficiari, «agendo con violenza, minaccia e avvalendosi della condizione di intimidazione derivante dalla sua appartenenza alla ‘ndrangheta». Le perquisizioni nelle province di Venezia, Padova, Treviso, Vicenza e Rovigo, hanno riguardato anche un notaio padovano.

Ad essere stata corrotta è l’intera filiera, come dimostrano le società coinvolte nell’ambito di ciascuna operazione di polizia. Per esempio l’operazione Camaleonte ha riguardato 56 aziende attive nella costruzione di edifici, e a seguire attività collaterali come affitto o gestione di immobili, intonacatura, commercio di materiali da costruzioni, sviluppo di progetti immobiliari. Stesso meccanismo è emerso con l’operazione Gambling quando la filiera coinvolta è stata quella del gioco, a cominciare dalle attività di lotteria e scommesse. «La filiera è completa, integrata e diffusa a livello territoriale, con un ulteriore elemento; spesso la stessa azienda, riconducibile alla stessa proprietà, ha una formula a specchio: è presente con diversa personalità giuridica, per sfruttare i benefici di entrambe: la minore trasparenza della Snc, la maggiore reputazione della Srl».

Reputazione che permette di entrare in contatto con aziende sane che cercano di acquisire vantaggi acquisendo servizi a basso costo: «Accade che le organizzazioni criminali si offrano per alcuni servizi, come lo smaltimento rifiuti a costi enormemente vantaggiosi, l’evasione fiscale o il recupero di crediti difficili. A questo punto è difficile non vedere che si diventa complici», conclude Parbonetti.

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