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Da vittima a carnefice, ecco Cult of the Lamb. Tutti pazzi per il culto dell’agnellino blasfemo

Un po’ Hades e un po’ Animal Crossing: il videogioco di Massive Monster diverte e non impegna. È la piacevole sorpresa di fine estate

di Luca Tremolada

Cult of the Lamb, il trailer

2' di lettura

Cult of the Lamb è simpatico ed estivo. Anzi, diciamo che è perfetto per chiudere le vacanze. Il videogioco sviluppato da Massive Monster è un roguelike con una forte componente gestionale che vi metterà a capo di un culto satanico con l’obiettivo di rendere la vostra setta più potente e popolare. Lo stile è quello dei cartoni animati Happy Tree Friend, la sensazione è quella di avere tra le mani un mix di Animal Crossing e Hades. Dovrete imparare a eseguire rituali per manipolare le menti dei vostri seguaci. Potrete per esempio fare il lavaggio del cervello ai vostri fedeli, sposarli o costringerli a lavorare 24 ore su 24. Il gioco è veloce, comandare la setta è facile, troverete solo qualche problema nei combattimenti ma solo perché il livello di sfida non è altissimo.

Cosa ci è piaciuto

Il culto dell’agnellino blasfemo funziona perché non si prende troppo sul serio, è ispirato e sopra le righe. Il gameplay è intuitivo e stimolante, insomma è difficile staccarsi dallo schermo. In più c’è anche qualche idea originale come il sistema di potenziamento basato sull’estrazione di carte dei tarocchi. La colonna sonora poi è piacevole, ed aiuta a rendere ancora più appagante diventare il capo di una setta di fedeli adoranti. Infine, il gioco è stato sviluppato per Pc, Nintendo Switch, console Xbox e PlayStation a un prezzo accessibile: 29 euro.

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Cosa non ci è piaciuto

Il sistema di combattimento è piuttosto lineare: ogni arma o maledizione hanno un singolo attacco. Puoi rotolare da una parte e dall’altra per schivare i colpi ma a parte qualche combinazione non c’è grandissima varietà. Per superare il boss tocca insomma aspettare il momento giusto e colpire. Nulla di particolarmente complesso.

Riproduzione riservata ©
  • Luca TremoladaGiornalista

    Luogo: Milano via Monte Rosa 91

    Lingue parlate: Inglese, Francese

    Argomenti: Tecnologia, scienza, finanza, startup, dati

    Premi: Premio Gabriele Lanfredini sull’informazione; Premio giornalistico State Street, categoria "Innovation"; DStars 2019, categoria journalism

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