BUILD 2021

Da Windows a Teams: ecco tutte le novità della conferenza per gli sviluppatori

di Gianni Rusconi

4' di lettura

A dare il via all'edizione 2021 della conferenza annuale di Microsoft dedicata agli sviluppatori ci ha pensato naturalmente lui, Satya Nadella, da sette anni il numero uno del gigante di Redmond, da quando (febbraio 2014) prese il posto di Steve Ballmer sulla poltrona di Ceo. Da quel momento in poi molte cose sono cambiate dentro Microsoft (il dogma del “mobile first, cloud first” costituisce il primo punto di svolta) e anche nel keynote virtuale di apertura della Build 2021 il manager di origini indiane ha provato ad aprire qualche nuovo orizzonte (e maggiori opportunità economiche) per la sterminata comunità dei developer. Parlando della prossima generazione di Windows, in particolare, e della tanto attesa revisione dell'interfaccia utente (nome in codice Sun Valley, attesa per l'autunno), Nadella ha evidenziato come si tratterà di uno dei più significativi aggiornamenti del sistema operativo degli ultimi dieci anni. E ha decantato un numero a supporto dell'importanza strategica di Windows per il presente e il futuro prossimo della compagnia: 1,3 miliardi. Tanti sono gli utenti che lo usano per lavorare, comunicare, connettersi e giocare. “Riunisce tutti gli strumenti di sviluppo e collaborazione in un unico posto, permette di scegliere l'hardware che si vuole, funziona con Linux”, ha ammonito ancora il Ceo, enfatizzando come Microsoft sia pronta a dare “il benvenuto a ogni sviluppatore che sta cercando la più innovativa e aperta piattaforma per costruire e distribuire e monetizzare le applicazioni”.

Il boom di Teams

Un altro numero da cerchiare in rosso emerso dalla prima giornata dell'evento riguarda la piattaforma di videoconferenza, la cui base utenti ha conosciuto (grazie al Covid 19) una crescita che Microsoft ha definito come una delle più rapide di sempre nell'industria tecnologica. Nel corso degli ultimi dodici mesi il numero di utilizzatori attivi di Teams ogni giorno è praticamente raddoppiato arrivando a quota 145 milioni (grazie anche al contributo sostanziale delle aziende con oltre mille dipendenti che si affidano al servizio facendo leva su applicazioni di terze parti) e l'obiettivo dichiarato dell'azienda è quello di continuare a potenziarla intensificando il ritmo dei rilasci. Le nuove funzionalità rese disponibili da un anno a questa parte sono state infatti circa 300 e un terzo del totale hanno arricchito l'esperienza d'uso della piattaforma in questi primi mesi del 2021.

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Più funzionalità per gli hybrid workplace

alle novità annunciate ieri, che riflettono la strategia di apertura di interfacce di programmazione e componenti agli sviluppatori di terze parti, il jolly messo in tavola da Microsoft è la possibilità, per gli stessi sviluppatori, di vendere abbonamenti alle app scritte per Teams. A livello di nuove funzionalità, invece, la piattaforma si arricchirà presto di strumenti per l'integrazione del palco condiviso di una riunione e per creare scene ed esperienze personalizzate da condividere con gli utenti. A completare il quadro, ecco l'aggiornamento del Toolkit di Teams per Visual Studio e il nuovo Teams Developer Portal, una console dedicata alla gestione delle app, accessibile via web o direttamente dalla piattaforma, che permette di registrare e configurare le proprie app da un unico luogo. Il focus di questi aggiornamenti, in generale, è quello di favorire lo sviluppo di applicazioni di collaborazione per quello che Microsoft chiama “ambiente di lavoro ibrido”, che miscela il modello dello smart working con quello dell'interazione in presenza e di prossimità legata al parziale ritorno in ufficio.

Il browser è sempre più veloce

Le nuove frecce all'arco di Edge 91, ora disponibile in Beta, sono essenzialmente Sleeping Tabs e Startup Boost, due attributi che secondo i responsabili di Microsoft porteranno un generalizzato miglioramento delle prestazioni e permetteranno di utilizzare il software più agevolmente su dispositivi hardware anche poco potenti, assicurando l'esecuzione dei processi in background direttamente all'avvio. L'idea, in soldoni, è quella di rendere la nuova versione del programma di navigazione il browser più veloce della storia di Windows 10.

Arriva lo Snapdragon Dev Kit per Windows on ARM

Solo dieci anni fa, pensare a un notebook Windows equipaggiato con processori che non fossero Intel era qualcosa ancora di solo ipotetico. Oggi invece il sodalizio di Microsoft con Qualcomm è sempre più stretto e lo provano gli sforzi delle due compagnie per migliorare l'esperienza di Windows on Arm sui personal computer di fascia entry level. Lo Snapdragon Developer Kit, in tal senso, è un micro pc desktop basato su Windows 10 e chipset Snapdragon 7c che sarà in vendita sul Microsoft Store a partire da questa estate e offrirà agli sviluppatori la possibilità di scrivere le proprie app su architettura Arm e di rendere compatibili quelle già esistenti con Arm64app. Il tutto con costi ridotti al minimo.

Più flessibilità per i developer

Il rilascio di Project Reunion 0.8 Preview Sdk, che offre il supporto alle app .Net 5 e alla Windows UI Library 3, va invece nella direzione di garantire agli sviluppatori maggiore velocità nella creazione e nella distribuzione delle proprie app, sia all'interno del tradizionale ambiente Win32 sia all'interno della Universal Windows Platform. Più nello specifico, Project Reunion consentirà d'ora in poi di aggiornare le applicazioni in maniera semplice o di realizzarne di nuove riducendo la frammentazione esistente fra i due ambienti, sfruttando per l'appunto una sola piattaforma retrocompatibile.

Più strumenti per chi lavora su Linux

A Build 2021 non sono infine mancati gli annunci in chiave Linux. L'arrivo della release di anteprima di Terminal 1.9 faciliterà agli sviluppatori il testing delle proprie app grafiche per il sistema operativo open source in un ambiente Windows, senza dover configurare una virtual machine dedicata. La disponibilità del supporto per le applicazioni GUI di Linux, invece, andrà ad eliminare la necessità di effettuare il classico dual-boot del sistema, assicurando la possibilità di gestirlo semplicemente su Windows.


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