«MonfortinJazz»

Da Yann Tiersen a Capossela & Ribot tornano le contaminazioni

di Francesco Prisco

2' di lettura

Da ormai 41 anni la Langa d'estate è punto di riferimento per gli appassionati della cosiddetta «musica classica nera». Merito del festival «MonfortinJazz», storica kermesse che a Monforte d'Alba incrocia il jazz con blues, musica etnica e canzone d'autore senza perdere mai di vista la bussola della qualità. L'appuntamento con la 41esima edizione, dal 16 luglio al 2 agosto, è nella tradizionale cornice dell'Auditorium Horszowski per sei serate dai contenuti molto vari.
Si parte domenica 16 luglio con Yann Tiersen che eseguirà live il nuovo album «Eusa», nel quale il piano solista del musicista bretone accompagna gli ascoltatori in un ideale viaggio intorno all'isola di Ushant, la casa dell'artista. Michael League, già leader degli Snarky Puppy, venedì 21 luglio presenterà il nuovo progetto Bokanté, termine che in creolo significa «scambio». Lo scambio in questione è quello tra i deserti d'Africa e il delta del Mississippi: otto musicisti provenienti da quattro diversi continenti presenteranno la propria storia musicale e la propria tradizione, incrociandole. L'indomani sarà la volta di un grande interprete della musica leggera italiana, Massimo Ranieri, protagonista del progetto «Malia», nel quale ripropone classici della canzone napoletana anni Cinquanta e Sessanta accompagnato da jazzisti di primo piano della scena tricolore come Marco Brioschi alla tromba e flicorno, Stefano Di Battista ai sassofoni, Rita Marcotulli al pianoforte, Riccardo Fioravanti al contrabbasso e Stefano Bagnoli alla batteria. Grande interprete contemporaneo del vocalismo jazz è Gregory Porter, fresco vincitore ai Grammy Awards con l'album «Take me to the alley» che si è imposto nella categoria «Best Vocal Jazz Album». Salirà sul palco domenica 23 luglio. Pianista jazz che non disdegna di «guardarsi intorno» per cercare contaminazioni con funky, soul, rock e persino hip hop è Robert Glasper. Il 28 luglio eseguirà live «ArtScience», il nuovo disco, un esperimento musicale che spazia tra sonorità soul, creando un risultato sorprendente. Concerto speciale quello che conclude l'edizione 2017 del festival il 2 agosto, tappa dal vivo della straordinaria collaborazione tra Vinicio Capossela e Marc Ribot. Un'amicizia artistica, quella fra i due fuoriclasse, iniziata nel 1996 con l'irruzione del chitarrista newyorkese ne «Il Ballo di San Vito». Cosa succederà ora che i due maestri dell'insonnia e dell'ammutinamento si ritroveranno per la prima volta da soli, in uno straordinario concerto a tu per tu, accompagnati da un leggero quanto magico equipaggio ritmico? Il titolo promette «Strikes!», bersagli centrati, colpi, impatti e incursioni nello smisurato canzoniere caposseliano. Soddisfazione garantita.

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