dopo le elezioni in sardegna

Da Zedda a Pisapia, tornano alla ribalta gli ex sindaci arancioni

di Andrea Gagliardi e Mariolina Sesto


default onloading pic
(ANSA)

3' di lettura

Tornano in auge i sindaci arancioni, da Massimo Zedda a Giuliano Pisapia. Indipendentemente da come finirà il lento spoglio dei voti in Sardegna, il due volte sindaco di Cagliari Massimo Zedda, sostenuto da otto liste, ha ottenuto, in base agli exit poll, un ottimo risultato. Con un gradimento personale molto alto, circa otto punti in più delle liste che lo sostengono. Dopo una militanza con il Pds e i Ds, Zedda è passato a Sel, il partito fondato da Nichi Vendola, diventando uno dei principali esponenti. Ma successivamente non ha aderito a Sinistra italiana e neppure all’Mdp dei fuoriusciti dal Pd. È entrato invece nella pattuglia dei sindaci arancioni, con posizioni vicine a quelle di Campo progressista dell'ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia. E negli anni ha assunto un ruolo sempre più indipendente nell’ambito di quella sinistra che guarda al Pd (ha avuto l’appoggio del candidato alla segreteria Pd Nicola Zingaretti).

Pisapia in pista come capolista del Pd alle europee
Quanto a Pisapia, l’ex sindaco di Milano è in pista per un ritorno in politica, con un posto come capolista del Pd alle europee di maggio. Sarebbe questo il primo biglietto da visita del nuovo corso tratteggiato da Nicola Zingaretti se il 3 marzo diventerà segretario dem con le primarie. «Con Giuliano - ha detto Zingaretti - ho un ottimo rapporto e in un’idea di lista nuova, aperta, sarei onorato se fosse disponibile. Dipende da lui ma è una risorsa eccezionale che aiuterebbe a dare un segno che qualcosa sta cambiando». Tra i sindaci arancioni, invece, va ricordato il passo indietro e il ritiro dalla scena politica di Marco Doria, sindaco di Genova dal 2002 al 2007, che in vista delle elezioni comunali, annunciò che non si sarebbe ricandidato.

Il profilo indipendente di Legnini
Da registrare, nel caso delle elezioni regionali in Abruzzo, il buon risultato del candidato governatore di centrosinistra Giovanni Legnini (secondo con il 31,3% dei voti). Quest’ultimo, vicepresidente del Csm dal 2014 al 2018 e prima sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con Enrico Letta e sottosegretario all'Economia con Matteo Renzi, ha tenuto un profilo indipendente, alla guida di una coalizione di otto liste che ha visto come centro gravitazionale non il Pd ma una nuova rete “civica”.

In Basilicata il candidato della società civile
Quella del profilo indipendente è la strada intrapresa dal centrosinistra anche in Basilicata. Il candidato governatore scelto per le elezioni regionali del 24 marzo è Carlo Trerotola, farmacista, esponente della società civile. Su di lui il centrosinistra ha trovato una sintesi dopo il passo indietro della candidata di Leu Carmen Lasorella e del candidato Pd Marcello Pittella (governatore uscente). Nel presentare Trerotola, Pittella ha detto, non a caso, che è stato scelto in una rosa di nomi in virtù anche del suo essere «esterno alla politica vissuta istituzionalmente».

Pizzarotti e «l’ampio campo progressista e riformista»
Da sottolineare anche il caso di Federico Pizzarotti, sindaco di Parma, fuoriuscito dal M5s e anima del movimento “Italia in Comune”, che insieme a Verdi e +Europa lavora a una lista unica per le elezioni europee.  Pizzarotti punta «a un ampio campo progressista e riformista, in grado di contrastare il governo gialloverde». E ha indicato non a caso come modello quello a sostegno di Zedda in Sardegna. «Se vincerà - ha detto - magari daremo l’idea che anche i candidati sono importanti». Non a caso tra le otto liste che hanno appoggiato Zedda ce ne è anche una “pizzarottiana”: Sardegna in Comune.

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...