Gruppo Renault

Dacia Bigster, tutto quello ch c’è da sapere sul nuovo suv taglia XL

Il brand rumeno che fa parte del Gruppo Renault continua ad applicare la ricetta alla base dei tanti successi ottenuti. Proporre l'essenziale al migliore prezzo possibile

di Corrado Canali

3' di lettura

Dacia svelerà un nuovo modello di punta nel corso del prossimo anno. Si chiama per ora Bigster e catapulterà il marchio rumeno nel redditizio settore dei suv di grandi dimensioni, offrendo però un’alternativa più economica ai tanti modelli sul mercato. La Bigster sarà un’altra auto come la Jogger di fondamentale importanza per Dacia che afferma che il nuovo suv ha come obiettivo di portare un pò di freschezza all’immagine del marchio, grazie in parte al nuovo linguaggio di design, ma anche al badge minimalista. Sarà, poi, uno dei tre nuovi modelli che Dacia introdurrà sul mercato entro il 2025.

Tutte le Dacia realizzate sulla stessa piattaforma

La casa madre di Dacia, la Renault sta pianificando un attacco ai segmenti delle berline familiari e dei suv di medie dimensioni e la Bigster svolgerà un ruolo fondamentale, dal momento che si andrà ad affiancare ai modelli di Renault come la Clio e l'Austral che andrà a sostituire la Kadjar. Ogni Dacia compresa, dunque, la futura Bigster sarà basata sulla stessa base CMF-B introdotta con la rinnovata berlina Sandero. La piattaforma diventerà di conseguenza una soluzione unica sia pure adattabile per consentire a Dacia di entrare in settori di veicoli di dimensioni anche più grandi, ma a dei prezzi molto accessibili.

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Una lunghezza di 4,6 metri e l’ibrido che mancava a Dacia

Dacia ha già confermato che il nuovo suv Bigster misurerà 4,6 metri di lunghezza e che disporrà di interni spaziosi anche se non c'è ancora la conferma che offrirà una variante a sette posti prevista, invece, per la Jogger. La piattaforma CMF-B ha una configurazione in grado di supportare una vasta gamma di propulsori, inclusi quelli ibridi. La trazione ibrida è stata a lungo bandita dall'offerta Dacia per il prezzo elevato, ma la Bigster per prima e a seguire anche la Jogger adotteranno questa soluzione tecnologica attingendola da quelle introdotte sui diversi modelli della casa madre Renault.

Una mascherina con al centro il nuovo logo del brand

E veniamo allo stile, innovativo anche rispetto alla Jogger. Le linee della Bigster segnano un cambio di linguaggio stilistico per il costruttore rumeno. Piuttosto muscoloso e scolpito sulla parte frontale il mega suv introduce una mascherina a sviluppo orizzontale che ospita il nuovo logo, ai lati della quale ci sono i fari con luci diurne a forma di Y. Sono inoltre presenti delle finte protezioni nella zona inferiore del paraurti e delle prese d'aria. Il profilo laterale evidenzia dei passaruota rivestiti in plastica grezza. Geometrie che poi proseguono anche nella parte posteriore. Non mancano altri particolari ispirati all’offroad.

Gli interni non stati ancora svelati del tutto

Non ci sono ancora immagini ufficiali degli interni e dunque è da definire quale sarà la dotazione hitech prevista a bordo della Bigster. Anche per quando riguarda la famiglia di motori che andrà ad equipaggiare il nuovo suv il mistero resta per ora fitto. L'unità principale alla base della gamma dovrebbe essere il 3 cilindri a benzina di 1.200 cc Tce che sarà dusinibile in numerose potenze anche in versione ibrida derivata dalla tecnologia E-Tech di Renault. Infine le rivali della Bigster dovrebbero essere la Citroen C5 Aircross, la Ford Kuga, la Hyundai Tucson, la Kia Sportage, la Toyota RAV4 e la Volkswagen Tiguan.

Un prezzo d’attacco di appena 20.000 euro?

Ultima variabile, forse la più insidiosa in particolare per i concorrenti da prendere in considerazione in vista del lancio della nuova Bigster che, come detto, non è tuttavia dietro l'angolo è il prezzo. Come del resto successo per la Jogger potrà fare davvero la differenza. Infatti è già ipotizzare per la nuova Bigster un listino che potrebbe essere da un lato leggermente superiore alla Duster, ma inferiore a quello di alcune dei concorrenti indicati. La cifra di base, infatti, potrebbe essere attorno ai 20.000 euro, davvero un listino competitivo perché inferiore, in qualche caso anche di molto, a tutti i modelli concorrenti.

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