Honoris causa all'Orientale di Napoli

Dacia Maraini “neolaureata” scrive al Papa

dal nostro inviato Stefano Carrer


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(Agf)

3' di lettura

NAPOLI – La coincidenza e' puramente casuale: Dacia Maraini ha ricevuto la laurea honoris causa dall'Universita' degli studi “L'Orientale” di Napoli in “Letterature e culture comparate” nel giorno in cui ha pubblicato una lettera aperta a Papa Francesco sul tema dell'aborto. Ma in fondo una qualche connessione non manca. La poliedrica scrittrice ha ottenuto il riconoscimento anche per il suo impegno civile non solo nel favorire la comprensione e tolleranza tra culture diverse, ma anche per la sua costante opera di sensibilizzazione sulla condizione femminile.

Tutta la Lectio Magistralis della Maraini e' stata dedicata a un excursus storico su figure femminili che, in diversi ambiti, hanno cercato di reagire alla repressione e marginalizzazione connaturata alla cultura patriarcale, soprattutto attraverso la cultura.

Dacia Maraini, laurea honoris causa all'Orientale

Al Papa – che di recente ha sorpreso molti con parole di inusitata durezza su un problema molto delicato - ha inviato un messaggio in cui lo invita (“Proprio perche' lo stimo moltissimo”) a essere piu' comprensivo e tollerante verso le donne che ricorrono all'aborto valendosi di una legge che ha dimezzato le interruzioni di gravidanza. “Del resto – ha sottolineato – oggi ormai vi ricorrono in maggioranza donne in difficolta' e marginalizzate, come le migranti. E nessuna donna lo fa con piacere”. Tra gli uomini che nella storia hanno reagito alla cultura dominante di oppressione delle donne, nella sua prolusione Maraini ha citato Gesu' di Nazareth, rivoluzionario nei suoi incontri con la samaritana e l'emorroissa e soprattutto nell'aver voluto apparire da risorto a 3 donne, all'epoca non ritenute degne di testimonianza.

Quella consegnata oggi, come ha ricordato la Rettrice dell'Ateneo, Elda Morlicchio, e' la prima ad honorem concessa a una donna dall'Orientale, l'universita' dove studio' il padre di Dacia, il grande antropologo e nipponista Fosco Maraini. Un padre che salvo' la famiglia (tra cui la piccola Dacia) quando erano tutti rinchiusi (dopo il suo rifiuto di aderire alla repubblica di Salo') in un campo di concentramento giapponese a Nagoya: tagliandosi un dito di fronte ai carcerieri, Fosco ne ottenne il rispetto e quindi razioni meno avare per la famiglia che soffriva atrocemente la fame. 60 anni dopo, Dacia scrisse una “lettera d'amore al Giappone”, dove e' tornata molte volte: il Giappone, non piu' quello feroce della sua infanzia, e' poi diventato uno dei suoi piu' grandi riferimenti culturali. «Questa laurea per me ha un sapore speciale perché mi ricorda mio padre Fosco, che negli anni Trenta studiò all'Orientale con Giuseppe Tucci. Dunque l'Orientale mi è cara anche come memoria di famiglia. In un tempo di autarchie pericolose e inquietanti, la laurea in “Letterature e culture comparate” ha oggi un valore di esemplarità. In una situazione che vede gli Stati tornare a chiudere le frontiere, a mettere dazi e pedaggi che ricordano scelte irresponsabili del passato, la comparazione che propone l'Orientale diventa sinonimo di rispetto e comprensione. Una sorta di antidoto per promuovere la circolazione delle idee e delle persone, sapendo che storicamente i movimenti dei popoli non possono essere fermati, ma solo governati. Chi cerca di arrivare in Europa non lo fa per capriccio o cattiveria, ma per fuggire da una fame spesso conseguenza di antiche rapine compiute dai colonialismi europei, per fuggire da guerre che si alimentano con armi comprate dalle nostre industrie, per fuggire dalle dittature di fantocci spesso voluti e sostenuti dall'Occidente. La comparazione delle culture appartiene a un principio di civiltà, una scelta razionale e umanitaria che deriva dalla migliore tradizione europea».

Un altro tema toccato dalla Maraini nella Lectio e' stato quello delle “competenze”: un elemento che oggi tende a essere svalutato e disprezzato su molti livelli e che invece e' da ritenersi piu' che mai necessario, specie in un mondo che si muove in un clima di globalizzazione. “Voglio interpretare questa laurea – ha concluso - come un riconoscimento alla mia passione e lunga fedelta' alla pratica della scrittura, a cui ho dedicato la vita”.

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