mobilità per 76 addetti

Dado Knorr, Unilever: «Verona non chiude». Lavoratori in sciopero


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(ANSA)

2' di lettura

È inziato mercoledì lo sciopero nello stabilimento Unilever di Sanguinetto, in provincia di Verona, contro la decisione dell’azienda di delocalizzare la produzione del dado Knorr in Portogallo , con conseguente mobilità per 76 lavoratori.

All’azione sindacale fa seguito, tuttavia, una nota di Unilever che «smentisce in modo categorico la chiusura totale dello stabilimento e l’abbandono dell’Italia da parte di Knorr – riporta Radiocor –. La razionalizzazione riguarda infatti esclusivamente l’area dello stabilimento relativa ai dadi da brodo tradizionali e non le altre produzioni alimentari e si spiega con una continua diminuzione della richiesta di mercato di questo tipo di prodotti che hanno un peso consistente nelle attività di Sanguinetto».

La vicenda ha causato diverse reazioni anche dal mondo politico: «Con Unilever ci troviamo davanti alla cronaca di una morte annunciata, davanti alla quale il Governo non ha fatto nulla. I 76 licenziamenti e il mancato rinnovo del contratto nello stabilimento di Sanguinetto fanno seguito alle 28 uscite dello scorso anno. Ma nulla è stato fatto», dichiara la parlamentare veronese Alessia Rotta, vicepresidente vicaria dei deputati del Partito Democratico. Critica anche Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Forza Italia: «Il dado Knorr lascia Verona e va in Portogallo. Anche se l’azienda ha assicurato che lo stabilimento non sarà chiuso perché la razionalizzazione riguarda solo la produzione del dado tradizionale, resta il fatto gravissimo dell’avvio della procedura di licenziamento collettivo di 76 lavoratori. Le crisi aziendali si susseguono ormai quotidianamente, e vista la situazione c’è da chiedersi se non sia necessario allo Sviluppo economico un ministro a tempo pieno con uno staff magari più esperto di quello che Di Maio si è portato dalla Campania».

GUARDA IL VIDEO / Unilever da oltre 50 anni in Italia

Nel suo comunicato la multinazionale specifica che «l’intervento è necessario per garantire la sostenibilità futura dello stabilimento, consentire il prosieguo delle altre produzioni attualmente presenti a Sanguinetto e mettere il sito nelle condizioni di poter cogliere le eventuali opportunità future. Sanguinetto mantiene infatti delle importanti carte da giocare, come la produzione dei dadi in gel, di cui è unico produttore al mondo, che si aggiunge alle produzioni di risotteria, brodo granulare e marmellate». Unilever precisa che «nel lungo termine la strategia del sito sarà quella di spingere verso una ulteriore diversificazione del portafoglio verso prodotti food più in linea con i trend di mercato e verso un legame sempre più stretto con il mercato italiano. Sanguinetto rappresenta un capitolo importante della storia di Unilever in Italia».

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