Intelligenza artificiale

Dagli algoritmi di Evo un aiuto alle aziende della moda per gestire la Fase 2

L'impresa “allevata” dal Politecnico di Torino fa analisi predittive dell'andamento del mercato e già individua la diversa reazione tra lusso e fast fashion

di Natascia Ronchetti

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(AdobeStock)

L'impresa “allevata” dal Politecnico di Torino fa analisi predittive dell'andamento del mercato e già individua la diversa reazione tra lusso e fast fashion


2' di lettura

Dalle analisi predittive – per aiutare le aziende della moda a progettare le collezioni, a gestire gli acquisti e a pianificare la produzione, tarandola sulle tendenze della domanda – all'esame dell'andamento del mercato nella difficile Fase 2, quella della ripartenza. Evo, con il suo software basato sull'intelligenza artificiale, ora affianca le maison per accompagnarle nella ripresa dell'attività dopo il lockdown. Un salto di qualità per la giovane impresa piemontese – è stata allevata nell'incubatore del Politecnico di Torino – che avvalendosi dei suoi data scientist (22 su un totale di 45 collaboratori) ha messo a punto un modello algoritmico per supportare il mondo del fashion nella gestione della crisi innescata dall'emergenza sanitaria.

« In realtà la pandemia ha solo accelerato cambiamenti che erano in atto e che sono destinati a modificare in modo permanente il mercato », dice Fabrizio Fantini, fondatore e ceo di Evo, due sedi - una a Torino e una a Londra – e una ventina di clienti nel mondo, tra Europa, Stati Uniti e Australia: tra questi, in Italia, il gruppo Miroglio e Boggii (abbigliamento da uomo), in Francia, Decathlon. «Oggi osserviamo due macro tendenze – prosegue Fantini -. Da un lato vediamo il rafforzamento delle vendite online, sulle quali l'Italia era in ritardo rispetto agli altri Paesi europei e agli Usa, e che sono destinate a diventare un canale commerciale strategico anche nel nostro Paese. Dall'altro vediamo un potenziamento delle politiche di sourcing locale. Chi comperava in Cina adesso si confronta con grandi difficoltà, al contrario di chi si approvvigiona in Italia e nell'area del Mediterraneo: dove è vero che i costi sono più elevati ma è altrettanto vero che puoi fare leva su una velocità di risposta che diventa fondamentale per essere competitivi».

Evo, con gli algoritmi, scompone e spacchetta dati, partendo dalle caratteristiche del prodotto e da una database che mappa 1,2 miliardi di consumatori. Il software li “metabolizza”, insieme alle analisi delle dinamiche dei vari mercati interni e di quelli oltreconfine, e alle caratteristiche dei principali competitor. Il risultato è costituito da segnali predittivi sulle varie tendenze di mercato, per permettere alle aziende di assumere decisioni sistematiche e competitive. Un servizio messo gratuitamente a disposizione delle imprese, in questa fase, almeno sino a quando la situazione non si sarà normalizzata.

Già si osserva, dicono gli esperti di Evo, una forte polarizzazione della reazione alla pandemia: da un lato il mercato del lusso e dall'altro quello del fast fashion. Con il primo, caratterizzato da flussi più ridotti di consumatori, che avrà meno difficoltà a rendere compatibile il proprio modello di business con le misure restrittive anti-Covid, come le distanze minime tra le persone. Con il secondo, tarato su un forte afflusso di persone, più esposto alle conseguenze generate dall'emergenza sanitaria. « La ripresa per le aziende posizionate sulla fascia del lusso sarà graduale ma più facile – dice Fantini -, mentre le aziende del fast fashion soffriranno di più. Per questo dovranno adottare nuove politiche di gestione degli inventari e ripensare la loro attività: dovranno essere chirurgiche nelle scelte di approvvigionamento. Il rischio concreto, se non si adegueranno alle nuove dinamiche, è quello del fallimento».

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