ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLe novità della manovra

Dagli ammortizzatori al reddito di cittadinanza, così cambia il lavoro

Previsti anche incentivi per aiutare donne e lavoratori in difficoltà, il rafforzamento dei congedi di paternità, una serie di misure per gestire le riorganizzazioni e transizioni occupazionali

di Giorgio Pogliotti e Claudio Tucci

Rdc, Bonomi: "È disincentivo al lavoro. Spiace vedere 4 miliardi su centri impiego fallimentari"

10' di lettura

La legge di Bilancio a inizio settimana arriva in parlamento. Il capitolo lavoro prevede una serie di interventi che spaziano dal restyling agli ammortizzatori sociali alle modifiche al reddito di cittadinanza. Nella versione licenziata dal governo ci sono anche nuovi incentivi per aiutare donne e lavoratori in difficoltà, il rafforzamento dei congedi di paternità, una serie di misure per gestire le riorganizzazioni e transizioni occupazionali. Abbiamo riassunto in 22 voci tutte le novità in arrivo per lavoratori e disoccupati.

Accordo di transizione occupazionale

Per i lavoratori già in cigs, con le due causali della riorganizzazione aziendale, anche per realizzare processi di transizione, e della crisi aziendale, è previsto un ulteriore sostegno per aiutare tali addetti di aziende con più di 15 dipendenti nelle transizioni occupazionali. Nel dettaglio, si tratta di concedere fino a 12 mesi complessivi di cigs aggiuntivi (non ulteriormente prorogabile). In sede di procedura di consultazione sindacale dovranno essere definite le azioni finalizzate alla rioccupazione o all'autoimpiego. La mancata partecipazione alle predette azioni, per esclusiva responsabilità del lavoratore, comporta la decadenza della prestazione di integrazione salariale. È possibile che le Regioni co-finanzino tali interventi formativi e di riqualificazione all'interno delle rispettive misure di politica attiva. I lavoratori interessati da questi 12 mesi di cigs aggiuntiva accedono al programma Gol.

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Ammortizzatori/1, platee più ampie

Gli ammortizzatori sociali (in costanza di rapporto di lavoro) si estendono a tutti i lavoratori subordinati, anche con una minima anzianità di lavoro (30 giorni), compresi gli apprendisti e i lavoratori a domicilio. Sale anche l'importo del trattamento a circa 1.200 euro.

Ammortizzatori/2, contribuzione e meccanismo premiale

La manovra conferma il contributo ordinario nella misura dello 0,90 per cento della retribuzione imponibile ai fini previdenziali, di cui lo 0,30 per cento è a carico del lavoratore. Si introduce un meccanismo premiale: a decorrere dal 1° gennaio 2025 a favore dei datori di lavoro che non abbiano fruito di trattamenti di integrazione salariale per almeno ventiquattro mesi successivi all'ultimo periodo utilizzato è stabilita una contribuzione addizionale ridotta, in misura pari a: a) 6 per cento della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate, relativamente ai periodi di integrazione salariale ordinaria o straordinaria fruiti all’interno di uno o più interventi concessi sino a un limite complessivo di 52 settimane in un quinquennio mobile; b) 9 per cento oltre il limite di cui alla lettera a) e sino a 104 settimane in un quinquennio mobile.

Ammortizzatori/3, compatibilità (parziale) con il lavoro

La manovra prevede che il lavoratore che svolga attività di lavoro subordinato di durata superiore a sei mesi nonché di lavoro autonomo durante il periodo di integrazione salariale non ha diritto al trattamento per le giornate di lavoro effettuate. Qualora il lavoratore svolga attività di lavoro subordinato a tempo determinato inferiore a sei mesi, il trattamento è sospeso per la durata del rapporto di lavoro.

Ammortizzatori/4, cambia la condizionalità

I lavoratori beneficiari di integrazioni salariali, allo scopo di mantenere o sviluppare le competenze in vista della conclusione della procedura di sospensione o riduzione dell'attività lavorativa ed in connessione con la domanda di lavoro espressa dal territorio, partecipano a iniziative di carattere formativo o di riqualificazione, anche mediante fondi interprofessionali. Tali iniziative possono essere cofinanziate dalle regioni nell'ambito delle rispettive misure di formazione e politica attiva del lavoro. L'ingiustificata partecipazione comporta l'irrogazione di sanzioni che vanno dalla decurtazione di una mensilità di trattamento di integrazione salariale fino alla decadenza secondo le modalità e i criteri da definire con decreto del ministro del Lavoro, da adottare sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

Apprendistato dei giovani lavoratori sportivi

Per le società e associazioni sportive professionistiche che assumono lavoratori sportivi con contratto di apprendistato professionalizzante il limite massimo di età di cui all'articolo 44, comma 1, primo periodo, del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, è ridotto a 23 anni.

Centri per l’impiego, più fondi (ma assunzioni in ritardo)

Arrivano 70 milioni per far fronte agli oneri di funzionamento dei centri per l'impiego. Le regioni sono impegnate a passare dagli attuali circa 8mila a 20mila addetti professionisti, ma sono in ampio ritardo. Da gennaio 2022 è autorizzata anche una spesa nel limite di 20 milioni per le attività di politica attiva rivolte ai giovani tra i 16 e i 29 anni non occupati né inseriti in un percorso di studio o formazione.

Congedo di paternità di 10 giorni

Il congedo per i neo papà sale, strutturalmente, a 10 giorni.

Contratto di espansione

La normativa sul contratto di espansione si estende anche agli anni 2022 e 2023, e si amplia il campo di applicazione inserendo anche le imprese con almeno 50 addetti, anche calcolati complessivamente nelle ipotesi di aggregazione stabile di imprese con un'unica finalità produttiva o di servizi. Quindi, anche le imprese con almeno 50 addetti potranno fare queste cose: far uscire personale a non più di 60 mesi dalla pensione (vecchiaia o anzianità); ridurre l'orario dei lavoratori impiegati utilizzando fino a 18 mesi di cigs anche non continuativi; per gli tutti gli altri addetti non interessati dalle uscite prevedere una riduzione oraria (che può arrivare anche fino al 100%); programmare nuove assunzioni (1 ogni 3 uscite per imprese con organico superiore a mille dipendenti; per le imprese di dimensioni inferiori sarà l'accordo collettivo a definire il rapporto entrate/uscite).

Contratto di solidarietà

Le imprese possono stipulare contratti di solidarietà attraverso la contrattazione collettiva aziendale, con l'obiettivo di ridurre l'orario di lavoro per evitare, in tutto o in parte, la riduzione o la dichiarazione di esubero del personale anche attraverso un suo più razionale impiego. Il massimale della riduzione media oraria viene innalzato dall'attuale 60 per cento dell'orario giornaliero, settimanale o mensile dei lavoratori interessati al contratto di solidarietà all'80% a decorrere dal primo gennaio 2022. Per ciascun lavoratore, il massimale della percentuale di riduzione complessiva dell'orario di lavoro attualmente fissato al 70 per cento nell'arco dell'intero periodo per il quale il contratto di solidarietà è stipulato è innalzato al 90% a decorrere dal primo gennaio 2022. Il trattamento retributivo perso va determinato inizialmente non tenendo conto degli aumenti retributivi previsti da contratti collettivi aziendali nel periodo di sei mesi antecedente la stipula del contratto di solidarietà. Il trattamento di integrazione salariale è ridotto in corrispondenza di eventuali successivi aumenti retributivi intervenuti in sede di contrattazione aziendale.

Decontribuzione lavoratrici madri

In via sperimentale, per l'anno 2022, è riconosciuto nella misura del cinquanta per cento l'esonero per un anno del versamento dei contributi previdenziali a carico delle lavoratrici madri dipendenti del settore privato a decorrere dal rientro nel posto di lavoro dopo la fruizione del congedo obbligatorio di maternità e per un periodo massimo di un anno a decorrere dalla data del predetto rientro. Resta ferma l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche.

Detrazioni fiscali delle locazioni stipulate dai giovani

Ai giovani di età compresa fra i 20 e i 31 anni non compiuti, con un reddito complessivo non superiore a 15.493,71 euro, che stipulano un contratto di locazione ai sensi della legge 9 dicembre 1998, n. 431, per l’intera unità immobiliare o porzione di essa da destinare a propria residenza, sempre che la stessa sia diversa dall’abitazione principale dei genitori o di coloro cui sono affidati dagli organi competenti ai sensi di legge, spetta, per i primi quattro anni di durata contrattuale, una detrazione dall'imposta lorda pari a euro 991,60, ovvero, se superiore, pari al 20 per cento dell'ammontare del canone di locazione e comunque entro il limite massimo di euro 2.000 di detrazione.

Documento di regolarità contributiva

A decorrere dal 1° gennaio 2022, la regolarità del versamento dell'aliquota di contribuzione ordinaria ai fondi di solidarietà bilaterali di cui agli articoli 26, 27 e 40, è condizione per il rilascio del documento unico di regolarità contributiva (DURC).

Esonero per i lavoratori provenienti da imprese in crisi

La manovra prevede che l'esonero contributivo oggi previsto, anche nel 2022, per le stabilizzazioni dei giovani under36 sia riconosciuto alle imprese che assumono a tempo indeterminato lavoratori, a prescindere da limiti di età, di aziende per le quali è attivo un tavolo di confronto per la gestione delle crisi aziendali presso la struttura per la crisi d'impresa. L'esonero è piuttosto generoso, e consiste nell'azzeramento (sgravio del 100%) dei contributi per 36 mesi (3 anni), entro un limite di 6mila euro annui.

Ex Alitalia, nuova cassa integrazione

Al fine di garantire la continuità del sostegno al reddito dei lavoratori dipendenti di Alitalia Sai e Alitalia Cityliner coinvolti dall'attuazione del programma della procedura di amministrazione straordinaria, il trattamento di integrazione salariale può essere prorogato di ulteriori 12 mesi. Il predetto trattamento può proseguire anche successivamente alla conclusione dell’attività del commissario e in ogni caso non oltre il 31 dicembre 2023. La proroga dei trattamenti di cui al presente comma è riconosciuta nel limite di 63,5 milioni di euro per l'anno 2022 e di 193,6 milioni di euro per l'anno 2023.

Fondo d’integrazione salariale per le micro imprese

Il Fis, a decorrere da gennaio 2022, copre anche le micro imprese del terziario, cioè i datori che occupano almeno un dipendente. Per periodi di sospensione o riduzione dell'attività lavorativa decorrenti dal 1° gennaio 2022 l'assegno di integrazione salariale, in relazione alle causali di riduzione o sospensione dell'attività lavorativa previste dalla normativa vigente in materia di integrazioni salariali ordinarie, è riconosciuto per le seguenti durate: a) ai datori di lavoro che, nel semestre precedente la data di presentazione della domanda, abbiano occupato mediamente fino a cinque dipendenti, una durata massima di 13 settimane in un biennio mobile; b) ai datori di lavoro che, nel semestre precedente la data di presentazione della domanda, abbiano occupato mediamente più di cinque dipendenti, una durata massima di 26 settimane in un biennio mobile. La contribuzione scatta da subito: da gennaio, l’aliquota di finanziamento del fondo è fissata allo 0,50 per cento, per i datori di lavoro che, nel semestre precedente la data di presentazione della domanda, abbiano occupato mediamente fino a cinque dipendenti, al 0,80 per cento, per i datori di lavoro che, nel semestre precedente la data di presentazione della domanda, abbiano occupato mediamente più di cinque dipendenti. È stabilita una contribuzione addizionale a carico dei datori di lavoro connessa all’utilizzo delle prestazioni pari al 4 per cento della retribuzione persa.

Fondo sociale occupazione rifinanziato

La manovra rifinanzia il fondo sociale per occupazione e formazione: l'incremento è di 350 milioni di euro per l'anno 2022 e di 300 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2023.

Naspi più robusta

Si posticipa il meccanismo di décalage (che taglia mensilmente del 3% l’importo dal quarto mese). Viene confermato il posticipo del décalage dal sesto mese (ottavo per gli over55): per i primi sei mesi (o otto) si percepisce l’assegno intero, pari a circa l'80% dell'ultima retribuzione.

Piani formativi aziendali

I Fondi possono altresì finanziare in tutto o in parte piani formativi aziendali di incremento delle competenze dei lavoratori destinatari di trattamenti di integrazione salariale in costanza di rapporto di lavoro. Inoltre, al fine di favorire percorsi di incremento delle competenze dei lavoratori destinatari di cig orientati al mantenimento occupazionale nell'impresa, per gli anni 2022 e 2023, ai Fondi interprofessionali che finanziano percorsi di incremento delle professionalità il versamento di cui all'articolo 1, comma 722 della legge 23 dicembre 2014, n. 190 è annualmente rimborsato con decreto Lavoro-Mef. E ancora: al datore di lavoro che assuma con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato i lavoratori beneficiari del trattamento straordinario di integrazione salariale è concesso, per ogni mensilità di retribuzione corrisposta al lavoratore, un contributo mensile pari al cinquanta per cento dell’ammontare trattamento straordinario che sarebbe stato corrisposto al lavoratore. Il predetto contributo non può essere erogato per un numero di mesi superiore a dodici.

Processi di riorganizzazione e situazioni di difficoltà

Solo per il biennio 2022-2023 per le imprese dell'industria e delle costruzioni arriva un sostegno ulteriore per gestire i processi di riorganizzazione e le situazioni di particolare difficoltà economica. A questi datori, che non possono più ricorrere ai trattamenti di straordinari integrazione salariale a causa dell'esaurimento dei contatori della cig, è riconosciuto, in deroga alle disposizioni vigenti, e nel limite di spesa di 150 milioni di euro per il 2022 e 150 milioni di euro per il 2023, un trattamento straordinario di integrazione salariale per un massimo di cinquantadue settimane fruibili fino al 31 dicembre 2023. Spetterà all'Inps monitorare il rispetto del limite di spesa. Qualora si raggiunga, anche in via prospettica, il plafond stanziato, non si potranno prendere in considerazione ulteriori domande.

Reddito di cittadinanza, ecco come cambia

Con 1 miliardo di finanziamenti aggiuntivi per il reddito di cittadinanza la dote complessiva nel 2022 si attesta su poco meno di 8,8 miliardi: il sussidio andrà a 1,37 milioni di nuclei percettori, sul livello del 2021, ma in crescita rispetto al 2020, quando le famiglie erano 1,23 milioni. Scatta un decalage mensile di 5 euro, al secondo rifiuto il sussidio sarà revocato (oggi al terzo rifiuto). Inoltre viene ridotta, per la congruità della prima offerta, da 100 a 80 km la distanza massima dalla residenza del beneficiario (comunque raggiungibile entro 100 minuti), mentre la seconda può essere collocata ovunque in Italia. Tra le altre novità, c'è l'obbligo della partecipazione periodica ad attività e colloqui in presenza (almeno una volta al mese): per un'assenza ingiustificata, si perde il sussidio. Arriva poi la stretta sui controlli sul Reddito di cittadinanza per evitare abusi: la manovra prevede un piano di verifiche sui requisiti patrimoniali “con specifico riferimento ai beni detenuti all’estero” che l’Inps dovrà mettere a punto ogni anno e controlli preventivi dei dati anagrafici di residenza, soggiorno e cittadinanza da parte dell’istituto che comunicherà “i casi sospetti” ai Comuni. I sindaci avranno poi 120 giorni per le relative verifiche nel corso dei quali il pagamento sarà “sospeso”. Previsto anche il danno erariale a carico del responsabile del procedimento del comune che deve fornire i dati per le somme non dovute. La mediazione tra domanda e offerta di lavoro, è aperta anche ai privati: la piattaforma Anpal con i percettori del Rdc, integrata anche con i dati dei beneficiari di Naspi, prevede parità di accesso ai centri per l'impiego e alle Agenzie per il lavoro, in cooperazione con il portale del Dipartimento della Funzione pubblica della Presidenza del Consiglio. Alle Agenzie per il lavoro accreditate è riconosciuto il 20% per ogni assunzione fatta per loro tramite. Si introducono per la prima volta criteri di misurazione della performance dei servizi per il lavoro dei percettori del Rdc coinvolti nel programma di politiche attive Gol (garanzia occupabilità dei lavoratori): devono comunicare entro cinque giorni, al Cpi e all'Anpal la mancata accettazione di un'offerta di lavoro congrua, pena la decadenza dalla partecipazione a Gol per sei mesi. L’Anpal avrà il compito di monitorare ed effettuare una valutazione comparativa dei servizi per il lavoro in base agli esiti di ricollocazione per profilo di occupabilità, tenuto conto del numero di offerte congrue formulate ai beneficiari del Rdc, incluse quelle non accettate. In caso di criticità, in assenza di miglioramenti l'Agenzia potrà revocare la partecipazione al programma Gol del servizio per il lavoro interessato.

Uscita anticipata dei lavoratori delle imprese in crisi

Al Mise nasce un fondo con 150 milioni per il 2022, 200 milioni per il 2023 e 200 milioni per il 2024 per favorire l'uscita anticipata dal lavoro degli addetti delle pmi in crisi, che abbiano raggiungo un'età anagrafica di almeno 62 anni. Spetterà a un decreto interministeriale (Mise-Mef-Lavoro), da adottare entro due mesi dall'entrata in vigore della manovra, criteri, modalità, procedure di erogazione delle risorse.


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