Lo schema di utilizzo degli aiuti europei

Dagli asili alla formazione sul lavoro, dal Recovery almeno 50 miliardi per i giovani

Secondo la bozza del Pnrr circolata alla vigilia del Consiglio dei ministri, su stanziamenti previsti per oltre 221 miliardi, almeno 50 saranno assorbiti da due missioni, quella per istruzione e ricerca e quella per inclusione e coesione

di Andrea Carli

Recovery, Orlando: cruciale rafforzamento centri per l'impiego

4' di lettura

Una fiche da almeno 50 miliardi messa sul piatto dal Recovery Plan italiano per i giovani. Un sostegno che, stando alle bozze del Pnrr circolate nelle ultime ore, si sviluppa in particolare (ma non solo) attraverso due filoni. Il primo, istruzione e ricerca. Il secondo: inclusione e coesione. Scorrendo le voci e gli stanziamenti previsti dai 221,5 miliardi destinati agli investimenti complessivi (191,5 dei quali coperti con il Recovery Fund e 30,04 dal Fondo complementare alimentato con lo scostamento di bilancio approvato giovedì 22 aprile dal parlamento), sono soprattutto due le “missioni” con soluzioni che potrebbero coinvolgere questo target della popolazione.

La sfida: assenza di ricambio generazionale e di competenze

Tra le sfide - mette in evidenza il documento di sintesi messo a punto dal Mef, circolata alla vigilia del Consiglio dei ministri in programma per domani mattina, 24 aprile - l’«assenza di ricambio generazionale e di competenze (blocco del turnover negli ultimi anni, invecchiamento e riduzione della forza lavoro, meccanismi di selezione complessi) e «lo scarso investimento sul capitale umano (formazione inadeguata e frammentata, carriere basate solo su anzianità di servizio). L’obiettivo è «un mercato del lavoro più aperto e dinamico».

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Primo esame in Consiglio dei ministri

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza sarà oggetto di due diverse riunioni del Consiglio dei ministri. Un Cdm è previsto persabato 24 aprile, per un primo esame del testo. Lunedì e martedì poi il premier Draghi illustrerà il piano alle Camere, che si esprimeranno con un voto dopo la sua informativa. Solo dopo, tra il 28 e il 29 aprile, dovrebbe esserci il secondo Consiglio dei ministri, per l'esame e il voto finale del Pnrr, prima dell'invio alla Commissione europea, in programma per il 30 aprile.

Quasi 32 miliardi per istruzione e ricerca

Quasi 32 miliardi (31,9), circa il 17% delle risorse a disposizione andranno a finanziare la missione “Istruzione e ricerca”. L’«inclusione giovanile» è peraltro uno dei tre problemi di fondo che gli investimenti del Pnrr (il Piano italiano per il Next Generation Eu, oggi sul tavolo del Consiglio dei ministri) puntano ad affrontare. Gli altri due sono la disuguaglianza di genere e i divari territoriali. I quasi 32 miliardi saranno finalizzati a «rafforzare il sistema educativo, le competenze digitali e Stem, la ricerca e il trasferimento tecnologico». le azioni principali previste nel pacchetto sono «asili nido, materne e servizi di educazione e cura per la prima infanzia», ma anche la «scuola 4.0» (ovvero scuole «moderne, cablate e orientate all'innovazione grazie anche ad aule didattiche di nuova concezione»). Ci sarà, inoltre, «il risanamento strutturale degli edifici scolastici», «sviluppo e rafforzamento dell’istruzione professionalizzante», «riforma di orientamento, programmi di dottorato e corsi di laurea», «rafforzamento della filiera della ricerca e del trasferimento tecnologico», e «partecipazione alle grandi iniziative Europee Ipcei».

Per i servizi di istruzione 19,4 miliardi

I fondi per il potenziamento dell’offerta dei servizi per l’istruzione, dai nidi all’università, raggiungono 19,44 miliardi (si veda anche Il Sole 24 Ore del 23 aprile). Nel dettaglio, il piano per rilanciare i servizi della prima infanzia può contare su 4,6 miliardi. Per la messa in sicurezza degli edifici scolastici vengono previsti 3,9 miliardi. Al rafforzamento dei dottorati vanno 430 milioni. Quasi 1,5 miliardi finanzieranno il potenziamento degli alloggi e le borse di studio per accedere all’Università.

La “missione 4” conquista oltre otto miliardi

Un elemento da registrare è che nella nuova bozza del Piano nazionale di rilancio e resilienza le risorse per l'istruzione e la ricerca sono aumentate. È quanto emerge da un confronto tra le cifre della precedente bozza del Pnrr e la nuova tabella, distribuita ai ministri. Nel precedente Pnrr, del valore complessivo di 210,9 miliardi, le risorse per l'istruzione ammontavano a 23,2 miliardi. Nella nuova bozza, del valore di 191,5 miliardi, all'istruzione vanno invece - come si diceva - 31,9 miliardi, di cui 24,1 miliardi per nuovi progetti e 7,8 miliardi per progetti in essere.

228mila posti per asili,900 palestre a scuola

Tra gli investimenti indicati nella missione istruzione alla componente “aumento dell’offerta di servizi” l’aumento di 228mila posti dell'offerta per la prima infanzia, di cui «152.000 per i bambini 0-3 anni e circa 76.000 per la fascia 3-6 anni». E poi la «costruzione o la ristrutturazione degli spazi delle mense per un totale di circa 1.000» scuole per spingere il tempo pieno. Tra le voci anche la costruzione o l'adeguamento strutturale di «circa 900 edifici da destinare a palestre o strutture sportive» anche per contrastare la dispersione scolastica.

Oltre 19 miliardi per inclusione e coesione

Un’altra missione che potrebbe avere delle ripercussioni sui giovani è quella battezzata “inclusione e coesione”. In questo caso il budget è di 19,1 miliardi (il 10% dell’ammontare). «L’obiettivo - chiarisce il documento di sintesi - è facilitare la partecipazione al mercato del lavoro, anche attraverso la formazione e rafforzare le politiche attive sul lavoro e favorire l’inclusione sociale». Tra le azioni previste, in questo caso, politiche attive del lavoro, lo sviluppo dei centri per l’impiego, l’imprenditorialità femminile, il rafforzamento dei servizi sociali e interventi per la vulnerabilità.

In arrivo 4,4 miliardi per riforma politiche attive e formazione

Il budget destinato al capitolo lavoro è pari a 6,65 miliardi. L’ultima fotografia dell’Istat sull’impatto della crisi economica legata alla pandemia ha messo in evidenza che da febbraio a dicembre dello scorso anno sono andati persi 426mila posti. La fascia d'età 25-49 anni e i lavoratori a tempo, incluse le partite Iva, sono risultate le fasce più danneggiate. Nel nuovo Pnrr è previsto il potenziamento dei centri per l’impiego con 600 milioni, tra risorse in essere (400 milioni) e nuove (200 milioni), insieme a un investimento di 100 milioni per la creazione di un sistema di certificazione della parità di genere. Nel complesso per le politiche attive del lavoro e il sostegno all’occupazione, in aggiunta ai 400 milioni già assegnati sono in arrivo 5,61 miliardi. Di queste risorse, la gran parte è destinata alla riforma delle politiche attive e della formazione: 4,4 miliardi. Sono stanziati 650 miliioni per il rafforzamento del servizio civile universale.

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