rapporto amministrazione-contribuenti

Dagli avvocati tributaristi sette proposte per un fisco più equo

di Francesca Milano


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(© André Babiak)

2' di lettura

Sette proposte per un fisco più equo: le ha presentate al ministero dell’Economia l’Uncat, l’Unione nazionale delle Camere degli avvocati tributaristi, nell’ottica di poter collaborare a un “confronto costruttivo” per migliorare il rapporto tra contribuente e amministrazione. Nel dettaglio, il document0 presentato dal presidente Uncat, Antonio Damascelli, al direttore generale delle Finanze Fabrizia Lapecorella, al direttore della giustizia tributaria Fiorenzo Sirianni e al direttore dell’ufficio legislativo del Mef Silvia Allegrini, gli avvocati tributaristi elencano le tematiche«prioritarie per fare in modo che il rapporto tra cittadino e amministrazione si svolga effettivamente nella fiducia reciproca»:

un giudice specializzato e a tempo pieno e una difesa tecnica riservata agli iscritti agli Ordini. Nel processo tributario occorre affidare la giurisdizione speciale a giudici specializzati, altamente professionali e terzi rispetto all’amministrazione; e, conseguentemente, riconoscere la difesa tecnica a professionisti di estrazione ordinistica;
tavoli di compliance regionali tra i rappresentanti dell’amministrazione finanziaria (compresi gli Enti locali) e gli Ordini e le associazioni professionali specialistiche che rappresentano i contribuenti, con l’obiettivo di analizzare e approfondire congiuntamente le norme e le problematiche che generano maggiori difficoltà interpretative ed assicurare la corretta applicazione delle disposizioni fiscali;

autotutela e adesione: l’istituto dell’autotutela va - secondo l’Uncat - potenziato e, al tempo stesso, regolamentato attraverso direttive centrali orientative di prassi, e deve espandersi fino a coprire vizi sostanziali (regolamento 37/97) di evidente non debenza del tributo;
contraddittorio endo procedimentale: la proposta è di introdurre una disposizione unica applicabile a qualunque attività di tipo accertativo e anche riscossivo evitando la difficoltà di interpretazione su quale debba essere la fase procedimentalizzata a pena di nullità e quale no;
sanzioni: per l’Uncat va superato il sistema attuale inutilmente afflittivo, frammentario e in contrasto con gli insegnamenti comunitari;

dilazione dei pagamenti: la regola dell’errore scusabile e del lieve ritardo dovrebbe informare qualunque rateazione del debito anteriormente alla formazione dei ruoli affidati in carico per la riscossione coattiva
visto di conformità: per l’Uncat va riconosciuto anche in capo agli avvocati revisori contabili il potere di rilasciarlo.

Le sette proposte degli avvocati tributaristi sono state ben accolte dal Mef, che ha già dato la disponibilità a valutare positivamente l’estensione del riconoscimento anche agli avvocati revisori dei conti della competenza al rilascio del visto di conformità.
Inoltre sarà avviato un protocollo d’intesa Uncat-Mef per la istituzione di tavoli regionali di compliance dove realizzare il “dialogo” istituzionale permanente necessario per superare difficoltà interpretative e attuative.

Dall’incontro al ministero è poi arrivata un’altra notizia: per la chiusura della rottamazione delle liti pendenti (il cui termine scade il 2 ottobre, con contestuale autoliquidazione della prima rata) potrebbe arrivare una proroga, anche a causa delle segnalazioni delle difficoltà interpretative che impediscono una valutazione completa ai fini della domanda. A questo proposito l’Uncat ha segnalato la opportunità di prevedere forme di ravvedimento (entro termini prestabiliti) anche con riferimento a eventuali errori di calcolo durante la procedura di rottamazione delle liti per evitare ulteriore contenzioso sui calcoli.

Il Mef non ha poi escluso un probabile intervento sul processo tributario con la prossima Manovra.

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