Studenti e ricercatori

Dagli esperti di energia ai geologi: l’ora dei green jobs

di Francesco Nariello

2' di lettura

Gestione dell’energia, a partire da diagnosi e riduzione consumi. Prevenzione rischi ambientali e danni all’ecosistema. Sviluppo di strategie e piani di sostenibilità per aziende e istituzioni, anche puntando su rinnovabili e mobilità alternativa. Implementazione di tecnologie alimentari, delle colture e, in generale, lungo tutta la filiera connessa al mondo del food.

Ecco alcune delle attività richieste, in ottica trasversale, sul fronte dei green jobs, sui cui sempre più aziende a investire: tendenza destinata ad accentuarsi anche in forza delle ingenti risorse destinate dal Pnrr alla transizione verde.

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Mercato del lavoro più «verde

Un insieme di fattori che non potrà che avere un impatto rilevante - sottolineano gli esperti del recruiting - nella scelta dei percorsi universitari da intraprendere, riservando un ruolo di protagonista anche a lauree di carattere scientifico: da agraria a biologia, da scienze a biotecnologie.

«La gestione dei rischi e l’efficace prevenzione dei danni all’ambiente sono ormai essenziali nelle strategie aziendali - osserva Alessandro Testa, direttore di Jefferson Wells, gruppo Manpower - e la stessa ecosostenibilità sta trasformando il mercato del lavoro».

Fra i profili in ascesa ci sono gli esperti in gestione dell’energia, in grado di effettuare diagnosi energetiche e ridurre i consumi. Altre figure ricercate sono progettisti (fotovoltaico) e consulenti ambientali, come il sustainability & shared value manager, capace di impostare strategie e piani per aziende e istituzioni.

Tecnologi alimentari

Secondo i riscontri di Openjobmetis un filone di richieste specifico riguarda figure con background in scienze agrarie, come il tecnologo alimentare - anche specializzato sull’approvvigionamento di materie prime per gli animali a sostegno di allevamenti sostenibili - o delle colture, per garantire rese elevate e minore consumo di risorse, a partire da quelle idriche. Da Randstad si segnalano richieste in crescita per agronomi, biologi per impianti di depurazione, geologi nel settore costruzioni, addetti al controllo qualità, laureati in scienze ambientali.

«Chance anche per tecnici ed esperti interessati a intraprendere un percorso nella consulenza - dice Fabrizio Piacentini, hr solutions manager di Monster Italia - per analizzare e implementare strategie innovative in ambito green». I profili giusti, su questo fronte, sono in possesso di una laurea magistrale non solo in ingegneria, ma anche in discipline scientifiche (dalla biologia alla chimica).

Filiera agroalimentare

Un background scientifico può servire anche per inserirsi nel mondo del food in senso ampio. Chi proviene da biologia, agraria, biotecnologie agrarie o scienze e tecnologie alimentari, ad esempio, possiede le competenze per inserirsi nella ricerca e sviluppo per testare linee di produzione green lungo tutta la filiera agroalimentare. Inoltre, osserva Piacentini, «non si deve pensare solo al cibo in senso stretto, ma anche - ad esempio - al packaging»: qui profili specializzati in biologia o chimica sono in grado di valutare l’impatto inquinante dei materiali utilizzati.

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