SICUREZZA

Dagli infrarossi all’impronta venosa: case-fortino contro i furti

<br/>Per le case di lusso: impronte venose, Intelligenza Artificiale, app, telecamere inviolabili e l’ascensore per l’auto. Il mercato della security cresce del 10% l’anno: tutti i sistemi – innovativi e costosi –per evitare le effrazioni

di Paola Guidi


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4' di lettura

Concluse a dicembre le feste di Natale, le partenze per montagna o mari caldi – per chi può permetterselo – rendono gennaio uno dei mesi con la maggior frequenza di furti soprattutto per le abitazioni di fascia alta. Per queste residenze occorre installare sistemi antifurto e di videosorveglianza «sartoriali», progettati e installati su misura del layout dell’abitazione, dei diversi accessi, della tipologia delle superfici esterne e addirittura della conformazione del terreno del giardino o del parco. Sistemi resi flessibili, altamente efficienti – e in questo caso più costosi – quando ricorrono all’Intelligenza artificiale con l’analisi dei dati e il machine learning sulle telecamere.
Gli ultimi aggiornamenti sono stati presentati, nel 2019, a Sicurezza di Milano e all’ Ifsec di Londra. Il mercato della security, in tutte le sue applicazioni, crescerà – secondo le stime – al ritmo di circa il 10% almeno sino al 2025, quando arriverà a circa 168 miliardi di euro. Mentre l’Italia – secondo Anie Sicurezza – ha registrato un valore di circa 1,8 miliardi di euro. Ecco cosa offre il mercato.

Installatori affidabili e “discreti”
Se il danno di un furto in un bi-trilocale varia, in Europa, da 4 a 6mila euro (fonte Eurostat), quello che coinvolte un’abitazione di grande superficie, con arredi e oggetti di pregio, è molto molto più alto. Non solo per il bottino eventualmente portato via ma anche per ciò che i ladri lasciano come “ricordo” ovunque. Occorre perciò rivolgersi a progettisti e tecnici di comprovata qualità professionale con referenze certificate, che impieghino esclusivamente componenti di marca, e, soprattutto, che garantiscano una grande discrezione, prerogativa spesso trascurata.

Riconoscimento facciale e impronta venosa
Gli appartamenti di estesa superficie e le grandi ville hanno numerosi accessi ad alto e anche altissimo rischio. Il professionista che conosce queste situazioni sa come e cosa proporre ma, per il proprietario, è bene conoscere lo stato dell’arte. La blindatura di ogni accesso? Spesso non basta, occorrono videocitofoni di ultima generazione che consentono dialoghi e verifiche in real time in remoto, di assoluta affidabilità, sempre in grado di fare verifiche e inviare videoallarmi. E serrature elettroniche di alta tecnologia. Si tratta di tecnologie che servono, per esempio, per il riconoscimento non collaborativo in condizioni estreme, come accade quando uno più malviventi si aggira intorno alle recinzioni sia per fare sopralluoghi di preparazione che per l’intrusione vera e propria. E già, oltre il riconoscimento facciale, dell’iride, dell’impronta digitale, c’è l’impronta venosa (di origine militare, si basa sulla rete di vene del dito) che, a differenza della fingerprint, è molto più precisa, non lascia traccia così che il furto di identità è impossibile, resiste nel tempo, non richiede nessun contatto. Hanno sviluppato queste tecnologie in particolare Avigilon, Mobotix, Dahua, Hikvision, Axis, Bosch Security.

Le aree più a rischio: l’esterno e il garage
Giardini e parchi sono aree molto difficili da proteggere per le quali sarebbe consigliabile adottare sistemi e dispositivi di origine militare come per esempio le telecamere all’infrarosso che captano nel buio qualsiasi presenza, e le barriere a microonde dove, tra l’altro, eccelle il made in Italy. Nel 2019 a Stoccolma è stato riconosciuto come miglior prodotto dell’anno da una giuria internazionale di specialisti proprio il sistema Micro Ray, a microonde lineari della italiana Cias, che non hanno i limiti della tradizionali barriere a infrarossi. Sono infatti del tutto immuni agli agenti atmosferici, anche estremi, particolarmente affidabili e precisi, con consumi ridotti e senza la necessità del riscaldatore. Poiché i garage sembrano essere diventati i luoghi della casa più a rischio conviene installare telecamere e fari alogeni potenti dotati di motion detection: i loro algoritmi matematici agiscono quando vedono o captano movimenti e rumori nell’area sotto controllo e una luce improvvisa blocca il malvivente.

La porta si apre con la luce
Portoni blindati contact free di Rubner Türen hanno all’interno della maniglia – come nelle auto – un sensore che, identificando il segnale inviato da trasponder in mano all’utente, attiva un piccolo campo luminoso sul pavimento. Un semplice movimento della mano o del piede sull’area illuminata sblocca la porta che si richiude subito dopo l’ingresso. Per ville isolate con garage interrati le italiane Dimora Home Automation e IdealPark realizzano speciali ascensori che portano l’auto al livello della strada e, al rientro, viceversa. In dotazione hanno telecamere e sensori che garantiscono una visione, anche a distanza, delle zone circostanti.

Filari o wireless ma non piratabili
La prima scelta delle telecamere per la videosorveglianza –fondamentale per qualsiasi abitazione di fascia alta – riguarda le connessioni: filari o weireless? Il filo garantisce una totale assenza di disturbi, il collegamento con più sensori e con sensori più sofisticati e non richiede manutenzone nè controllo delle batterie ed è meno sabotabile. Quindi sono la scelta più affidabile per esterni estesi. Mentre quelle wireless – che costano meno – sono più adatte agli interni perché i malviventi attrezzati oggi praticano il jammer, il disturbo delle frequenze wireless, per captare le password e entrare indisturbati in casa. E’ fondamentale utilizzare reti wireless il cui protocollo di sicirezza sia Wpa2 o Wpa3 (il massimo!) e protetto da password non banali. Sono stati di recente hackerati in Europa, in un solo anno, oltre 80mila impianti residenziali di videosorveglianza wireless perché costituiti da telecamere IP acquistate online, di qualità e prezzo bassi, privi di software di protezione e con password agevolmente rivelabili. Da segnalare che la tedesca Mobotix ha messo a punto dopo due anni di ricerche la prima telecamera al mondo non piratabile, testata da società di certificazione che l’hanno definita “impenetrabile”. Che da solo, grazie alle tecnologie più avanzate oggi esistenti, diventa un sistema antifurto con sensori, allarme, registrazione e trasmissione di video. Gli esperti consigliano la connessione Ip Poe (Power on Ethernet): le telecamere ricevono l’alimentazione direttamente dal cavo della rete e questo si rivela adatto soprattutto per apparecchi ad alta definizione con funzioni di panoramica-inclinazione-zoom e con riscaldatori per ambienti difficili.

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