Il mismatch tra domanda e offerta

Dagli operai specializzati agli ufficiali marittimi, ecco i profili che mancano nel mercato del lavoro

L'attuale congiuntura economica evidenzia un sempre più elevato scostamento, sia per le professioni ad elevata specializzazione che per gli operai qualificati

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3' di lettura

L’ultimo allarme sulla difficoltà di recuperare figure professionali è arrivato da Confitarma. La Confederazione italiana degli armatori ha messo in evidenza che mancano ufficiali e direttori di macchina italiani in possesso delle competenze richieste dalle più moderne tecnologie presenti a bordo.

Un’indicazione che è giunta a pochi giorni dalla pubblicazione da parte di Unioncamere e Anpal del Bollettino del Sistema informativo Excelsior, un documento che ha fornito indicazioni di dettaglio sul cosiddetto “mismatch” tra domanda e offerta di lavoro. L'attuale congiuntura economica, è lo scenario delineato, evidenzia un sempre più elevato scostamento, sia per le professioni ad elevata specializzazione che per gli operai qualificati. Secondo Excelsior il fenomeno è riferito soprattutto a problematiche demografiche e di inefficiente orientamento professionale (la mancanza di candidati per determinati profili e con specifiche esperienze di lavoro).

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Lo squilibrio tra ufficiali di coperta (molti) e di macchina (pochi)

In occasione della prima riunione del Gruppo Tecnico “Education e Capitale umano” di Confitarma, è stato posto l’accento sulla carenza di lavoratori marittimi italiani. Un problema che riguarda alcune importanti qualifiche di bordo e, in particolare, un forte squilibrio tra l'offerta di ufficiali di coperta e quella di ufficiali di macchina. Sul totale degli studenti diplomati dagli Istituti nautici, due terzi scelgono l'opzione coperta e solamente un terzo l'opzione macchina. La richiesta è di avviare specifici progetti di informazione e orientamento, sin dalle scuole medie e nei primi anni degli Istituti nautici, così da diffondere tra le nuove generazioni la conoscenza delle carriere marittime. Occorre inoltre mettere in evidenza le opportunità di carriera a bordo e a terra che gli Its del mare possono offrire ai giovani.

Il contesto: domanda di lavoro in crescita

Ma a delineare la difficoltà, che si registra nel mercato del lavoro in questa fase di ripresa, di far incontrare domanda e offerta è soprattutto il report Unioncamere - Anpal, che fornisce alcuni spunti. Il contesto è quello di una domanda di lavoro in crescita nell'industria come nei servizi, sebbene con differenti gradazioni: più caute le attese per turismo e ristorazione dopo il notevole recupero dei mesi estivi (-13,2% rispetto ad ottobre 2019), mentre maggiore fiducia emerge dalla filiera della cultura e dell'intrattenimento e, in genere, dei servizi alle persone (+19,6%) anche grazie alle recenti riaperture.

La difficoltà a reperire operai specializzati

In questo quadro si attesta al 36,5% la quota di assunzioni per cui le imprese dichiarano difficoltà di reperimento (+5 punti percentuali rispetto a ottobre 2019), soprattutto a causa della mancanza delle figure professionali ricercate dalle imprese. Complessivamente, il mismatch sale al 51,5% per gli operai specializzati, al 41,8% per le professioni tecniche e al 40,6% per i dirigenti e professioni intellettuali e scientifiche. A segnalare le maggiori difficoltà nel reperire sono le imprese metallurgiche e dei prodotti in metallo (52,9%) difficoltà che sale al 64,1% per il recruitment di fabbri ferrai, costruttori di utensili e assimilati e al 61,9% per i fonditori, saldatori, lattonieri, calderai, montatori carpenteria. Elevato anche il mismatch segnalato dalle imprese delle costruzioni (48,7%) soprattutto per artigiani e operai specializzati addetti alle rifiniture delle costruzioni (61,5%), e dalle imprese dei servizi informatici e delle comunicazioni (47,8%) per cui le maggiori difficoltà si incontrano per specialisti in scienze matematiche, informatiche (61,7%) e per tecnici informatici, telematici e delle telecomunicazioni (54,3%). Coerentemente con le figure professionali, le aree aziendali con il più elevato mismatch risultano essere i sistemi informativi (57,6%), progettazione e ricerca (51,0%), installazione e manutenzione (52,3%).

Titoli di studio: introvabili i laureati in ingegneria industriale ed elettronica

Per quanto riguarda i titoli di studio, risultano “introvabili” i laureati in ingegneria industriale, e quelli in elettronica e dell'informazione (58,0% e 52,8% rispettivamente le difficoltà segnalate), i candidati con una istruzione tecnica superiore (più di un diplomato Its su due, 52,6%, non si trova sul mercato) o con una formazione tecnica professionale (49,4%). Fra gli indirizzi di più difficile reperimento le imprese segnalano i diplomati in indirizzo elettrico (57,2%), indirizzo edile (54,8%) e indirizzo meccanico (53,1%).

Draghi, riallineare domanda e offerta di competenze

«Oggi abbiamo davanti una trasformazione epocale - ha sottolineato il premier Mario Draghi, in visita a Bari -. Le due transizioni - quella digitale e quella ambientale - richiedono un’ampia e ambiziosa programmazione, che deve coinvolgere anche il nostro sistema educativo. Secondo alcune stime, l’Unione Europea dovrà investire circa 650 miliardi all’anno fino al 2030 per affrontarle. Dovremo costruire nuove infrastrutture, riconvertire il nostro tessuto industriale. E riallineare la domanda e l’offerta di competenze, soprattutto per le professioni ad elevata specializzazione».

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