Il nuovo decreto

Dagli organici carenti ai non vaccinati, i nodi dei controlli sul green pass

Le stime dei sindacati: dai 44mila militari ai 16mila poliziotti ancora non coperti. Difficile assicurare verifiche a campione su bus e metropolitane

di Andrea Carli

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3' di lettura

Una stretta sui controlli, ma con qualche incognita. Mentre l’arrivo della variante Omicron innalza l’allarme in Italia, il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese lavora sulla stretta ai controlli determinata dall’ultimo decreto legge approvato dal Governo per contenere i contagi, anche in vista del Natale. Tra le misure, il provvedimento introduce il green pass rafforzato, il certificato verde riconosciuto solo a chi è vaccinato e guarito, a partire dal 6 dicembre in zona bianca (fino a 15 gennaio 2022; mentre in zona gialla e arancione il super green pass è in vigore dal 29 novembre e senza una scadenza temporale).

Lamorgese, prefetti sensibilizzino esercenti

La titolare del Viminale ha fatto il punto in una riunione da remoto con i venti prefetti dei capoluoghi di regione. Alla riunione hanno partecipato il Capo della polizia-Direttore generale della pubblica sicurezza, Lamberto Giannini, il Comandante generale dell'Arma dei Carabinieri, Teo Luzi, e il Vice comandante della Guardia di Finanza, Giuseppe Vicanolo. Le indicazioni emerse nel corso dell'incontro saranno recepite nei piani territoriali predisposti dai prefetti sentiti i Comitati provinciali per l'ordine e la sicurezza pubblica. «Ho chiesto ai prefetti di coinvolgere tutti i soggetti interessati, raccomandando loro di intensificare il confronto con i rappresentanti delle associazioni di categoria degli esercenti anche al fine di sviluppare una capillare opera di sensibilizzazione dei propri aderenti», ha detto Lamorgese.

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Il nodo, in particolare, è quello di assicurare verifiche a campione su bus e metropolitane. Un nodo che si contestualizza nell’ambito di altri due punti deboli: carenze di organico, e le persone che non sono vaccinate che non mancano tra le fila di chi dovrà effettuare i controlli. Le stime fornite da fonti sindacali parlano di 44mila militari e 16mila poliziotti ancora non coperti.

Controlli in maniera costante, anche a campione

Il decreto prevede che ciascun prefetto, sentito il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, adotti «un piano per l’effettuazione costante di controlli, anche a campione, avvalendosi delle forze di polizia e del personale dei corpi di polizia municipale munito della qualifica di agente di pubblica sicurezza, in modo da garantire il rispetto dell’obbligo del possesso delle certificazioni.

Organici inadeguati al compito previsto

Se la missione è chiara, non mancano le incognite. La coperta, denunciano i sindacati (i quali lamentano il fatto che sia mancata un’occasione di confronto con il ministro prima del via libera al nuovo provvedimento), è corta. E anche la ministra lo ha riconosciuto. Lamorgese ha posto l’accento sui «tagli agli organici fatti ai tempi della spending review: se fossimo di più - ha detto - sarebbe meglio». Si tratta dunque di impiegare nel modo più efficiente il personale a disposizione, ricorrendo al supporto delle polizie locali e liberando il più possibile agenti dal lavoro amministrativi per dedicarli ai servizi di controllo.

Dai 44mila militari al 16mila poliziotti non vaccinati

C’è poi un altro punto debole, che si affianca a quello degli organici. Tra le forze dell’ordine non sono poche le persone non vaccinate. Le indicazioni, su questo aspetto, arrivano dai sindacati. Secondo Antonio Nicolosi, segretario generale del sindacato dell'Arma dei Carabinieri, Unarma, tra Esercito, Aeronautica e Arma sono circa 44mila i militari non vaccinati ad oggi, ovvero il 16% dell'intera popolazione presa in esame. Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di Polizia Coisp, spiega che sono tra i 15 e i 16mila i poliziotti che non hanno potuto o voluto fare il vaccino anti Covid. Nell’ultimo mese e mezzo hanno deciso di ricorrere al vaccino circa 2mila persone. Allo stato attuale i non vaccinati tra i poliziotti sono circa il 15%.

Controlli a campione su bus e metro

Il punto delicato è quello del trasporto pubblico. Impensabile pensare a verifiche puntuali a tappeto su bus e metro (solo a Roma si calcola ogni giorno un volume di 500mila passeggeri) . Saranno organizzati - con la collaborazione delle aziende municipalizzate che saranno chiamate a contribuire in sede di Comitato provinciale per l’ordine pubblico - verifiche a campione su capolinea di autobus e fermate della metropolitana, nonchè nelle principali stazioni per quanto riguarda i traffico ferroviario. Tenendo conto anche della necessità di non bloccare il servizio, specie in un periodo come quello delle festività con l’aumento delle persone giro.

Ipotesi tornelli o aumento controllori, costi elevati

Sul tavolo anche l’ipotesi tornelli per la lettura dei pass, ma non è una soluzione immediata e ha dei costi che le aziende non paiono disposte ad accollarsi così come quelli legati all’incremento del numero di controllori.

Ristoranti, bar o piscine: l’appello ai gestori

Impossibile anche mettere un agente in ogni ristorante, bar o piscina: in questi casi Lamorgese ha auspicato «la collaborazione dei gestori che devono vagliare il pass dei clienti così come nei cinema viene controllato il biglietto di chi entra».

Movida sotto osservazione

Sotto osservazione ci saranno poi le zone della movida e le aree cittadine a rischio assembramenti. Un potenziamento del monitoraggio ci sarà anche ai valichi di frontiera e negli aeroporti, specie alla luce della diffusione di Omicron.

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