emergenza coronavirus

Dagli ospedali all’analisi dei tamponi, le regioni chiamano l’esercito

Almeno 30mila tamponi in più alla settimana in tutta Italia saranno garantiti dai “drive in” gestiti dall’esercito, con il via libera dell'operazione Igea, voluta dal ministro della Difesa Lorenzo Guerini in accordo con il ministro della Salute Roberto Speranza.

di Andrea Gagliardi

Covid, i tamponi rapidi per controllare epidemia

2' di lettura

Drive in, posti letto, screening dei tamponi. Sono molti i fronti sui quali è impegnata la Difesa per far fronte all’emergenza Coronavirus. Almeno 30mila tamponi in più alla settimana in tutta Italia saranno garantiti dai “drive in” gestiti dall’esercito, con il via libera dell'operazione Igea, voluta dal ministro della Difesa Lorenzo Guerini in accordo con il ministro della Salute Roberto Speranza. Si comincia con il Lazio – 19 team, composti ognuno da un ufficiale medico e da due sottufficiali infermieri – ma anche 3 team in Umbria e 5 nelle Marche. In totale sono 200 i drive in resi disponibili dalla Difesa; di questi 124 sono quelli attivati sulla base delle richieste ricevute dalle regioni.

Il ruolo degli ospedali militari

Al Centro Covid-19 del Policlinico Militare “Celio” di Roma sono ricoverati circa 100 pazienti Covid, di cui 60 civili. La struttura, che ha di recente portato a 28 le sale di degenza, è oggi considerata un centro di riferimento nella capitale per i malati di Covid-19, che vengono ospitati anche presso le strutture del Centro Sportivo Olimpico dell'Esercito. Al Centro ospedaliero militare di Milano, invece, sono ricoverate circa 20 persone contagiate dal virus e trasportate in ambulanza dai vicini ospedali “Luigi Sacco” e “Fatebenefratelli”. L'ala del complesso ospedaliero che li ospita, oltre alle sale di degenza, è fornita di un'area di biocontenimento, ambulatori e un dipartimento militare di medicina legale.

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I laboratori per l’esame dei tamponi

Un nuovo laboratorio mobile dell’esercito è aperto dal 30 ottobre in Campania, a Caserta, per l'analisi dei tamponi molecolari. Ne può processare 200 al giorno. Il test viene praticato dal personale fornito dall'Azienda sanitaria locale di Caserta, quindi viene analizzato nel laboratorio mobile dell'Esercito posizionato all'interno della caserma della Brigata Bersaglieri Garibaldi. L’esito viene trasmesso all'Asl che avvisa gli eventuali positivi. A partire da sabato 31 ottobre sono stati attivati anche laboratori a Padova e Milano. E dai primi di novembre nuove strutture diagnostiche apriranno i battenti a Cagliari e Messina. Nell'area della città militare della Cecchignola, dove da giorni è attivo il Drive in dell'Esercito, i militari hanno iniziato a supportare il personale sanitario della ASL Roma 2 per effettuare tamponi ai bambini provenienti dal Reparto di pediatria dell'Ospedale “Sant'Eugenio”. L'Esercito, inoltre, in Piemonte sta montando delle tensostrutture modulari riscaldate presso alcuni ospedali per contribuire a gestire il sovraffollamento dei posti di degenza a bassa intensità. La prima è stata realizzata presso l'ospedale di Rivoli (Torino).

A Milano test rapidi per scuole con l’aiuto dell’esercito

La prossima settimana partono a Milano, sempre con l’aiuto dell’esercito, i test antigenici rapidi per il mondo della scuola . «Sui test rapidi la gara è stata conclusa - ha spiegato il direttore genarle di Ats Milano, Walter Bergamaschi - la Lombardia ha acquistato circa 1 milione e 200 mila test rapidi quindi 400 mila test saranno a disposizione di Ats della Città metropolitana. Noi stiamo già lavorando con l'esercito per realizzare dei grandi drive through per il mondo della scuola a cui prioritariamente sottoporre il test antigenico. Uno ormai è stato definito come localizzazione, sarà nel grande parcheggio vicino al Parco di Trenno e stiamo ragionando di farne almeno un altro nella città di Milano. Per dare anche un po' di supporto ai drive through esistenti negli ospedali milanesi»


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