Integratori

Dagli «scarti» del limone un aiuto contro le malattie cardiovascolari

Ricerca promossa dall’Enea in collaborazione con la startup Navhetec e l'Agrumaria Corleone

di Davide Madeddu

(IgorZh - stock.adobe.com)

2' di lettura

Dagli scarti del limone integratori e nutraceutici contro il rischio cardio-vascolare. È l'iniziativa promossa dall'agenzia di ricerca Enea con la startup Navhetec e l'Agrumaria Corleone (azienda attiva dal 1890 nella valorizzazione della qualità degli agrumi di Sicilia).
Punto di partenza alcuni studi effettuati, in vivo e in vitro, da Navhetec (startup innovativa e spin off accademico dell'università di Palermo) che «già nel 2015 hanno dimostrato una forte azione di riduzione della crescita di cellule tumorali». Oltre a studi in corso che «ne evidenziano le proprietà antinfiammatorie»

Non solo, come chiariscono dall’Enea «nel 2019, a seguito della sperimentazione del sistema brevettato su alcuni volontari sani, è emersa una riduzione di alcuni fattori di rischio cardiovascolare, quali colesterolo-Ldl e circonferenza vita».La metodologia brevettata si basa sull'utilizzo della tecnologia “separazione su membrana”, messa a punto dall’Enea, abbinata a successive fasi di incapsulamento ed essiccazione attraverso quella che viene chiamata tecnologia di spray-drying o essiccazione a spruzzo: in questo modo dagli scarti e dai sottoprodotti ottenuti durante la lavorazione del limone si ottengono delle piccolissime sfere ricche di composti bioattivi come acidi nucleici, polifenoli, lipidi e proteine denominate nanovescicole.

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«Il brevetto, utile anche per la formulazione di cibi e bevande con proprietà nutraceutiche, si ispira al principio zero waste nei processi produttivi – dice Paola Sangiorgio, ricercatrice del Laboratorio Bioprodotti e Bioprocessi del Centro Ricerche Enea della Trisaia – ed è in grado di rispondere sia a esigenze ambientali che economiche, legate da una parte all'abbattimento dei costi di smaltimento e dall'altra alla trasformazione degli scarti agroindustriali in bioprodotti ad alto valore aggiunto».

Il brevetto, come chiariscono dall'Enea, è applicabile anche ad altre matrici vegetali e consente di ottenere un prodotto di facile dosaggio ed utilizzo, ad alta stabilità e conservabilità, facilmente trasferibile su scala industriale, con costi e tempi di produzione ridotti rispetto alle tecniche tradizionali di ultracentrifugazione.

L’iniziativa fa parte delle attività di ricerca e sviluppo che l'agenzia di ricerca porta avanti all’intero dei programmi per il miglioramento e la sostenibilità dei processi di produzione e l'applicazione dei principi di economia circolare attraverso l'impiego degli scarti agroalimentari per ottenere nuovi materiali e intermedi da utilizzare nei settori food e no-food.

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