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Il melograno è un superfood: dai suoi scarti integratori e alimenti nutraceutici

Progetto NewTriPome portato avanti dall’Enea per valorizzare le sue proprietà antimicrobiche, antinfiammatorie e antitumorali

di Davide Madeddu

(cosma - stock.adobe.com)

2' di lettura

Dagli scarti del melograno molecole benefiche per integratori e alimenti nutraceutici. È quanto prevede il progetto NewTriPome portato avanti dall’agenzia di ricerca Enea attraverso quattro laboratori del centro di ricerche di Casaccia a Roma da tempo impegnati in attività di ricerca su salute, biotecnologie e agroalimentare.

«Il melograno è un “super food” per le sue proprietà antimicrobiche, antinfiammatorie e antitumorali, dimostrate in estratti ottenuti direttamente dal frutto – premette Gianfranco Diretto, responsabile del Laboratorio Enea di Biotecnologie –. Ora, la novità che vogliamo introdurre con NewTriPome è quella di ricavare biomolecole attive per la protezione della salute umana anche dagli scarti della coltivazione o della lavorazione del frutto per produrre alimenti e succhi».
Non solo, tra gli obiettivi della ricerca anche la valorizzazione dei sottoprodotti provenienti da attività agricole e agroindustriali. Un’attività che «avrebbe significative ricadute anche in termini di economia circolare, anche in considerazione del trend in crescita sia nella coltivazione del melograno che nel consumo del suo frutto».

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L’attività dei quattro laboratori sarà finalizzata a identificare le biomolecole attive presenti negli scarti della pianta e del frutto. Successivamente, come argomenta spiega Barbara Benassi, responsabile del Laboratorio Enea di Salute e ambiente, si andrà avanti per «per studiare la loro attività antinfiammatoria, antiossidante e antimicrobica in modelli sperimentali umani di epitelio intestinale, tessuto epatico e componente macrofagica, ossia quelle cellule immunitarie che nel nostro corpo svolgono il ruolo di spazzini».

A supporto dell’attività portata avanti dai ricercatori del centro ricerche ci sarà il lavoro del supercomputer Cresco6, utilizzato per «l’analisi di dinamica molecolare in grado di identificare i principi attivi utili per la definizione della formulazione specifica dei prodotti nutraceutici e degli integratori alimentari che potranno agire su stress ossidativo e infiammazioni, responsabili dell'insorgenza di diverse patologie cronico-degenerative e dell'invecchiamento dei tessuti».

Il progetto sul melograno si inserisce nell’ambito di un programma di ricerche che in passato ha interessato la nocciola, lo zafferano, il pomodoro, lo zenzero selvatico, il basilico, il shiso e il crescione, ma anche di scarto come le pale del fico d'India e quelle provenienti dai fiori della Melissa officinalis.

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