Emergenza Covid

Riaperture, dagli stadi agli uffici pubblici: il calendario del Governo

L’esecutivo: «Concreta possibilità di recuperare gradualmente normali livelli di apertura nelle attività sociali, culturali e sportive»

di Andrea Gagliardi

Rezza: "Effetto riapertura scuole su casi Covid? Presto per dirlo"

3' di lettura

«La vaccinazione è alla base della ripresa, gli scolari sono tornati a scuola: è stato un passaggio difficile ma tutto sommato risolto con successo. Questa constatazione ci dice che questo è un ingrediente fondamentale per la crescita, da proteggere in tutti i modi». Le parole del premier Mario Draghi in conferenza stampa sono indicative di quanto il governo punti su un alto tasso di vaccinazione (nei prossimi giorni sarà raggiunto il traguardo dell’80% di over 12 immunizzati) per un rapido ritorno alla normalità

Obiettivo ritorno a complete aperture

E in tal senso vanno letti anche alcuni passaggi della Nota di aggiornamento al Def approvata in Consiglio dei ministri il 29 settembre. «L’andamento dei contagi e degli indicatori di pressione sul sistema ospedaliero italiano sarà costantemente monitorato e si valuteranno attentamente gli effetti sui contagi dell’avvio dell’anno scolastico e del prossimo ritorno al lavoro in presenza nel settore pubblico - si legge -. Vi è tuttavia una concreta possibilità di recuperare gradualmente normali livelli di apertura nelle attività sociali, culturali e sportive, il che contribuirà a raggiungere il livello di Pil trimestrale precrisi entro la metà del prossimo anno»

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Da ottobre stadi al 75% di capienza, cinema e teatri all’80%

Si tratta di una marcia fatta di step graduali. Alcuni ancora da mettere a punto. Del resto non c’è ancora una data per l’abolizione di tutte le restrizioni legate al Covid. Il primo passo sarà l’aumento della capienza di impianti sportivi e spettacoli. La prossima settimana il Cdm tradurrà in una norma il parere con cui il Comitato tecnico scientifico che, interrogato dal Governo, ha dato il via libera (in zona bianca e con il green pass più mascherina) alla possibilità stadi di ampliare al 75% (oggi è al 50%) la capienza degli stadi all'aperto, mentre i palazzetti al chiuso potranno riempirsi fino 50 per cento (oggi siamo al 35%). Teatri, cinema e sale da concerto potranno invece vendere i biglietti contando sul 100% degli spettatoti se gli spettacoli sono all'aperto e sull'80% se al chiuso.

Il parere del Cts non soddisfa in pieno le richieste arrivate soprattutto dal settore dello spettacolo, che chiede un ritorno al 100% delle capienze, in particolare per cinema e teatri. Ma è probabile che il governo sposerà la tesi del Cts rinviando la riapertura totale a un secondo momento.

Dal 15 ottobre ritorno in ufficio (con orari flessibili)

Dal prossimo 15 ottobre diventa poi ufficiale il ritorno alla presenza in ufficio come «modalità ordinaria» del lavoro pubblico. Ora toccherà a un decreto della Funzione pubblica fissare le modalità del rientro, insieme alle Linee guida realizzate con il ministero della Salute per le verifiche sul Green Pass e la gestione del nuovo obbligo. Tornano dunque in ufficio a metà ottobre i tre milioni e duecentomila dipendenti pubblici. Ma il nuovo quadro aprirà la porta a orari più flessibili di entrata e uscita, con l'obiettivo di ridurre l'affollamento sui mezzi pubblici nelle ore di punta e reintrodurrà l'accordo individuale per lo smart working. Che le amministrazioni potranno continuare a concedere ad alcune condizioni: per tenere una quota di dipendenti in lavoro agile occorrerà accertarsi che questa scelta non pregiudichi l'erogazione dei servizi agli utenti.

Verso un mix di presenza e smart working nel privato

Dal 15 ottobre per chi lavora in smart working nel settore privato le cose invece non cambieranno. Allo stato attuale non ci saranno novità almeno fino alla fine dell'anno. Il 31 dicembre scadrà (a meno che il Governo non decida di ricorrere all'ennesima proroga) lo stato di emergenza, che fa da cornice giuridica al regime semplificato per lo smart working nel privato. Un regime che consente ai datori di lavoro di poter attivare lo strumento con un atto unilaterale, senza cioè dover sottoscrivere un accordo individuale, come invece previsto dalla legge ordinaria. Dopodiché dovranno essere applicate le nuove regole, post-emergenza, che potrebbero anche “ufficializzare” l'arrivo del lavoro “ibrido”, un mix tra lavoro in presenza e da remoto.

Il nodo riapertura delle discoteche

Resta per ora congelato invece il capitolo discoteche, unica attività ancora chiusa. Anche se cresce il pressing bipartisan per la riapertura. «In tutti i Consigli dei ministri io chiedo di valutare la riapertura» ha detto ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti all’assemblea di Confcommercio. E anche secondo il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, è arrivato il momento di «riaprire le discoteche e i locali con tutte le regole del caso e il Green pass». Per «Il 7 ottobre - ha preannunciato Gianni Indino, presidente del Silb-Fibe Emilia-Romagna, il sindacato dei locali da ballo di Confcommercio - si riuniranno a Roma i nostri organi federali e se a quella data non si sarà ottenuto l’ok alla ripartenza delle attività di ballo o almeno un tavolo istituzionale in cui discuterne, si deciderà di mettere in campo quelle proteste molto rumorose che abbiamo annunciato»



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