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Fisco, partite Iva: ecco chi rischia la bocciatura con il passaggio agli Isa

Professionisti e imprese fanno i conti con i nuovi indici sintetici di affidabilità fiscale: chi era promosso nel vecchio sistema può ottenere oggi risultati molto diversi

di Valentina Melis, Lorenzo Pegorin e Gian Paolo Ranocchi


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3' di lettura

A parità di dati inseriti, Isa e studi di settore possono dare risultati molto diversi. Un contribuente che risultava congruo e coerente rispetto agli studi, infatti, può ottenere un voto insufficiente con l’applicazione dei nuovi indici sintetici di affidabilità fiscale. Altri, non congrui rispetto agli studi, sono ampiamente promossi. Lo rivelano le prime elaborazioni effettuate per alcune tipologie di contribuenti. Naturalmente, bisogna evidenziare che la platea dei soggetti Isa è formata da 3,6 milioni di imprese e professionisti. Sarebbe quindi improprio bocciare il nuovo strumento sulla base delle prime elaborazioni. I sei casi considerati in queste pagine però possono servire a stimolare la riflessione e a evidenziare che man mano che gli Isa saranno applicati ai casi concreti, le distorsioni che potranno emergere saranno numerose.

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Peraltro, i tempi a disposizione dei professionisti sono stretti: il Consiglio nazionale dell’Ordine dei commercialisti e degli esperti contabili ha già sottolineato che nonostante la proroga dei versamenti fiscali al 30 settembre, restano elementi di preoccupazione, e hanno chiesto che l’applicazione dei nuovi indici per quest’anno sia facoltativa.

Il confronto fra gli isa e gli studi di settore

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Un sistema diverso rispetto al passato

Oltre che nella logica di utilizzo del risultato ottenuto dall’elaborazione della posizione individuale (accertamento o premialità), studi di settore e Isa si differenziano anche per il sistema applicativo che li caratterizza. Gli studi, infatti, stimavano la congruità dei ricavi e dei compensi del contribuente in relazione all’analisi del sistema complessivo di gestione dell’attività economica esercitata, comparata con soggetti strutturalmente analoghi. Gli Isa, invece, stimano l’affidabilità fiscale dei comportamenti imprenditoriali o professionali dei singoli contribuenti in relazione a una serie di indici (di affidabilità e anomalia) che insieme contribuiscono all’attribuzione del voto finale. Potremmo dire, forzando di molto il concetto e il parallelismo, che nel nuovo sistema Isa, al punteggio di affidabilità contribuiscono più elementi analoghi agli indici di coerenza e di normalità economica che prima negli studi di settore spesso non incidevano nemmeno sulla stima di congruità di ricavi e compensi. Il sistema, quindi, non è paragonabile. Come pure è concettualmente sbagliato pensare che un soggetto che prima era congruo per i ricavi o compensi stimati dagli studi di settore, possa naturalmente a parità di dati vedersi attribuire un punteggio di elevata affidabilità fiscale.

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I risultati delle elaborazioni

In base alle elaborazioni reppresentate in pagina, tre contribuenti congrui al dato puntuale di Gerico negli studi di settore si vedono ora attribuire dagli Isa un punteggio insufficiente, con una richiesta più o meno consistente di integrazione in termini di ricavi e/o compensi per uscire dal rischio controlli (cioè per ottenere un punteggio pari a 6,01) o entrare nel regime premiale (ottenendo almeno 8).

Spicca il medico che prima era congruo negli studi di settore (per quanto non coerente) e che ora finisce dietro la lavagna con un tranciante «1». In un caso, peraltro piuttosto sorprendente (società immobiliare di gestione), invece, a fronte di un resoconto di non congruità e di non coerenza del precedente studio di settore, gli Isa attribuiscono addirittura un bel 10, con la soluzione incorporata per il rischio società di comodo. Nel caso del commerciante al dettaglio di carni, a fronte di un riscontro di non congruità e coerenza degli studi di settore, il software Isa sforna un (equilibrato) 7,10. C’è poi il notaio, con 1 milione 335 mila euro di compensi e oltre 770mila euro di reddito annuo, prima congruo e coerente, che con gli Isa porta a casa una striminzita sufficienza: 6,4.

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Tutto logico? Sul piano tecnico qualche perplessità resta. Per i voti degli Isa, la spiegazione c’è. Per il notaio il problema è rappresentato da una serie (modesta) di prestazioni non in linea con il tariffario professionale, mentre per il medico la criticità è legata ai compensi troppo modesti che fanno sballare tutti gli indicatori previsti per «singolo addetto» (nonostante si tratti di un medico in pensione che lavora poche settimane all’anno e negli Isa, contrariamente che negli studi, non è possibile indicare la quantità di tempo dedicato all’attività professionale, salvo utilizzare lo spazio annotazioni). D’altro canto, è già stato anticipato che gli Isa per un cospicuo numero di attività professionali/di impresa vanno revisionati già da quest’anno, perché è emerso che presentano non poche criticità sul piano operativo.

Resta il disorientamento. Perché, a prescindere dalle spiegazioni tecniche, i risultati andranno poi spiegati agli stessi clienti che l’anno scorso, più o meno a parità di dati, si sono sentiti dire «tutto bene».

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