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Dagli Usa a Varese, nuova produzione per Grunenthal

La big pharma sposta ad Origgio le realizzazione di un noto antidolorifico

di Natascia Ronchetti

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Concorrenza. Cina e India da tempo competono con prezzi mediamente più bassi del 25% rispetto a quelli europei: l'80% delle molecole arriva infatti dai due giganti asiatici

2' di lettura

Grunenthal porta in Italia la produzione di un antiemicranico basato sul principio attivo zolmitriptan e fa del proprio stabilimento di Origgio, in provincia di Varese, il primo polo produttivo in Europa di farmaci per la terapia del dolore.

Per la big pharma tedesca (la sede è ad Aquisgrana) una operazione da 15 milioni di euro in due anni, con la demolizione di una vecchia area della fabbrica lombarda e la costruzione di un reparto nuovo dove sarà trasferita l’intera linea produttiva del farmaco, fino ad ora insediata nel Regno Unito e negli Stati Uniti.

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«Una revisione organizzativa che ci consente di portare in Italia tutta la filiera e di averne il controllo», spiega Aldo Sterpone, general manager della multinazionale, che impiega 4.700 persone nel mondo, dislocate in cinque stabilimenti presenti, oltre che in Italia, in Germania, Svizzera, Ecuador e Cile. Un pezzo di un piano di crescita portato avanti a colpi di acquisizioni, per sostenere l’attività di ricerca e sviluppo – a cui Grunenthal destina ogni anno circa il 30% del volume d’affari - e per diminuire contemporaneamente anche la dipendenza da Paesi terzi. Il farmaco è stato acquistato dal colosso anglo-svedese AstraZeneca, con l’obiettivo di rafforzare il core business dell’azienda tedesca. Grunenthal è infatti specializzata nella terapia del dolore severo ed è presente in Italia dal ’96, da quando rilevò, ad Origgio, Formenti Farmaceutici, società interamente a capitale italiano che fino ad allora aveva servito unicamente il mercato domestico. La sede di Origgio, nel corso degli anni, è diventata anche la prima filiale al mondo per fatturato della multinazionale, con una produzione che si avvicina a 2 miliardi di pezzi all’anno. «Con questo investimento eliminiamo molte complicazioni logistiche e normative. E questo ci permette di essere maggiormente competitivi – dice Giovanni Marangoni, direttore dello stabilimento -. Riusciremo anche a creare occupazione. Abbiamo già previsto una trentina di nuovi posti di lavoro». Esteso su un’area di 50mila metri quadrati, con 370 addetti sui 550 totali in Italia, attraverso la produzione conto terzi il polo italiano di Grunenthal funziona anche come porta di ingresso in Europa per aziende farmaceutiche dell’Estremo Oriente. Con il reshoring da Usa e Regno Unito la capacità produttiva aumenterà del 30%. E lo stabilimento consoliderà un forte profilo internazionale: la produzione italiana è già destinata per oltre il 90% all’estero, dall’Europa agli Usa all’America Latina. L’azienda tedesca, che è stata fondata subito dopo la fine della seconda guerra mondiale, è specializzata in farmaci contro il dolore post-operatorio, la lombalgia cronica, l'osteoartrosi, le neuropatie locali periferiche. La costruzione del nuovo reparto è prevista entro quest’anno.

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