Medici e infermieri in prima linea

Dai 33mila precari alla foto con i leader del G20, riflettori accesi sugli angeli del Covid

Tra il vertice internazionale e la possibilità che nella manovra entri la stabilizzazione

G20, per la foto di gruppo anche medici e operatori sanitari

3' di lettura

Due occasioni che, nella sostanza, nelle ultime ore hanno riacceso i riflettori sui medici e infermieri e, più in generale, su quel sistema sanitario che nelle ore più difficili della pandemia Covid 19 ha avuto un ruolo in prima linea contro il dilagare dei contagi. La prima: il G20 di Roma. Nella giornata inaugurale del vertice, medici e infermieri della Croce Rossa e dell'ospedale romano Spallanzani sono stati immortalati nella foto di apertura, accanto ai Capi di Stato e di governo.

La seconda: il Ddl di bilancio che il Consiglio dei ministri ha approvato e che attende la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, per poi passare all’esame di Senato e Camera: il provvedimento potrebbe prevedere la stabilizzazione per circa 33mila medici, infermieri e altri operatori sanitari, dopo quasi due anni trascorsi a combattere in prima linea il virus Covid 19 (si veda anche Il Sole 24 ore del 31 ottobre). Se, come diceva Agatha Christie, “due coincidenze fanno un indizio”, allora “gli angeli del Covid” sono tornati, negli ultimi giorni, sotto i riflettori.

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La foto di gruppo, prima di tutto. Probabilmente il G20 sul clima che si è chiuso da poche ore nella capitale, con il presidente del Consiglio Mario Draghi a parlare nella conferenza stampa conclusiva di «vertice di sostanza», sarà ricordato (e raccontato) anche con quella immagine. Gli eroi “dell’Italia che aiuta”, nella tempesta della pandemia, si sono meritati il palcoscenico mediatico: medici e infermieri della Croce Rossa e dell’ospedale romano Spallanzani in mezzo ai leader della Terra nella foto inaugurale del G20 di Roma. L’immagine simbolo del summit presieduto dall’Italia è un omaggio alla prima linea della lotta contro il coronavirus.

Ognuno fotografato accanto a un leader

Tutto, il giorno di apertura del vertice internazionale, è accaduto in pochi minuti. Dopo il tradizionale scatto che ha riunito capi di Stato e di governo, alla Nuvola dell’Eur la scena si è riempita di medici, infermieri, ricercatori e volontari che hanno combattuto il nemico invisibile fin dal primo giorno. Ognuno di loro si è posizionato accanto a un leader. Un camice bianco al fianco di un abito scuro, una divisa da soccorso accanto ad una veste tradizionale araba, indiana o africana. Accolti dai big con un applauso, che si è fatto fragoroso a fine cerimonia. “A good idea”, hanno commentato presidenti, primi ministri e cancellieri. «È la foto giusta», ha sottolineato il ministro della Salute Roberto Speranza, perché «i servizi sanitari sono la priorità per la ripartenza in ogni angolo del mondo».

Merkel: «Non eravamo soli, dottori e soccorritori con noi»

Un «omaggio» a chi è ancora impegnato «in prima linea, per il duro lavoro, la dedizione e il sacrificio durante la pandemia», secondo la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, che ha condiviso sui social la foto che la ritrae mentre conversa con un operatore della Croce Rossa. «Non eravamo soli, dottori e soccorritori erano con noi», ha spiegato Angela Merkel, che certamente ricorderà il suo ultimo scatto ad un summit di leader.

Vaia (Spallanzani): «Sanità all’altezza di grande battaglia»

La foto allargata ha voluto rappresentare anche un tributo al modo in cui l’Italia ha gestito e sta gestendo l’emergenza sanitaria, che le è valsa l’unanime riconoscimento internazionale. «Abbiamo rappresentato tutta la sanità italiana, che ha dimostrato di essere all’altezza di una grande battaglia, che stiamo vincendo», ha spiegato il direttore dello Spallanzani Francesco Vaia, ringraziando il premier Draghi per l’iniziativa. «Mai come oggi possiamo dirci orgogliosi di essere un’Italia che aiuta», gli ha fatto eco Francesco Rocca, presidente della Croce rossa italiana.

L’ipotesi di stabilizzare 33mila tra medici e infermieri

E mentre la foto de G20 rimbalza ancora su siti e social, il ministero dell'Economia e quello della Salute stanno valutando l’ipotesi di prevedere nella manovra la stabilizzazione per circa 33mila medici, infermieri e altri operatori sanitari. La soluzione dovrebbe interessare qualche migliaio di specializzandi, i giovani medici che hanno completato la loro formazione direttamente in trincea.

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