La ripresa

Bar, negozi, spiagge, parrucchieri: il calendario delle regioni che vogliono aprire prima

Il governo è pronto a concedere dal 18 maggio aperture differenziate sulla base delle valutazioni del ministero della Salute. Ma continuano a moltiplicarsi gli “strappi” delle regioni. Alcune delle quali hanno già stilato un proprio calendario di riaperture

di Andrea Carli e Andrea Gagliardi

L'Alto Adige accelera verso la fase 3: ecco cosa cambia

Il governo è pronto a concedere dal 18 maggio aperture differenziate sulla base delle valutazioni del ministero della Salute. Ma continuano a moltiplicarsi gli “strappi” delle regioni. Alcune delle quali hanno già stilato un proprio calendario di riaperture


5' di lettura

Una cosa sembra certa. Di fronte al pressing delle regioni il governo è pronto a concedere dal 18 maggio aperture differenziate sulla base delle valutazioni che perverranno dal ministero della Salute. Il piano annunciato lo scorso 26 aprile dal premier Conte (che prevedeva per tutto il territorio nazionale l’apertura di negozi al dettaglio, musei e biblioteche il 18 maggio e quella di bar, ristoranti, parrucchieri e centri estetici il 1° giugno) pertanto, a meno di fatti nuovi, cambierà. Ma la linea dell’esecutivo è che l’ultimo Dpcm in vigore fino al 17 maggio non subirà modifiche.

Fino ad allora, perciò, non saranno consentite nuove aperture. Eppure continuano a moltiplicarsi gli “strappi” delle regioni. Il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia in una lettera alle regioni ha puntualizzato: «Ritengo imprescindibile che le ordinanze delle Regioni prevedano, espressamente, il rispetto dei protocolli per la sicurezza dei lavoratori che saranno individuati con apposite linee guida definite dal Comitato tecnico scientifico e dall'Inail».

Ma i governatori più 'aperturisti' - il veneto Zaia, il ligure Toti, e il friulano Fedriga - mordono il freno, sempre più insofferenti a lacci e paletti. Il 18 maggio 'liberi tutti', del resto, è la linea sposata dalla conferenza Stato-Regioni e sostenuta dal presidente Stefano Bonaccini, governatore dem dell'Emilia Romagna. Alcune Regioni hanno già stilato un proprio calendario, rischiando di andare incontro ad una impugnativa del governo. Come è già successo per la Calabria e la provincia autonoma di Bolzano (qui i negozi hanno riaperto sabato 9 maggio, anche se il ministro Boccia ha annunciato l’impugnazione della legge nella parte relativa al rispetto delle norme sulla sicurezza).Il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti ha annunciato un ddl per anticipare le aperture. Mentre Toti ha preannunciato un’ordinanza («d'intesa con altre Regioni») in vigore dalla mezzanotte di domenica nella quale si dice «che dal 18 riaprono bar, ristoranti, parrucchieri, estetisti e negozianti, perché non possiamo aspettare più neanche un'ora».

Ma diamo uno sguardo alle norme già approvate e annunciate a livello regionale.

Negozi al dettaglio
I negozi al dettaglio, in base alla legge approvata dal consiglio provinciale dell’Alto Adige (impugnata dal governo «in assenza delle linee guida sul lavoro, limitatamente alle parti in contrasto con le regole sulla sicurezza sul lavoro») hanno aperto sabato 9 maggio in provincia di Bolzano. Possono alzare le saracinesche dall’11 maggio in Sardegna le attività commerciali - come negozi di abbigliamento e calzature, gioiellerie e profumerie - in quei comuni dove l'indice di contagio Rt sarà uguale o minore di 0.5. Lo prevede un’ordinanza firmata sabato scorso dal governatore Christian Solinas. I sindaci della Città Metropolitana di Cagliari e quello di Sassari hanno annunciato però che non emetteranno ordinanze in tal senso.

Parrucchieri e centri estetici
Lunedì 11 maggio aprono parrucchieri e centri estetici in Alto Adige e in Sardegna (dove vale però anche in questo caso della regola dell’indice di contagio uguale o inferiore a 0,5). In Puglia e Abruzzo, in base a ordinanze approvate dai presidenti di Regione, questi esercizi commerciali potranno tornare in attività il 18 maggio. È intenzione della Regione Liguria «far riaprire parrucchieri, estetisti e negozianti dal 18 maggio. Già dall'11 maggio possono andare nelle loro attività a preparare la riapertura» ha spiegato il governatore Toti.

Bar e ristoranti
Sempre l’11 maggio tornano a lavorare a regime (non solo con il take away) bar e ristoranti in Alto Adige. Bar e ristoranti dovrebbero riaprire in Liguria dal 18. Mentre su questo fronte va ricordato che dal 30 aprile in Calabria era «consentita la ripresa delle attività di bar, pasticcerie, ristoranti, pizzerie, agriturismo con somministrazione esclusiva attraverso il servizio con tavoli all’aperto». Il 9 maggio è giunto lo stop del Tar che ha ordinato di abbassare le saracinesche a tutti quei locali - soprattutto a Cosenza visto che negli altri capoluoghi i sindaci avevano già stoppato il provvedimento regionale - che negli ultimi giorni avevano avviato una parvenza di ritorno alla “normalità” riprendendo il servizio ai tavoli.

Seconde case
La Regione Liguria ha annunciato che dall’11 maggio è consentito «alle famiglie di andare nelle seconde case con l’intero nucleo familiare, di andare in barca con l'intero nucleo familiare e di fare sport nell'intero territorio regionale». Anche in Sicilia è consentito andare nelle seconde case, ma come trasferimento per la stagione estiva. Nella maggior parte delle altre regioni lo spostamento nelle seconde case è in generale consentito finora solo per lavori di manutenzione e rientro in giornata.

Musei e biblioteche
In anticipo sulla data nazionale prevista il 18 maggio, l’Alto Adige consente l’apertura dei musei sin dall’11 maggio. Il Comune di Milano ha già deciso che il 18 maggio riapriranno le biblioteche, dopo una riorganizzazione degli spazi per garantire il distanziamento dei dipendenti e di questi con i cittadini.

Mentre il 19 maggio dopo oltre due mesi di chiusura torneranno in attività i musei civici della città. Ma sarà una riapertura, sperimentale, a giorni alterni, con ingressi contingentati in base alla dimensione, ingressi scaglionati a orari definiti e con l'obbligo di prenotazione e acquisto online del biglietto.

Servizi per l’infanzia
I servizi di assistenza all’infanzia potranno riprendere già dal 18 maggio, con gruppi ridotti, in Alto Adige. Va ricordato che il «piano per l'infanzia» presentato dal dipartimento della Famiglia del ministro Elena Bonetti al Comitato tecnico scientifico (che deve ancora dare il suo parere) prevede dal 18 maggio e per tutto il periodo estivo la possibilità per gli enti interessati di avviare percorsi di “outdoor education”, cioè attività organizzate all'aperto per i bambini dai 3 anni in su nell'ambito di parchi, giardini o luoghi similari (ad esempio fattorie didattiche o cortili condominiali, e così via).

E dal 1° di giugno e per tutto il periodo estivo la riattivazione dei servizi educativi per la fascia 0-6 anni e via libera ai centri estivi per bambini e ragazzi, anche utilizzando le potenzialità di accoglienza (soprattutto spazi verdi) delle scuole, degli asili, ludoteche e oratori.

Messe
Va ricordato infine che dal 18 maggio i fedeli potranno tornare a messa, in base a un protocollo firmato dal Presidente della Cei, cardinale Gualtiero Bassetti, dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e dal ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese. Previsti ingressi contingentati e obbligato di mascherina. Si continuerà ad omettere il segno della pace.

Teatri e cinema
Una delle ipotesi su cui sta ragionando il governo, sulla base delle misure suggerite dal Comitato tecnico scientifico, è quella che prevede la riapertura di teatri (e sale da concerto all’aperto) e cinema dalla prima settimana di giugno, con regole precise per permettere agli spettatori, così come sarà per i fedeli in chiesa, di partecipare a spettacoli rispettando distanziamenti e sicurezza. Per quanto riguarda ad esempio le rappresentazioni teatrali, tra le condizioni c’è quella che gli spettatori mantengano tra di loro una distanza di almeno un metro e indossino la mascherina. Non potranno entrare in presenza di sintomi respiratori e/o una temperatura corporea oltre i 37 gradi e mezzo. Le stesse condizioni dovranno essere rispettate dagli artisti e dalle maestranze.

Chi organizza questi spettacoli dovrà garantire l’accesso contingentato in maniera ordinata. Dovranno esserci contenitori con sostanze igienizzanti all’ingresso dello spazio aperto o chiuso dove andranno in scena gli spettacoli. Andrà garantita una periodica pulizia e igienizzazione degli ambienti chiusi e dei servizi igienici di tutti i luoghi interessati dall’evento, soprattutto al termine di ciascuno spettacolo. È vivamente sconsigliata la consumazione di cibo e bevande, operazione che implicherebbe la rimozione delle mascherine, così come pure la vendita al dettaglio di bevande e generi alimentari in occasione di questi eventi, compresa l’attività di vendita diretta agli spettatori in seduta durante lo svolgimento degli spettacoli. Ogni decisione sarà presa con un occhio sull’andamento dei contagi.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti