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Dai vaccini al test salivare, Italia in prima fila nella lotta al Covid 19

Dalle tre aziende del Tecnopolo di Pomezia all’università dell’Insubria, la partita su più fronti è già iniziata

Coronavirus: patto mondiale per vaccino, raccolti 7,4 mld

Dalle tre aziende del Tecnopolo di Pomezia all’università dell’Insubria, la partita su più fronti è già iniziata


2' di lettura

Mentre l’Italia compie i primi passi nella fase due di gestione dell’emergenza coronavirus, quella in cui la convivenza con il Covid-19 è all’ordine del giorno, il paese “gioca” in prima linea anche in vista della fase 3, quella in cui ci sarà un vaccino. Sono infatti una novantina i candidati vaccini anti Covid allo studio in tutto il mondo: l’Italia è in ottima posizione, con due candidati messi a punto nel nostro Paese e infrastrutture per la produzione.

Allo stesso tempo, il paese è in campo e dice la sua in un’altra partita, preliminare alla precedente. È quella del contenimento dei contagi dopo la fine del lockdown: il test rapido salivare (Trs) in grado di rilevare il coronavirus «in pochissimi minuti funziona e sarà presto messo in commercio con un vero e proprio kit», ha comunicato l’Azienda sanitaria territoriale dei Sette Laghi, in collaborazione con l’Università dell’Insubria di Varese.

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Tre aziende del Tecnopolo di Pomezia in corsa per il vaccino
Per quanto riguarda il vaccino, i due candidati vaccini sono in fase di sperimentazione preclinica da parte di due aziende, entrambe attive nel Tecnopolo della zona Castel Romano - Pomezia, la Takis e la ReiThera. Una terza azienda, la Irbm, è invece impegnata nella produzione delle dosi del vaccino messo a punto dall’Università di Oxford e destinate alla sperimentazione clinica. La Takis ha ottenuto nei topi alti livelli di anticorpi con capacità neutralizzante da un candidato vaccino che utilizza il materiale genetico della proteina Spike, utilizzata dal virus per invadere le cellule, e la tecnica dell’elettroporazione, che consiste in un’iniezione nel muscolo seguita un brevissimo impulso elettrico che facilita l’ingresso del vaccino nelle cellule, attivando il sistema immunitario. La Reithera ha ottenuto negli animali la produzione di alti livelli di anticorpi da un candidato vaccino basato anche questo sulla proteina Spike e che utilizza un adenovirus degli scimpanzè reso inoffensivo e trasformato in una navetta che trasporta al suo interno la sequenza genetica che corrisponde alla proteina Spike.

«Il test rapido salivare pronto prima dell’estate»
E poi c’è un secondo filone, quello del test salivare in attesa del vaccino. All’università dell’Insubria hanno realizzato un test salivare che consente in massino sei minuti di capire se una persona è infettata. Nella testimonianza resa al Messaggero Mauro Fassano, referente per l’innovazione dell’università, ha spiegato che «un’azienda di Reggio Emilia è già al lavoro per realizzare i primi prototipi», e che «nel giro di due settimane saranno pronti. Sceglieremo quello che ci pare più promettente - ha aggiunto - faremo nuove sperimentazioni e se, come pensiamo, i risultati confermeranno quelli che abbiamo già ottenuto, il test potrebbe essere validato e utilizzabile prima dell’estate».

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