Conciliazione vita-lavoro

Dai congedi allo smart working, tutte le novità per chi ha figli fino a 12 anni

Arriva una corsia preferenziale sul lavoro agile per genitori di figli fino a 12 anni e caregivers, e l’ampliamento dei congedi

Lavoro agile ed empowerment femminile, un obbiettivo sociale

3' di lettura

Arrivano nuove misure per conciliare vita e lavoro, a cominciare da un nuovo congedo di paternità di dieci giorni. Il Governo ha dato il via libera a due schemi di decreto legislativo di recepimento di direttive europee. Si tratta di due decreti legislativi: il primo disciplina il diritto all'informazione sugli elementi essenziali del rapporto di lavoro e sulle condizioni di lavoro e la relativa tutela. Il secondo punta a migliorare la conciliazione tra attività lavorativa e vita privata per i genitori e i prestatori di assistenza, in modo tale da rendere più facile la condivisione delle responsabilità di cura tra uomini e donne e la parità di genere in ambito lavorativo e familiare. Le novità si sviluppano su due canali paralleli: una corsia preferenziale sul lavoro agile (o smart working) per genitori di figli fino a 12 anni e caregivers, e l’ampliamento dei congedi.

Smart working: priorità ai genitori con figli fino a 12 anni o disabili e a caregiver

Il primo punto si sviluppa lungo il binario di un maggiore sostegno al lavoro autonomo e priorità nell’accesso allo smart working per i genitori di figli fino a 12 anni. Si punta a salvaguardare soprattutto i genitori con figli fino a 12 anni o con disabilità. «I datori di lavoro pubblici e privati che stipulano accordi per l’esecuzione della prestazione di lavoro in modalità agile - si legge nel decreto - sono tenuti in ogni caso a riconoscere priorità alle richieste formulate dalle lavoratrici e dai lavoratori con figli fino a dodici anni di età o senza alcun limite di età nel caso di figli in condizioni di disabilità». La stessa priorità nell’accesso allo smart working è riconosciuta ai caregiver.

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Aumenta il limite di età del figlio per vedersi riconosciuto il congedo parentale

C’è poi il secondo punto: il nuovo congedo parentale. Aumenta da sei a 12 anni il limite di età del figlio per avere il congedo parentale parzialmente indennizzato (al 30%) mentre crescono da sei a nove i mesi per i quali si ha diritto all’indennizzo sui 10 complessivi (11 se il padre chiede l’astensione facoltativa per almeno 5 mesi). Sale a 11 mesi anche il periodo di congedo che può chiedere un genitore solo e viene confermato il periodo di 10 giorni di congedo obbligatorio per il padre dando la possibilità di chiederlo anche negli ultimi due mesi di gravidanza oltre che nei primi cinque mesi di vita del bambino. Il congedo è fruibile, entro lo stesso arco temporale, anche in caso di morte perinatale del figlio.

Le sanzioni

Il rifiuto, l’opposizione o l’ostacolo all’esercizio dei diritti di assenza dal lavoro - sottolinea il decreto a proposito del congedo di paternità obbligatorio - è punito con la sanzione amministrativa da 516 a 2.582 euro.

Diritto a ferie e tredicesima

Oltre a essere indennizzabile più a lungo, il nuovo congedo parentale prevede anche il diritto a ferie e tredicesima (ratei che non erano riconosciuti con il vecchio congedo). Sale inoltre a nove mesi (da sei) il congedo per i lavoratori iscritti alla Gestione separata con tre mesi per ciascun genitore e ulteriori tre mesi in alternativa tra loro.

Il lavoratore non può essere demansionato

È chiarito anche che il lavoratore che chiede di far valere i suoi diritti non può essere licenziato né demansionato. «La lavoratrice o il lavoratore che richiede di fruire del lavoro agile - si legge nello schema di decreto - non può essere sanzionato, demansionato, licenziato, trasferito o sottoposto ad altra misura organizzativa avente effetti negativi, diretti o indiretti, sulle condizioni di lavoro. Qualunque misura adottata in violazione del precedente periodo è da considerarsi ritorsiva o discriminatoria e, pertanto, nulla».


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