l’avvio della scuola

Dai corsi di recupero agli stop per elezioni, il calendario a ostacoli di settembre

Il primo settembre lezioni in presenza per i circa 600mila che hanno avuto insufficienze in pagella, il 14 la prima campanella nella maggior parte delle regioni, il 20 lo stop per le regionali e due settimane dopo per i ballottaggi delle comunali

di Mariolina Sesto

(ANSA)

3' di lettura

Roadmap di apertura della scuola impegnativa a settembre. Alcune aule di fatto tornano ad essere aperte e funzionanti già dal primo settembre: sono infatti in programma i corsi di recupero per chi ha avuto insufficienze in pagella. Subito dopo inizieranno a suonare le prime campanelle con calendario differenziato regione per regione. Ma il 20 settembre ci sarà uno stop per tutti gli istituti che si trovano in regioni o comuni che vanno al voto. E, laddove ci si trovi in comuni sopra i 15mila abitanti, le elezioni imporranno un doppio stop: per il primo e il secondo turno elettorale 15 giorni dopo. E il ministero dell’Istruzione ricorda che dal 24 agosto parte un help desk per gli istituti: si tratta di un servizio dedicato alla ripresa a cui le scuole potranno rivolgersi in caso di dubbi e quesiti. L'help desk sarà attivo dal lunedì al sabato, dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18.

Il primo settembre corsi di recupero per circa 600mila studenti

Il primo banco di prova per la riapertura dell’anno scolastico sarà l’1 settembre. L’appuntamento è con i corsi di recupero che le scuole devono organizzare per gli studenti che hanno riportato insufficienze in pagella. Gli interessati, stando alle stime sulla base vdegli anni precedenti, dovrebbero essere circa 600mila ragazzi delle scuole superiori. Dopo la prova dell’esame di maturità giugno, toccherà di nuovi a questi istituti affrontare la prova dei corsi in presenza. Per questo motivo, i presidi attendono il protocollo sulla riapertura ben prima del 14 settembre per poter organizzare questa fase precedente all’avvio delle lezioni.

Loading...

Il 7 settembre prima campanella da Bolzano a Vo
Ci sono poi dei territori che hanno autonomamente deciso di riaprire i battenti della scuola prima del 14 settembre. È il caso della provincia autonoma di Bolzano che, tradizionalmente, anticipa un po’ ogni anno il rientro a scuola. Stessa data è stata scelta dal comune veneto di Vo, noto per essere stato uno dei primi focolai (insieme a Codogno, nel mese di marzo. La decisione è stata prese per “rodare” l’organizzazione scolastica in vista della visita del Presidente Sergio Mattarella, prevista per il pomeriggio del 14 settembre.

Il 14 settembre il rientro nella maggior parte delle regioni

La data simbolica della ripartenza della scuola post Covid è il 14 settembre, quando la prima campanella in presenza squillerà nella maggior parte delle Regioni. Per questa data, regole anti contagio, didattica e personale dovranno essere pronti per affrontare il passo più delicato dopo la fase acuta della pandemia.

Il 20 settembre si chiude per elezioni

Appena sei giorni dopo l’avvio dell’anno scolastico arriverà il primo stop: in Puglia, Campania, Val d’Aosta, Toscana, Marche e Liguria si vota per le regionali e le scuole avranno l’ulteriore compito di ospitare i seggi elettorali. Il governo aveva promesso di trovare una soluzione alternativa ma non risulta che ad oggi (e manca ormai solo un mese al voto) si sia trovata una formula diversa rispetto al passato. Le scuole saranno chiuse sicuramente lunedì 21 (giorno di votazioni) ma anche martedì 22 per lo scrutinio e, forse, un altro giorno per la pulizia e sanificazione degli ambienti.

Il 23 tornano a scuola Sardegna, Puglia e Calabria

Dopo le elezioni apriranno i battenti le scuole delle tre regioni che, autonomamente, hanno deciso di posticipare l’avvio delle lezioni: la Puglia, coinvolta direttamente nella tornata elettorale, ma anche Calabria e Sardegna che, pur non dovendo votare, hanno preferito prendersi qualche giorno di più per organizzare aule, banchi e trasporti.

Il 4 ottobre stop per il ballottaggio nei comuni sopra i 15mila abitanti

Come se non bastasse, ci sarà anche chi sarà costretto a un doppio stop elettorale: saranno i ragazzi il cui istituto si trova in un comune che va al voto e che conta più di 15mila abitanti. In questo caso, essendo previsto anche un turno di ballottaggio, occorrerà cedere le classi ai seggi anche il 4 ottobre. Con ulteriore pausa scolstica.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti