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Dai democratici nuovo piano anti-Covid da 3mila miliardi

Venerdì l’approvazione alla Camera del pacchetto per salvare stati e città dal default. Contrari i repubblicani. Previsti fondi per il voto via mail

di Riccardo Barlaam

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La speaker della Camera Nancy Pelosi

Venerdì l’approvazione alla Camera del pacchetto per salvare stati e città dal default. Contrari i repubblicani. Previsti fondi per il voto via mail


3' di lettura

I democratici della Camera hanno presentato un ambizioso disegno di legge per l'economia anti-coronavirus da oltre 3mila miliardi di dollari che prevede aiuti finanziari per gli stati e le città, gli ospedali e il sistema sanitario, nuove misure di sostegno al reddito degli americani (fino a 6mila dollari a famiglia) e una serie di altre iniziative, tra cui l'obbligo di indossare la mascherina nei luoghi pubblici e sugli aerei.

La proposta di legge è composta da un documento di ben 1.815 pagine messo assieme dalla speaker della Camera Nancy Pelosi, che ha raggruppato tutte le richieste dei democratici. I repubblicani hanno bocciato il provvedimento prima ancora di leggerlo, perché ritenuto troppo ambizioso ed eccessivamente costoso per i già disastrati bilanci federali.

Quinto pacchetto di aiuti
Se approvato si tratterebbe del quinto pacchetto di aiuti anti Covid-19 degli Stati Uniti, con già circa 2800 miliardi stanziati dalle autorità federali, ai quali vanno aggiunte le misure di sostegno ai mercati e all'economia della Fed, con le previsioni nel 2020 di un aumento del deficit federale già oltre i 3.800 miliardi di dollari.

Venerdì 15 maggio i democratici hanno intenzione di approvare il “rescue bill” alla Camera, con il voto per la prima volta consentito da remoto per il coronavirus, nonostante l'opposizione del partito repubblicano.

Aiuti a stati e città, sostegno a lavoro e redditi
In particolare, il provvedimento prevede circa mille miliardi di aiuti per i bilanci degli stati e delle città, in prima linea nella lotta contro il coronavirus, molti di loro a rischio default. È previsto un ampliamento dei sussidi alla disoccupazione per 600 dollari a settimana, così come un altro assegno da 1.200 dollari di sostegno diretto ai cittadini.

Nelle more del provvedimento ci sono anche 25 miliardi per il salvataggio pubblico dell'Us Postal Service – bailout su cui il presidente Trump ha più volte espresso parere negativo – e 3,6 miliardi per la sicurezza delle elezioni presidenziali con l'introduzione del voto via e-mail per tutti i cittadini, anche questa iniziativa contestata dai repubblicani e da Trump per il timore di brogli.

Mutui e detrazioni fiscali
Nelle oltre 1.800 pagine del pacchetto anti Covid, che se approvato supererebbe per importo il totale di quanto già stanziato dai quattro precedenti provvedimenti, ci sono 75 miliardi di aiuti per i mutui e 100 miliardi per gli affitti, l'ampliamento del tax credit per gli americani più poveri, e la sospensione temporanea dei limiti alle deduzioni per le tasse statali e locali introdotte nel 2017 dall'amministrazione Trump.

Il cosiddetto “tax break” è una deduzione che avvantaggia i percettori di redditi più elevati nelle aree con tassazione alta, da tempo criticato dai democratici: consente ad esempio alle coppie sposate con almeno 500mila dollari di reddito annuo di utilizzare le perdite delle loro attività per “cancellare” le tasse dai guadagni sui mercati finanziari. Previsto anche un “Heroes Fund” di 200 miliardi per i lavoratori dei servizi essenziali, e l'incremento del 15% del sostegno di assistenza per la spesa alimentare.

No dei repubblicani
Venerdì dunque i democratici approveranno alla Camera il loro maxi pacchetto di aiuti. Il leader dei repubblicani al Senato Mitch McConnell ha da parte sua ha bocciato senza appello la legge così come è ora: ci vorranno altri negoziati e mediazioni per cercare una soluzione bipartisan che eviti il fallimento di molti stati e grandi città, spesso a guida democratica, che hanno i bilanci in profondo rosso per le spese dell'emergenza Covid. Superando l'opposizione del partito di maggioranza e soprattutto del presidente Trump che più volte in chiave elettorale ha detto di non aver intenzione di «salvare gli stati blu».

Riproduzione riservata ©
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    Riccardo Barlaamcorrispondente da New York

    Luogo: New York, USA

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: economia, finanza e politica internazionale

    Premi: Premio Baldoni (2008), Harambee (2013), Overtime Film Festival (2017)

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