indagine

Dai driver sufficienza piena a gestione e servizi

di Vincenzo Conte


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3' di lettura

Pur essendo tra gli attori principali, se non i più importanti, nel settore delle flotte, dei driver aziendali si sa molto poco. Generalmente si tende ad equiparare i loro comportamenti e le loro scelte a quelle degli utenti privati perché, in fin dei conti, si tratta di privati cittadini a cui è stata concessa un’auto aziendale. Questo approccio però rischia di far perdere all’intero settore ed alle aziende che lo animano un’importante mole di conoscenze derivate dai feedback che i driver aziendali possono fornire in merito alla qualità percepita della gestione della flotta e alle performance messe in campo dai fornitori di prodotti e servizi. Per questo motivo Econometrica, società di analisi e ricerche economiche, ha realizzato, per conto di Auto Aziendali magazine, una rilevazione su un campione di 400 driver aziendali, rilevazione da cui emergono alcuni elementi molto interessanti.

La prima tematica affrontata nella rilevazione è quella relativa alla soddisfazione nei confronti dell’esperienza d’uso di un’auto aziendale. I risultati emersi dall’elaborazione delle risposte dei driver sono piuttosto confortanti: infatti il 44% degli intervistati si è detto pienamente soddisfatto, mentre il 49% è abbastanza soddisfatto. Il comparto dei soddisfatti, quindi, ammonta in totale al 93% degli interpellati. Gli insoddisfatti, invece, rappresentano solo il 7% del campione, divisi tra moderatamente insoddisfatti (5%) e molto insoddisfatti (2%).

Un approfondimento particolare è stato riservato alla soddisfazione per i servizi di manutenzione e riparazione. Da questo punto di vista i dati emersi dalla rilevazione possono aiutare i fleet manager a valutare i servizi offerti dai fornitori a cui si sono affidati. Anche in questo comparto i risultati sono rassicuranti: infatti il 41% del campione interpellato si è detto pienamente soddisfatto, mentre il 51% si è detto abbastanza soddisfatto. Ad essere insoddisfatto è, di nuovo, il 7% del campione, diviso tra chi si dice moderatamente insoddisfatto (6%) e chi si dice molto insoddisfatto (1%).

In generale il giudizio dei driver sulla politica di gestione della flotta messa in atto dall’azienda è ottimo nel 29% dei casi, sufficiente nel 37% dei casi, né buono né cattivo nel 24% dei casi, insufficiente nel 4% dei casi e pessimo nel 6% dei casi. Ancora una volta, dunque, i giudizi positivi superano quelli negativi, al netto di un 24% del campione che preferisce non esporsi dando una valutazione né buona né cattiva.

Il canale di comunicazione diretta aperto con i driver aziendali in occasione della rilevazione ha permesso di chiarire anche alcuni aspetti del rapporto tra driver e Adas (e cioè i dispositivi tecnologici di sicurezza sempre più evoluti presenti sulle auto). È stato quindi possibile stilare una sorta di graduatoria dei dispositivi Adas più presenti sulle auto degli intervistati, graduatoria che vede al vertice il Cruise Control (presente nel 31% delle auto degli intervistati), seguito dal limitatore di velocità (29%) e dal freno automatico in caso di emergenza (24%).

È emerso anche che chi ha a disposizione questi strumenti tende ad utilizzarli realmente, tranne che in pochissimi casi. Come si impara ad usarli? L’opzione che ha raccolto più segnalazioni da parte dei driver è “leggendo il manuale di istruzioni”, seguita dall’opzione “da solo, provando e riprovando”. L’ultima questione posta riguarda come fare per aumentare conoscenza e uso degli Adas. La risposta che ha raccolto più consensi è “con specifiche campagne di informazione a cura delle case auto”, seguita da “attraverso la diffusione di materiale formativo in formato cartaceo”, e poi da “attraverso la diffusione di tutorial video”, da “attraverso specifici test drive” e da “con specifiche iniziative di formazione a cura dell’azienda”.

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