Lavorare nella Ue

Dai farmacisti agli infermieri, Italia al top degli ingressi con la card professionale

La tessera favorisce la mobilità temporanea e il riconoscimento automatico della qualifica per chi intende esercitare in un altro Stato membro

di Marina Castellaneta

Pronto "esercito" infermieri di famiglia, le linee guida

La tessera favorisce la mobilità temporanea e il riconoscimento automatico della qualifica per chi intende esercitare in un altro Stato membro


3' di lettura

La Commissione europea fa il tagliando alla direttiva 2013/55 sul riconoscimento delle qualifiche professionali (recepita in Italia con il decreto legislativo 15/2016) per verificare il livello di attuazione da parte degli Stati membri e per accertare il tasso di modernizzazione raggiunto. I Paesi Ue – ha precisato la Commissione nella relazione sul monitoraggio della direttiva – hanno raggiunto gradi diversi di successo, ma non mancano casi di non conformità relativi alle professioni settoriali, con un impatto negativo sul funzionamento del mercato interno. Da registrare l’avanzata della tessera professionale europea, con l’Italia che fa da battistrada fra i Paesi ospitanti.

LA PATENTE PER MUOVERSI
Loading...

Un punto di forza della direttiva era la revisione del regime generale di riconoscimento, recepita correttamente in quasi tutti gli Stati membri. In questo modo è stata promossa la mobilità dei professionisti nei Paesi Ue ed è stato rafforzato il sistema di informazione (e-government) attraverso gli sportelli unici. Buoni risultati, infatti, sono stati raggiunti con il sistema di Informazione del mercato interno (Imi) - il cui utilizzo è diventato obbligatorio con la direttiva 2013/55 - per gli scambi amministrativi e per la notifica dei titoli utili per le qualifiche professionali. L’uso dell’Imi per la cooperazione amministrativa – scrive la Commissione - è in costante aumento ed è raddoppiato dal 2016. I tempi di risposta, però, in alcuni casi sono troppo lunghi.

I ritardi
Non mancano settori problematici perché «nonostante i vantaggi delle procedure elettroniche e di una cooperazione amministrativa ben sviluppata, alcuni Stati membri mantengono ancora requisiti procedurali che creano notevoli oneri e costi per i richiedenti». Inoltre, malgrado gli interventi legislativi per rafforzare l’utilizzo della proporzionalità, quest’ultima non è applicata su larga scala e gli Stati provano a mantenere la regolamentazione esistente.

Nel sistema di riconoscimento delle qualifiche resta diffuso, anche se non con la stessa percentuale in tutti i Paesi, il ricorso alle misure di compensazione, che ha spinto la Commissione a inviare lettere di messa in mora con l’avvio di fasi precontenziose collegate alle procedure di infrazione. In Italia – come risulta dal monitoraggio sul mercato interno - la percentuale di riconoscimento è stata inferiore all’88,81% e nei casi di riconoscimento con misure compensatorie inferiore al 28,31 per cento.

Tessera in crescita
Per la tessera professionale europea, lanciata nel 2016 per superare gli ostacoli amministrativi a vantaggio del riconoscimento immediato delle qualifiche per infermieri, farmacisti, fisioterapisti, guide alpine e agenti immobiliari (non è stata prevista la possibilità del rilascio della tessera per le professioni legali), la Commissione segnala un aumento di richieste, arrivate a quota 10.552. La tessera, utile per favorire la mobilità temporanea e il riconoscimento automatico, funziona come un patentino e va richiesta dall’interessato che intende esercitare la stessa professione in un altro Stato membro.

Il maggior numero di tessere professionali è stato emesso per infermieri, farmacisti e fisioterapisti, mentre per le guide alpine e gli agenti immobiliari l’utilizzo è più legato ai servizi temporanei. In via generale, il 48% delle richieste sono state presentate da cittadini Ue che miravano a ottenere uno stabilimento permanente in un altro Paese dell’Unione, mentre il 52% ha riguardato la prestazione temporanea o occasionale di servizi.

Boom di domande per infermieri e farmacisti, con 1.865 istanze per lo stabilimento e 715 per la prestazione temporanea di servizi. Sono Italia, Francia, Regno Unito, Spagna e Germania ad aver trattato il maggior numero di richieste sia come Paese di origine sia come Paese ospitante. L’Italia è il Paese che tra il 2016 e il 2019 ha ricevuto il maggior numero di richieste come Stato ospitante, seguita dalla Francia che ha il numero più alto come Stato membro di origine.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti