Medicina e Ambiente

Dai fondali le molecole anticancro di Innovery

di Donata Marrazzo

2' di lettura

Il mare è anche spazio di ricerca scientifica e di soluzioni sostenibili. Big data e intelligenza artificiale creano una piattaforma tecnologica capace di selezionare piccole molecole naturali di origine marina utilizzabili nella lotta ai tumori, nel progetto finanziato con fondi europei dalla Regione Campania.

Con la piattaforma Advise (Antitumor Drugs and Vaccines from the Sea), Innovery Spa, multinazionale di spicco dell’ecosistema Ict, in partnership con il Cnr e la Stazione Zoologica “A. Dohrn” (protagonisti di una insolita alleanza pubblico privato nella ricerca), intende superare il limite delle cure tradizionali che danneggiano spesso le cellule sane e provocano nei pazienti effetti collaterali anche gravi, realizzando un sistema innovativo per la definizione di nuove terapie per patologie come il melanoma, il mieloma multiplo e il cancro polmonare.

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L’utilizzo di algoritmi di Intelligenza Artificiale e Machine Learning, settore in cui Innovery è all’avanguardia, permette di incrementare le probabilità e la velocità del processo di scoperta di nuove molecole attive, essenziali per la elaborazione di nuove cure.

«La terapia del tumore è stata storicamente legata al tentativo di fermare la crescita cellulare attraverso l’uso di sostanze chimiche o radiazioni. Le nostre ricerche si basano, invece, sulla capacità di migliorare l’immunità antitumorale aiutando, in sintesi, il nostro organismo a riconoscere ed eliminare le cellule tumorali», spiega Angelo Fontana, direttore dell'Istituto di Chimica biomolecolare del Cnr.

«La nostra piattaforma, oltre a codificare e digitalizzare tutto il processo di drug discovery, selezione e categorizzazione dagli organismi marini potenzialmente utili, test sulle effettive capacità antitumorali delle sostanze, fa uso dell'intelligenza artificiale per identificare tra milioni di molecole le poche in grado di inibire la replicazione delle cellule tumorali. Lo stesso procedimento eseguito con le metodiche standard può richiedere fino a quindici anni di tempo e un investimento di circa 2 miliardi di euro», dichiara Gianvittorio Abate, ad di Innovery.

Reti sostenibili da Novamont

Novamont, azienda chimica italiana attiva nel settore delle bioplastiche, in quello delle risorse rinnovabili e della rigenerazione territoriale, sperimenta invece nel golfo di Napoli retine biodegradabili e compostabili (brevetto “Mater-Bi”) in sostituzione di quelle di plastica utilizzate dagli allevatori di cozze.

Le imprese che parteciperanno alla ricerca saranno selezionate da Coldiretti. «Offrire un nuovo percorso di tutela del mare – sottolinea Salvatore Loffreda, direttore di Coldiretti Campania – è un'occasione straordinaria per aggiungere valore agli allevamenti dei mitili, specialmente nel litorale medio tirrenico, che nel golfo di Napoli ha una storia di duemila anni. Per questa ragione e per l'importanza che questo mollusco riveste nella cucina tradizionale partenopea, si può cogliere l'occasione, per il riconoscimento di un marchio europeo che garantisca l'origine della cozza napoletana».

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