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Coronavirus, dai fondi Ue subito 1,75 miliardi per sanità, imprese e lavoratori

Ma non si tratta di nuove risorse. Le procedure diventano più semplici e obiettivi più ampi. I fondi potranno essere utilizzati anche per il capitale circolante delle Pmi per favorire la ripresa

di Giuseppe Chiellino


Fondi Ue e Coronavirus: arrivano i primi 1,75 miliardi. Ma le regioni europee chiedono di più

3' di lettura

Arriverano tra fine marzo e l’inizio di aprile i primi fondi europei per aiutare gli Stati membri a far fronte all’emergenza coronavirus. Dal Fondo sociale (Fse) e dal Fondo per lo sviluppo regionale (Fesr) l’Italia avrà in tutto 1,752 milioni di euro, da spendere per attrezzature mediche, campagne di sensibilizzazione, capitale circolante per le imprese e ammortizzatori sociali. Non sono risorse nuove, erano già destinate all’Italia, ma ne viene accelerata l’erogazione e soprattutto viene reso molto più flessibile l’utilizzo.

Nella serata di venerdì la presidente Ursula von der Leyen, intervistata dal Tg1, ha detto che l’Italia «avrebbe dovuto restituire alla Ue 11 miliardi di fondi strutturali: abbiamo deciso invece di lasciarveli, per spenderli dove saranno più utili». Una semplificazione forse eccessiva del lavoro che tra Roma e Bruxelles si sta facendo da una decina di giorni per individuare, programma per programma, i fondi europei non ancora giuridicamente vincolati e quindi dirottabili sull’emergenza. La cifra di 11 miliardi, secondo le banche dati ufficiali, è più o meno quello che l’Italia deve ancora spendere (non restituire) entro il 2023 e comprende anche il cofinanziamento nazionale.

Tornando invece agli anticipi, le novità sono illustrati in una lettera inviata ieri dalla commissaria alla Coesione, Elisa Ferreira, e dal suo collega responsabile del Lavoro e diritti sociali, Nicolas Schmit. Destinatari i ministri degli Stati membri, per l’Italia Provenzano, Gualtieri, Catalfo e Bonetti. In pratica, si rende molto più flessibile la spesa di 37 miliardi della Coesione per gli investimenti necessari nella Ue. Bruxelles rinuncia ai rimborsi dei prefinanziamenti non utilizzati nel 2019. Per l’Italia 800 milioni di euro, come anticipato, che potranno essere spesi per l’emergenza. A questo si aggiunge l’anticipo dei prefinanziamenti del 2020 per ulteriori 952 milioni, in due rate tra la fine di questo mese e l’inizio di aprile. I fondi potranno coprire le spese sostenute dal primo febbraio. Ogni Paese avrà un filo diretto con Bruxelles e sarà seguito da un country team. Quello italiano sarà guidato da Nicola De Michelis della Dg Regio e da Adelina Dos Reis della Dg Occupazione. Nella lettera, i commissari sollecitano neppure tanto velatamente un’accelerazione del lavoro sulla programmazione 2021-2027, per poter avviare i programmi prima possibile e dare un ulteriore contributo alla ripresa una volta che lo shock sarà superato.

Con il Fondo sociale si potranno acquistare materiali sanitari e dispositivi di protezione individuale per medici e infermieri, così come potranno essere coperte le spese per l’assistenza alle persone più vulnerabili. Si potrà assumer nuovo personale far fronte alle maggiori esigenze dei servizi sanitari. Potranno continuare ad essere supportati i servizi sociali per gli anziani e per persone malate. Guardando al dopo, il Fondo sociale potrà essere utilizzato per il reinserimento nel mercato del lavoro di lavoratori dipendenti che perderanno il posto, e autonomi, anche in modo diretto.

Le risorse del Fesr saranno indirizzate ad assicurare liquidità e continutà operativa alle Pmi per sostenerne la ripresa. Consulenza , internazionalizzazione, sviluppo di nuovi modelli di business per diversificare la catena dei fornitori. Il Fesr servirà anche per finanziare il capitale circolante delle Pmi, con l’obiettivo di mantenere le capacità e i livelli produttivi. Sul fronte sanitario, il Fesr può finanziare anche la prevenzione, le campagne di sensibilizzazione, servizi di telemedicina e tecnologie.

Venerdì il neo-presidente del Comitato delle Regioni, Apostolos Tzitzikostas, ha apprezzato quanto stanno facendo Commissione e Consiglio per far fronte all’emergenza. Ma ha chiesto che l’Unione faccia di più, istituendo uno strumento con risorse aggiuntive di 10 miliardi di euro.

Per saperne di più:

Prove di solidarietà dal Sud verso il Nord

Coronavirus, la dote dei fondi europei parte da 800 milioni

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    Giuseppe ChiellinoUfficio centrale

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Italiano, Inglese, Francese

    Argomenti: Politiche europee, politica di coesione, fondi strutturali Ue, integrazione carta-web

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