Innovazione

Dai fornitori ai dipendenti, la sfida della filiera sostenibile

L'iter è seguito con rigore: nel 2019 il riconoscimento di società benefit

di Raoul de Forcade

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Fratelli Carli conta 400 dipendenti e 140 mezzi per le consegne

L'iter è seguito con rigore: nel 2019 il riconoscimento di società benefit


2' di lettura

Innovazione sostenibile. È la parola d’ordine sulla quale, a partire dal 2009, la Fratelli Carli ha impostato il suo sviluppo aziendale. Un iter seguito con rigore al punto che, rivela Claudia Carli, brand marketing manager della ditta, «da dicembre 2019 siamo diventati una società benefit».

L’azienda ha dunque assunto questa nuova forma giuridica, che è prevista in Italia dal 2016, e che può essere attribuita a imprese che perseguono il doppio scopo di avere un impatto positivo sulla società e sulla biosfera. «Essere una società benefit – prosegue l’imprenditrice – ha delle forti implicazioni sulla vita aziendale. A partire dal cambio dello statuto, nel quale devono essere specificati gli obiettivi di beneficio comuni che riguardano non solo l’azienda ma anche clienti, fornitori, materiali utilizzati e così via. E ogni anno si deve redigere una relazione d’impatto per verificare che gli obiettivi prefissati siano seguiti».

Il percorso per arrivare a essere una società benefit, peraltro, ha avuto una tappa precedente. Nel 2014, infatti, sottolinea Claudia Carli, «l’impegno sui temi della sostenibilità ha portato l’azienda a essere la prima realtà produttiva italiana certificata B corporation. Una benefit corporation è un’azienda che, volontariamente, rispetta rigorosi standard sociali ed ambientali». La certificazione B corp, nata negli Usa e rilasciata dall’ente no profit B Lab, «prevede – dice Carli – un protocollo di valutazione (in origine ripetuto biennalmente e oggi triennale, ndr) che analizza le performance economiche, sociali e ambientali delle imprese. Alla fine viene dato un punteggio che non deve essere inferiore a 80. Nel 2014 abbiamo ottenuto 90; nel 2016 siamo saliti al 97 e ora stiamo aspettando il punteggio della valutazione 2020».

Il cammino di sostenibilità della Fratelli Carli, su cui vigila un comitato aziendale ad hoc, aggiunge l’imprenditrice, «tocca l’intera filiera produttiva, coinvolge fornitori, partner e dipendenti. Per questi ultimi, tra l’altro, abbiamo messo a punto da tre anni un sistema di welfare con servizi e prestazioni sanitarie, rimborsi e agevolazioni di vario tipo». Ma nella sostenibilità rientrano anche la sicurezza (la fabbrica d’Imperia è stata resa antisisimica quattro anni fa, con un intervento da 1,5 milioni) e la cultura. Il Museo dell’olivo, creato in una palazzina liberty, antica sede dell’azienda, è oggi la prima attrazione turistico-culturale di Imperia, con oltre 25mila visitatori l’anno.

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